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Udienza privata tra Leone XIV e il cardinale Zen, voce critica sull’accordo Vaticano-Cina

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun lascia la Pontificia Università Urbaniana a Roma, il 18 novembre 2014. | Credit: Catholic News Agency
Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun lascia la Pontificia Università Urbaniana a Roma, il 18 novembre 2014. | Credit: Catholic News Agency

L’incontro del 7 gennaio con il vescovo emerito di Hong Kong riporta al centro il dibattito sulla Chiesa in Cina e sulla libertà religiosa

Il Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata, nella mattinata di mercoledì 7 gennaio, il Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong e figura di primo piano nel dibattito ecclesiale sulla Cina.

A darne notizia è stata la Sala Stampa della Santa Sede, che si è limitata alla formula consueta per questo tipo di incontri:
«Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l’Eminentissimo Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, Vescovo emerito di Hong Kong (Cina)», senza ulteriori precisazioni sui contenuti del colloquio.

Un viaggio possibile con il via libera delle autorità

Il cardinale Zen, 93 anni, ha potuto raggiungere Roma dopo aver ottenuto un’autorizzazione speciale dalle autorità di Hong Kong, secondo quanto riferito da The College of Cardinals Report. Dal 2022, infatti, il porporato è soggetto a restrizioni di viaggio in seguito al suo arresto in base alla legge sulla sicurezza nazionale.

Zen era stato accusato di «collusione con forze straniere» per il suo sostegno alle proteste pro-democrazia nell’isola. Pur essendo stato condannato, si trova in libertà su cauzione e ha sempre respinto tutte le accuse, dichiarandosi innocente.

Un volto noto anche nei recenti eventi vaticani

Non è la prima volta che il cardinale riesce a recarsi a Roma nonostante le limitazioni. Negli ultimi anni ha partecipato, in particolare, ai funerali di Papa Benedetto XVI e di Papa Francesco, occasioni che avevano già attirato l’attenzione internazionale sulla sua presenza in Vaticano.

Il dissenso sull’accordo tra Vaticano e Cina

Zen è noto soprattutto come uno dei più decisi critici dell’accordo firmato nel 2018 tra la Santa Sede e la Cina sulla nomina dei vescovi, un’intesa che, con l’ultima proroga del 2024, resterà in vigore fino al 2028. Il cardinale ha più volte espresso preoccupazione per le conseguenze dell’accordo sulla libertà della Chiesa cattolica in Cina e sulla sorte delle comunità clandestine.

Tradizione, sinodalità e nuove tensioni ecclesiali

Il porporato di Hong Kong è anche un difensore della Messa tradizionale in latino. Nel 2023 è stato tra i cardinali firmatari delle dubia sul Sinodo sulla sinodalità, chiedendo chiarimenti su alcuni orientamenti emersi nel processo sinodale.

Più recentemente, Zen ha criticato duramente la dichiarazione Fiducia supplicans, che consente la benedizione di coppie dello stesso sesso e di coppie in situazioni irregolari, ritenendola fonte di confusione dottrinale.

Un incontro dal forte valore simbolico

Sebbene non siano stati resi noti i contenuti dell’udienza, l’incontro tra Papa Leone XIV e il cardinale Zen assume un forte valore simbolico. Avviene infatti all’inizio del nuovo pontificato e in un momento delicato per i rapporti tra la Santa Sede e la Cina, segnati da tensioni diplomatiche, interrogativi pastorali e richieste di maggiore chiarezza sulla tutela della libertà religiosa.

Il colloquio conferma, almeno sul piano dei gesti, la volontà del Papa di ascoltare anche le voci più critiche, inserendo il dossier cinese tra i nodi sensibili del presente e del futuro della Chiesa universale.


Articolo precedentemente pubblicato da aciprensa – agenzia stampa in lingua spagnola del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.

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