Attivista, conduttore radiofonico e testimone di fede: aveva 80 anni. La famiglia: «È morto circondato dall’amore dei suoi cari»
Michael Reagan, figlio adottivo dell’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e figura di riferimento del conservatorismo americano, è morto il 4 gennaio all’età di 80 anni. La notizia è stata resa pubblica il 6 gennaio attraverso un comunicato della Young America’s Foundation, organizzazione che gestisce il Reagan Ranch vicino a Santa Barbara, in California.
Nel comunicato si precisa che Reagan è morto a Los Angeles, «circondato da tutta la sua famiglia».
«Michael era e rimarrà per sempre un amato marito, padre e nonno», ha scritto la famiglia, esprimendo il dolore per «la perdita di un uomo che ha significato così tanto per tutti coloro che lo conoscevano e lo amavano».
Lascia la moglie Colleen, il figlio Cameron e la figlia Ashley.
Dalla Casa Bianca alla radio nazionale
Nato il 18 marzo 1945, Michael Reagan fu adottato da Ronald Reagan e dalla moglie di allora, Jane Wyman, celebre attrice di Hollywood. Negli anni Duemila divenne noto al grande pubblico come conduttore del programma radiofonico “The Michael Reagan Show”, in cui commentava politica, cultura e attualità da una prospettiva conservatrice.
Parallelamente all’attività mediatica, Reagan fu per decenni impegnato nel custodire e diffondere l’eredità politica e ideale del padre, collaborando strettamente con la Young America’s Foundation e partecipando a eventi formativi rivolti alle nuove generazioni.
Una fede cattolica vissuta e raccontata con ironia
Michael Reagan era cattolico, una fede ereditata dalla madre Jane Wyman, che faceva parte del Terz’Ordine Domenicano. In una intervista del 2024 a ChurchPOP, piattaforma di EWTN News, aveva ricordato come «molte persone non sanno» delle radici cattoliche della madre.
Con il suo tipico umorismo, Reagan aveva scherzato sul diverso retroterra religioso dei genitori:
«Quando arriverete [in paradiso], se vedete mio padre, guardate tre piani più sopra [per vedere mia madre]».
Parlando con l’editor di ChurchPOP, Jacqueline Burkepile, aveva raccontato quanto la fede cattolica fosse centrale nella sua famiglia:
«Tutta la mia famiglia lo è», spiegò. «Mia moglie Colleen si è convertita al cattolicesimo alcuni anni fa. Mio figlio Cameron, sua moglie Susanna, mia figlia Ashley [sono tutti cattolici]». Anche i nipoti, aggiunse, sono stati battezzati nella Chiesa.
«Così abbiamo praticamente tutti a bordo», concluse sorridendo.
L’eredità e il ricordo
In una riflessione diffusa il 6 gennaio, Andrew Coffin, direttore del Reagan Ranch, ha ricordato come Reagan «abbia lavorato fianco a fianco con la Young America’s Foundation per condividere l’eredità e le idee di suo padre con le nuove generazioni».
Anche Scott Walker, presidente della Young America’s Foundation, ha espresso profonda gratitudine:
«È stato una fonte di ispirazione meravigliosa per tantissimi di noi».
Walker ha aggiunto che, nonostante l’ottimismo di Reagan riguardo ai suoi problemi di salute, «purtroppo per tutti noi, il Buon Dio ha deciso di chiamarlo a sé prima». E ha concluso con una nota di fede:
«Io e lui abbiamo parlato della sua fede e della sua devozione a Gesù. Questo dovrebbe dare conforto a tutti noi, sapendo che ora è con il Signore».
Con la scomparsa di Michael Reagan se ne va una figura che ha unito impegno pubblico, memoria storica e testimonianza cristiana, lasciando un segno non solo nel mondo conservatore americano, ma anche nella comunità cattolica che lo ha visto come una voce credibile e profondamente radicata nella fede.
Articolo precedentemente pubblicato da CNA – agenzia stampa in lingua inglese del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






