Il Pontefice accoglie in Vaticano i parenti dei giovani italiani morti o feriti nel rogo di Capodanno in Svizzera: «Cristo è risorto, e con Lui la vita ha l’ultima parola»
«Quando ho saputo che da parte vostra qualcuno aveva chiesto questa udienza, subito ho detto: “Sì, troveremo il tempo”». Con queste parole Papa Leone XIV ha accolto in Vaticano i familiari dei giovani italiani rimasti uccisi o gravemente feriti nell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno in un locale di Crans-Montana, in Svizzera.
In Vaticano, Papa Leone XIV ha incontrato le famiglie colpite dal tragico incendio di Crans-Montana, in Svizzera, il giorno di Capodanno, nel quale almeno 40 persone sono morte e 119 sono rimaste ferite.
— EWTN Italia 🇮🇹 (@EwtnItalia) January 15, 2026
Il Papa ha detto ai familiari che la fede può ancora portare luce anche nei… pic.twitter.com/tVORh4ixRn
Una tragedia che ha sconvolto l’Europa e l’Italia: 40 le vittime complessive, tra cui sei giovanissimi italiani, e 116 i feriti, molti dei quali ancora ricoverati in condizioni gravi. Quella che doveva essere una notte di festa si è trasformata in una delle più drammatiche catastrofi degli ultimi anni.
Nel suo discorso, il Papa ha voluto innanzitutto riconoscere il dolore e lo smarrimento delle famiglie:
«Uno si domanda tante volte: “Perché, Signore?”», ha detto, definendo l’esperienza vissuta dai presenti come «una prova della nostra fede, una prova di ciò che crediamo».
«Una catastrofe di estrema violenza»
Le parole del Pontefice hanno dato voce allo strazio delle famiglie, colpite nel momento più inatteso:
«Una delle persone a voi più care ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza, oppure si trova ricoverata in ospedale per un lungo periodo, con il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo», ha ricordato.
Un dramma che – ha sottolineato – è avvenuto proprio mentre tutti erano riuniti per festeggiare e augurarsi gioia e felicità.
«La vostra speranza non è vana»
Al centro dell’incontro, Papa Leone XIV ha posto la speranza cristiana, fondata sulla risurrezione di Cristo.
«Io non posso spiegarvi perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova», ha ammesso. «Ma il Successore di Pietro che siete venuti a incontrare oggi ve lo afferma con forza e convinzione: la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto».

Una certezza che, ha aggiunto, la Chiesa custodisce e annuncia: «La Santa Chiesa ne è testimone e lo annuncia con certezza».
La fede che illumina il buio
Il Papa ha poi richiamato il valore della fede nei momenti più oscuri dell’esistenza:
«La fede che abita in noi illumina i momenti più bui e più dolorosi della nostra vita con una luce insostituibile, che ci aiuta a continuare coraggiosamente il cammino verso la meta».
Gesù, ha detto, precede ogni uomo su questo cammino di morte e risurrezione, condividendo la sofferenza di chi è provato:
«Siate certi della sua vicinanza e della sua tenerezza: Egli non è lontano da ciò che state vivendo, al contrario, lo condivide e lo porta con voi».
Il Pontefice ha assicurato la preghiera di tutta la Chiesa e la sua personale per i defunti, per i feriti e per le famiglie.
Affidati a Maria
A concludere l’incontro, un affidamento a Maria Addolorata:
«Rivolgete a lei senza riserve le vostre lacrime e cercate in lei il conforto materno», ha detto Leone XIV.
E infine l’invito alla speranza che nasce dalla fede:
«Come Maria, saprete attendere con pazienza, nella notte della sofferenza ma con la certezza della fede, che un giorno, un nuovo giorno sorga; e ritroverete la gioia».
Un messaggio di consolazione che ha unito, nell’Aula vaticana, il dolore delle famiglie alla promessa cristiana della vita che non finisce.
Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia stampa in lingua italiana del gruppo EWTN News. È stato riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






