Il 2026 si preannuncia come un anno di intensa attività internazionale per Papa Leone XIV. Dopo il suo primo viaggio in Turchia e Libano, il Pontefice guarda a nuove mete simboliche, tra Africa, Spagna, Stati Uniti e America Latina. Ecco quali sono i Paesi che potrebbero accoglierlo nei prossimi mesi.
Il sogno dell’Algeria, sulle tracce di Sant’Agostino
Papa Leone XIV avrebbe desiderato iniziare il pontificato con una visita in Algeria, terra di Sant’Agostino. Inizialmente, si era pensato di aggiungere una tappa di tre giorni a quello che poi è stato il suo primo grande viaggio internazionale in Turchia e Libano. Entrambe le mete erano già da tempo nell’agenda di Papa Francesco, anche se realizzate solo in parte a causa delle sue condizioni di salute. L’Algeria, invece, è un desiderio personale del nuovo Papa.
Durante il viaggio di ritorno dal Medio Oriente, Leone XIV ha dichiarato che la prossima destinazione potrebbe essere proprio l’Africa, e in particolare l’Algeria. I segnali concreti non mancano: ha nominato un nuovo vescovo per Annaba, l’antica Ippona di Sant’Agostino; ha designato un nunzio apostolico dopo una lunga vacanza della sede diplomatica; e ha ricevuto il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune lo scorso 25 luglio. Anche se non è stato annunciato ufficialmente un invito, il viaggio sembra essere in fase di valutazione.
Camerun, Senegal e Nigeria: nuove tappe in vista?
Un altro grande sogno di Papa Francesco era quello di concludere il suo pontificato con un viaggio a Capo Verde, sulle orme del Negro Manuel, lo schiavo capoverdiano che trasportò l’immagine della Virgen de Luján in Argentina. Ma Leone XIV potrebbe orientarsi verso altre destinazioni africane.
Nel settembre scorso si sono celebrati i trent’anni dalla firma dell’esortazione apostolica Ecclesia in Africa, firmata da San Giovanni Paolo II in Camerun, Paese visitato anche da Benedetto XVI. Secondo fonti vaticane, “le probabilità di un viaggio del Papa in Camerun sono alte”. Da lì, il viaggio potrebbe estendersi al Senegal e forse anche alla Nigeria, dove i cristiani vivono sotto forti pressioni. Il viaggio in Nigeria del “ministro degli Esteri” vaticano, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, previsto prima del viaggio papale in Turchia e Libano, è stato rinviato: avrebbe potuto essere un’occasione per verificare le condizioni logistiche e di sicurezza.
Spagna, il viaggio più probabile: la Sagrada Família e i grandi anniversari
La Spagna sembra essere, per ora, la meta più certa del 2026. Sarà infatti l’anno dell’inaugurazione ufficiale della Sagrada Família, il celebre tempio progettato da Antoni Gaudí, in costruzione da oltre un secolo. La data più probabile è il 10 giugno, che coincide con il centenario della morte dell’architetto, attualmente in processo di beatificazione. Il Papa ha ricevuto l’invito ufficiale direttamente dal re Felipe VI, il 18 maggio scorso, al termine della Messa d’inizio pontificato.
Il programma prevede tappe a Barcellona, Madrid e Santiago di Compostela. La settimana scorsa, la presidenza della Conferenza Episcopale Spagnola si è recata in Vaticano, su richiesta della Segreteria di Stato, per definire l’itinerario del viaggio. Ne facevano parte il cardinale Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, il cardinale José Cobo Cano, arcivescovo di Madrid, e monsignor Luis Argüello, arcivescovo di Valladolid e presidente della Conferenza Episcopale.
Tra le possibili tappe aggiuntive si ipotizzano Ávila o Segovia, per i 300 anni dalla canonizzazione di San Giovanni della Croce o i 100 anni dalla sua proclamazione a dottore della Chiesa; Toledo, per l’ottavo centenario della cattedrale; Valladolid e Santiago per i tre secoli dalla canonizzazione di Santo Toribio de Mogrovejo, evangelizzatore del Perù; Finisterre, per un eventuale discorso all’Europa; Valencia, per commemorare San Tommaso di Villanueva; e Granada, dove Leone XIII proclamò patrona la Vergine delle Angustie.
Con un Papa giovane e in salute, le possibilità di un viaggio lungo e articolato sono concrete, a differenza degli ultimi anni del pontificato di Francesco.
Gli Stati Uniti: un viaggio simbolico e molto atteso
Si ipotizza anche un ritorno negli Stati Uniti, dove Leone XIV ha vissuto a lungo. Il viaggio sarebbe stato previsto nel 2025, per celebrare gli 80 anni delle Nazioni Unite, ma non è stato possibile per motivi organizzativi. Il 2026 rappresenta un’occasione ancora più significativa, dato che il Paese celebra i 250 anni dalla sua fondazione.
Le tappe previste includerebbero Washington, DC, per gli incontri istituzionali; New York, per la visita alle Nazioni Unite; Baltimora, la prima diocesi del Paese fondata anch’essa 250 anni fa; e Chicago, città natale del Papa. Il viaggio potrebbe concludersi sulla Costa Ovest, con tappe simboliche a Los Angeles e San Diego.
Questo pellegrinaggio oltreoceano potrebbe svolgersi nel mese di settembre.
Un ritorno in Perù e il sogno dell’America del Sud
Nella prima metà dell’anno, Leone XIV potrebbe tornare in Perù, sua seconda patria, e in particolare a Chiclayo, la diocesi che ha guidato come vescovo. Una sosta a Lima, la capitale, è quasi scontata. Ma si parla anche di un viaggio più ampio in Sudamerica, includendo tappe in Argentina — meta mai raggiunta da Papa Francesco — e in Uruguay, Paese dove la secolarizzazione è particolarmente avanzata e che non ha mai ricevuto la visita del predecessore.
Altri inviti: Kazakistan e Ucraina
Tra gli inviti ancora da valutare, figura anche quello del Kazakistan, che mira a rafforzare il dialogo interreligioso, ma un ritorno del Papa nel Paese — già visitato da Francesco nel 2022 — non sembra probabile per il 2026.
Diversa è la questione dell’Ucraina. Papa Leone XIV ha dichiarato la sua disponibilità a visitare il Paese martoriato dalla guerra, ma resta da verificare se ci saranno le condizioni di sicurezza e di stabilità necessarie per una visita pastorale.






