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Si chiude il primo concistoro straordinario di Papa Leone XIV: continuità, sinodalità e missione al centro. Prossimo appuntamento 27 e 28 giugno 2026

I Cardinali e Papa Leone XIV riuniti per il Concistoro Straordinario nell'Aula Nuova del Sinodo, l'8 gennaio 2026 | Credit: Vatican Media
I Cardinali e Papa Leone XIV riuniti per il Concistoro Straordinario nell'Aula Nuova del Sinodo, l'8 gennaio 2026 | Credit: Vatican Media

Soddisfazione del Pontefice per il metodo scelto e annuncio di nuovi concistori. Evangelii Gaudium e sinodalità restano le priorità del cammino ecclesiale

Si è concluso questa sera in Vaticano il primo concistoro straordinario del pontificato di Papa Leone XIV, un incontro che ha riunito cardinali provenienti da tutto il mondo e che ha segnato un passaggio significativo nello stile e nelle priorità del nuovo Papa.

A riferire i contenuti e il clima dei lavori è stato Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, nel briefing conclusivo a cui hanno preso parte anche i Cardinali Stephen Brislin, Luis José Rueda Aparicio e Pablo Virgilio Siongco David.

Il ringraziamento del Papa e il senso del concistoro

Nel suo intervento finale, Leone XIV ha ringraziato i cardinali per la presenza, la partecipazione e il sostegno offerto in questi giorni, esprimendo una particolare gratitudine ai porporati più anziani per lo sforzo compiuto nel raggiungere Roma. «La vostra testimonianza è davvero preziosa», ha sottolineato il Pontefice, assicurando al tempo stesso la sua vicinanza ai cardinali che non hanno potuto partecipare.

Papa Leone XIV scherza con alcuni cardinali, l'8 gennaio 2026, in Aula Paolo VI, durante il Concistoro Straordinario | Credit: Vatican Media
Papa Leone XIV scherza con alcuni cardinali, l’8 gennaio 2026, in Aula Paolo VI, durante il Concistoro Straordinario | Credit: Vatican Media

Secondo quanto riferito da Bruni, il Papa ha evidenziato che questo concistoro si pone in continuità con le richieste emerse negli incontri dei cardinali prima e dopo il conclave, e che la metodologia adottata è stata scelta proprio per favorire una conoscenza reciproca più profonda. La sinodalità, ha spiegato Leone XIV, non è stata intesa in senso tecnico o organizzativo, ma come strumento per crescere nelle relazioni ecclesiali.

Continuità con il Concilio Vaticano II e con Francesco

Tra i punti centrali emersi, il Papa ha richiamato con forza la continuità con il cammino del Concilio Vaticano II. In questo orizzonte, Evangelii Gaudium e la missionarietà restano elementi portanti. Anche gli altri temi inizialmente previsti — la liturgia e la riforma della Curia delineata da Praedicate Evangelium — non sono stati accantonati, ma riconosciuti come profondamente connessi alla visione conciliare e al percorso missionario della Chiesa.

Leone XIV ha inoltre annunciato l’intenzione di convocare un nuovo concistoro di due giorni in prossimità della solennità dei Santi Pietro e Paolo di quest’anno, con l’obiettivo di rendere questi incontri regolari, prevedendo in futuro appuntamenti annuali della durata di tre o quattro giorni.

Sinodalità e missione: i contributi dei cardinali

La seconda giornata dei lavori si è aperta con l’intervento del Cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, che ha difeso e rilanciato il metodo sinodale sviluppato durante il pontificato di Papa Francesco. Grech ha richiamato i frutti maturati negli ultimi anni: una più profonda comprensione del primato del Vescovo di Roma, della sinodalità come collegialità nella comunione, della funzione profetica del Popolo di Dio e del discernimento dei pastori in una relazione di reciproca circolarità.

Nel pomeriggio, la relazione principale è stata affidata al Cardinal Víctor Manuel Fernández, che ha approfondito il tema di Evangelii Gaudium. Il cardinale ha ribadito che l’esortazione apostolica di Papa Francesco non è un testo superato, ma rimane una sfida aperta: al centro vi è l’annuncio del nucleo del Vangelo e della bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto.

Un evento sinodale nel segno della continuità

Il momento più intenso del concistoro è stato la Messa presieduta da Leone XIV all’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro. Nell’omelia, il Papa ha ricordato che i cardinali non si sono riuniti «per promuovere agende – personali o di gruppo –, ma per affidare i nostri progetti e le nostre ispirazioni al vaglio di un discernimento che può venire solo dal Signore».

Il briefing al termine del Concistoro Straordinario dell'8 gennaio 2026. | AG / ACI STAMPA
Il briefing al termine del Concistoro Straordinario dell’8 gennaio 2026. | AG / ACI STAMPA

La due giorni si chiude così con una scelta chiara: proseguire sul binomio missione e sinodalità, facendo del concistoro straordinario non solo un evento di consultazione, ma un vero segno di continuità con il pontificato di Papa Francesco e con il cammino conciliare della Chiesa.


Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia stampa in lingua italiana del gruppo EWTN News. È stato riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.

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MARCO MANCINI GIORNALISTA ACI STAMPA

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