Domenico Basile a Molfetta e Sithembele Sipuka a Città del Capo: due scelte nel segno della pastorale e dei diritti umani
Papa Leone XIV ha firmato oggi due nomine episcopali di grande rilievo, una in Italia e una in Sudafrica, che offrono uno spaccato significativo delle priorità del nuovo pontificato: una Chiesa radicata nella testimonianza evangelica e attenta alle sfide sociali del nostro tempo.
In Italia il Pontefice ha nominato monsignor Domenico Basile vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, accettando la rinuncia di mons. Domenico Cornacchia. In Sudafrica, invece, è stato scelto monsignor Sithembele Anton Sipuka, finora vescovo di Mthatha, come nuovo pastore dell’arcidiocesi di Città del Capo, rimasta vacante dopo il trasferimento dell’attuale cardinale Stephen Brislin.
Un vescovo nel segno di don Tonino Bello
Nel suo primo messaggio alla diocesi pugliese, monsignor Basile ha subito evocato una delle figure più amate e profetiche della Chiesa italiana:
«L’annuncio credibile del Vangelo ha avuto, in questa Diocesi, il volto del Venerabile don Tonino Bello che con l’eloquenza di parole e gesti profetici ha consumato la sua vita per il Signore, vivendo fino in fondo il desiderio di essere “un Vescovo fatto popolo”. Possa la sua testimonianza illuminare il mio ministero in mezzo a voi e il cammino della nostra Chiesa!»
Un riferimento tutt’altro che formale, che indica la direzione pastorale del nuovo vescovo: una Chiesa vicina alla gente, povera e profetica, sulle orme del vescovo di Molfetta che ha segnato un’epoca.
Chi è Domenico Basile
Nato ad Andria il 3 giugno 1966, mons. Basile è sacerdote dal 14 settembre 1991. Dopo la formazione nel Seminario diocesano di Andria e nel Pontificio Seminario Regionale Pugliese “Pio XI”, ha conseguito la Licenza in Teologia Pastorale presso la Pontificia Università Lateranense.
Il suo ministero è stato fortemente caratterizzato dall’attenzione ai giovani e alla formazione laicale. Per anni ha diretto la Pastorale giovanile diocesana ed è stato a lungo assistente diocesano dell’Azione Cattolica, prima per il Settore Adulti e poi come assistente unitario.
Accanto all’impegno pastorale, ha maturato una solida competenza nel campo dei beni culturali ecclesiastici: dal 2016 dirige la Biblioteca e l’Archivio diocesani, e dal 2019 è responsabile dell’Ufficio per i Beni Culturali e l’Edilizia di culto. Dal 2021 ricopriva l’incarico di Vicario generale della diocesi di Andria.
Sipuka a Città del Capo, una scelta nel segno dei diritti umani
Sul fronte africano, la nomina di Sithembele Anton Sipuka a nuovo arcivescovo di Cape Town porta al vertice di una delle diocesi più importanti del continente una figura nota per il suo forte impegno sociale e per la difesa dei diritti umani.
La sede era vacante dopo il trasferimento dell’arcivescovo Stephen Brislin, oggi cardinale, e la scelta di Leone XIV indica una chiara continuità nella linea di una Chiesa sudafricana fortemente presente nel dibattito pubblico.
Chi è Sithembele Anton Sipuka
Nato il 27 aprile 1960 a Idutywa, nella provincia dell’Eastern Cape, Sipuka è sacerdote dal 17 dicembre 1988 per la diocesi di Queenstown. Dopo un periodo di lavoro laico, è entrato al Seminario Maggiore St. John Vianney, completando poi gli studi con una Licenza in Teologia Sistematica presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma.
È stato docente a Pretoria e ha svolto un ruolo centrale nella formazione dei futuri sacerdoti come rettore e vice-rettore dei seminari St. John Vianney e St. Peter’s.
Nel 2008 è stato nominato vescovo di Mthatha. Dal 2019 al 2024 ha guidato la Southern African Catholic Bishops’ Conference (SACBC) per due mandati, ed è stato anche vicepresidente del SECAM, il Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar.
Figura di primo piano nel dialogo ecumenico, è attualmente presidente del South African Council of Churches e, dal 4 luglio 2025, è membro del Dicastero vaticano per il Dialogo Interreligioso.
Due nomine, un’unica linea pastorale
Le scelte di Leone XIV – un vescovo italiano formato alla scuola di don Tonino Bello e un arcivescovo africano protagonista dell’impegno per la giustizia e la riconciliazione – delineano una visione di Chiesa che unisce radicamento spirituale, attenzione ai poveri e responsabilità pubblica.
Un segnale chiaro di come il nuovo Papa intenda declinare il governo della Chiesa universale: con lo sguardo rivolto tanto alle comunità locali quanto alle grandi sfide del mondo contemporaneo.
Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia stampa in lingua italiana del gruppo EWTN News. È stato riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






