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Leone XIV ai volontari del Giubileo: «Quanto bene c’è nel mondo, voi siete la prova»

Papa Leone XIV con alcuni giovani volontari del Giubileo della Speranza, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media
Papa Leone XIV con alcuni giovani volontari del Giubileo della Speranza, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media

Il Papa ringrazia enti e volontari che hanno accompagnato oltre 30 milioni di pellegrini nell’Anno Santo 2025

Città del Vaticano, 10 gennaio 2026 – Un lungo applauso ha accolto questa mattina Papa Leone XIV in Aula Paolo VI, dove il Pontefice ha incontrato i rappresentanti degli enti che hanno collaborato all’organizzazione del Giubileo 2025 e i migliaia di volontari che ne hanno reso possibile lo svolgimento. È stato un momento di bilancio, ma soprattutto di riconoscenza e di fiducia nel futuro.

«Quanto bene c’è nel mondo, voi siete la prova», ha detto il Papa aprendo il suo discorso, rivolgendosi a chi ha lavorato, spesso lontano dai riflettori, per accogliere milioni di pellegrini arrivati a Roma da ogni parte del mondo.

Papa Leone XIV durante l'incontro con i collaboratori e i volontari del Giubileo della Speranza 2025, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media
Papa Leone XIV durante l’incontro con i collaboratori e i volontari del Giubileo della Speranza 2025, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media

“Oltre trenta milioni di pellegrini”

Nel suo intervento Leone XIV ha voluto anzitutto riconoscere l’impegno di quanti hanno operato nella complessa macchina organizzativa dell’Anno Santo:

«A tutti voi esprimo la mia sentita riconoscenza per quanto operato, sia nelle impegnative fasi preparatorie che nel corso di tutto l’Anno giubilare. Avete dato un apporto multiforme, spesso nascosto, sempre impegnativo e carico di responsabilità, grazie al quale oltre trenta milioni di pellegrini hanno potuto compiere il cammino giubilare e partecipare alle celebrazioni e agli eventi, in un clima di festa e al tempo stesso di compostezza, raccoglimento, ordine e organizzazione».

Un lavoro che ha permesso a Roma di presentarsi, ancora una volta, come il cuore pulsante della cattolicità mondiale.

Roma, “casa accogliente”

Il Papa ha insistito sul volto che la Città eterna ha saputo offrire durante il Giubileo:

«Grazie a voi Roma ha offerto a tutti il suo volto di casa accogliente, di comunità aperta, gioviale e al tempo stesso discreta e rispettosa, aiutando ciascuno a vivere con frutto questo grande momento di fede».

Papa Leone XIV con la Premier Giorgia Meloni, durante l'incontro con i collaboratori e i volontari del Giubileo della Speranza, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media
Papa Leone XIV (di spalle) con la Premier Giorgia Meloni, durante l’incontro con i collaboratori e i volontari del Giubileo della Speranza, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media

E ha ricordato come per milioni di pellegrini l’Anno Santo sia stato soprattutto un’esperienza spirituale profonda:

«La visita alle tombe di Pietro e Paolo, degli altri Apostoli e dei Martiri, il cammino verso la Porta Santa, l’esperienza del perdono e della misericordia di Dio, sono stati per tante persone momenti di incontro fecondo con il Signore Gesù, in cui toccare con mano che la speranza non delude».

Una Chiesa che genera speranza

Leone XIV ha poi collegato l’impegno organizzativo alla missione stessa della Chiesa:

«Con il vostro lavoro avete aiutato molti a trovare e ritrovare speranza, e a riprendere il viaggio della vita con fede rinnovata e propositi di carità».

Papa Leone XIV con la Premier Giorgia Meloni, durante l'incontro con i collaboratori e i volontari del Giubileo della Speranza, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media
Papa Leone XIV con la Premier Giorgia Meloni, durante l’incontro con i collaboratori e i volontari del Giubileo della Speranza, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media

In modo particolare il Papa ha ricordato la grande partecipazione dei giovani al Giubileo:

«È stato bello toccare con mano il loro entusiasmo, essere testimoni della loro gioia, vedere la serietà con cui hanno pregato, meditato e celebrato, osservarli, così numerosi e diversi tra loro, eppure uniti, ordinati, desiderosi di conoscersi e di vivere insieme momenti di grazia, di fraternità, di pace».

La responsabilità verso i giovani

Nella parte conclusiva del discorso, Leone XIV ha lanciato un forte appello agli adulti e alle istituzioni:

«Tutti, a vari livelli, siamo responsabili del loro futuro, in cui c’è il futuro del mondo. Chiediamoci, allora, alla luce di ciò che abbiamo visto: di che cosa hanno realmente bisogno?».

E ha indicato modelli concreti di vita cristiana:

«I giovani hanno bisogno di modelli sani, che li indirizzino al bene, all’amore, alla santità, come ci hanno mostrato le figure di San Carlo Acutis e di San Piergiorgio Frassati, canonizzati lo scorso settembre».

Papa Leone XIV con la Premier Giorgia Meloni, durante l'incontro con i collaboratori e i volontari del Giubileo della Speranza, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media
Papa Leone XIV (di spalle), durante l’incontro con i collaboratori e i volontari del Giubileo della Speranza, il 10 gennaio 2026. | Credit: Vatican Media

Infine, uno sguardo che è anche una consegna per la Chiesa e per la società:

«Teniamo davanti a noi i loro occhi limpidi e vivi, pieni di energia e al tempo stesso tanto fragili: ci potranno essere di grande aiuto per discernere con saggezza e prudenza nelle gravi responsabilità che ci attendono nei loro confronti».

Un incontro che ha suggellato idealmente la conclusione del Giubileo, affidando ora il suo frutto più prezioso — la speranza — al cammino quotidiano della Chiesa e del mondo.


Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia stampa in lingua italiana del gruppo EWTN News. È stato riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.

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MARCO MANCINI GIORNALISTA ACI STAMPA

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