Succede a mons. Domenico Sorrentino. Le due diocesi restano unite in persona Episcopi
Città del Vaticano, 10 gennaio 2026 – Papa Leone XIV ha accettato questa mattina la rinuncia, per raggiunti limiti di età, di mons. Domenico Sorrentino, vescovo delle diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino e Foligno, unite in persona Episcopi.
Il Pontefice ha nominato come suo successore mons. Felice Accrocca, finora arcivescovo metropolita di Benevento. Le due sedi umbre restano unite in persona Episcopi e il nuovo presule conserva il titolo personale di arcivescovo.
La nomina arriva in un anno particolarmente significativo per Assisi, che nel 2026 celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco.
Il profilo del nuovo vescovo
Felice Accrocca è nato il 2 dicembre 1959 a Cori (provincia di Latina). Dopo la laurea in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il dottorato in Storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana.
È stato ordinato sacerdote il 12 luglio 1986 per la diocesi di Latina–Terracina–Sezze–Priverno. Ha svolto il ministero come parroco e come docente di Storia della Chiesa medievale alla Gregoriana, prima di essere nominato da Papa Francesco arcivescovo metropolita di Benevento il 18 febbraio 2016.
Il saluto di mons. Sorrentino
Domenico Sorrentino, che compirà 78 anni il prossimo 16 maggio, era vescovo di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino dal 2005 e dal 2021 anche di Foligno, con l’unione delle diocesi in persona Episcopi. In precedenza era stato arcivescovo prelato di Pompei (2001–2003) e segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (2003–2005).
Nel suo messaggio al successore ha scritto:
“Auguri, fratello e padre, caro vescovo Felice. Possa davvero il tuo servizio essere fecondo. Ti lascio il testimone con infinita gratitudine al Signore per quanto mi ha dato e grande affetto per questo popolo che mi resterà nel cuore mentre entra nel tuo. Le nostre due diocesi ti abbracciano. Prima dei nostri abbracci, ti accoglie la nostra preghiera”.
Il primo messaggio di Accrocca
Nel suo saluto ai fedeli di Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Foligno, mons. Accrocca ha espresso il senso spirituale della chiamata ricevuta:
“Il Signore mi ha inviato a voi e Lui sa quello che fa: ho accolto la sua chiamata con serenità, pur con tutte le domande – e le paure – che in tali momenti affollano la mente e con cui bisogna fare i conti; confido però sulla Grazia di Dio e anche su di voi.”
Ha poi citato il monaco medievale Ugo di San Vittore:
«È molto sensibile [tenero] l’uomo che sente ancora la dolcezza della terra natale, è già forte colui che sa fare di ogni luogo la sua nuova patria, ma è veramente perfetto nella virtù colui che valuta tutto il mondo come un luogo d’esilio. Il primo ha fissato il suo amore in una parte della terra, il secondo lo ha distribuito in molti luoghi, ma il terzo ha annullato in se stesso l’amore del mondo».
E ha concluso con una richiesta semplice e diretta:
“Vi chiedo di sostenermi con la vostra preghiera”.
Con questa nomina, Papa Leone XIV affida a mons. Accrocca una delle sedi più simboliche della Chiesa, la terra di san Francesco, chiamata in questo tempo a rinnovare il proprio slancio evangelico nel segno della pace, della fraternità e della povertà evangelica.
Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia stampa in lingua italiana del gruppo EWTN News. È stato riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






