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Cinque cose da sapere sul Battesimo, la porta di tutti i sacramenti

I Battesimi nella Cappella Sistina | | Vatican Media / ACI group

In prossimità della Festa del Battesimo del Signore, la Chiesa invita a riscoprire il dono che sta all’origine di tutta la vita cristiana: il Battesimo, il sacramento che ci fa entrare nella vita nuova in Cristo.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica lo definisce così:

«Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo, siamo incorporati nella Chiesa e resi partecipi della sua missione» (CCC 1213).

Ecco cinque aspetti fondamentali per comprendere meglio questo grande mistero.

1. Gesù stesso ha voluto essere battezzato

Pur essendo il Figlio di Dio, Gesù ha chiesto di essere battezzato nel Giordano da Giovanni il Battista. Non perché ne avesse bisogno, ma per indicarci la strada dell’umiltà e dell’obbedienza al Padre.

Come osserva la giornalista cattolica Marge Fenelon:

«Gesù è il Re dei re… non aveva alcun bisogno di essere battezzato… Eppure insistette perché Giovanni lo battezzasse. “Lascia fare per ora”, disse, “perché conviene che adempiamo ogni giustizia” (Mt 3,15). Che grande esempio per tutti noi!».

Dal giorno di Pentecoste, la Chiesa non ha mai cessato di amministrare questo sacramento, come attestano le parole di San Pietro:

«Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei vostri peccati» (At 2,38; CCC 1226).

Già nel II secolo, Papa Sant’Igino istituì la figura del padrino e della madrina, per accompagnare spiritualmente il nuovo cristiano lungo tutta la vita.

2. Il Battesimo ha molti nomi

La parola “battesimo” viene dal greco baptizein, che significa immergere. L’immersione nell’acqua rappresenta la morte al peccato e la risurrezione con Cristo (CCC 1214).

Il Battesimo è chiamato anche:

  • lavacro di rigenerazione,
  • illuminazione,
  • unzione,
  • sigillo.

San Gregorio Nazianzeno lo descrive così:

«È dono, grazia, lavacro, luce, veste, sigillo… tutto ciò che ci trasforma e ci riveste di Cristo».

3. Le promesse battesimali vanno rinnovate

Il Battesimo non è solo un ricordo del passato. È una vocazione che cresce nel tempo.

Per questo la Chiesa invita ogni anno, durante la Veglia pasquale, a rinnovare le promesse battesimali (CCC 1254): rinunciare al peccato e professare la fede in Cristo.

Fenelon ricorda:

«Il Battesimo è il lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo. È qualcosa su cui vale sempre la pena meditare».

4. In caso di necessità, chiunque può battezzare

In situazioni estreme — ad esempio in pericolo di morte — chiunque, anche un non battezzato, può amministrare validamente il Battesimo, purché:

  • abbia l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa,
  • usi l’acqua,
  • pronunci la formula trinitaria.

Lo afferma il Catechismo (CCC 1256).

5. Il Battesimo lascia un segno eterno

Il Battesimo imprime nell’anima un sigillo spirituale indelebile:

«Non può essere cancellato da alcun peccato e non può essere ripetuto» (CCC 1272).

Chi è battezzato appartiene per sempre a Cristo e riceve una missione: portare il Vangelo al mondo.

Come conclude Fenelon:

«Diffondere il Vangelo non è un’opzione: è un dovere affidato a ogni battezzato».

In questa Festa del Battesimo del Signore, ricordiamo con gratitudine il giorno in cui anche noi siamo stati immersi nella vita di Dio — e rinnoviamo la gioia di essere figli nel Figlio.


Articolo precedentemente pubblicato da aciprensa – agenzia stampa in lingua spagnola del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.

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