Si conclude oggi il primo concistoro del nuovo pontificato. A Roma 170 cardinali su 245. Spiccano le assenze dei porporati di Nicaragua e Venezuela
Si avvia alla conclusione il primo concistoro straordinario del pontificato di Papa Leone XIV, iniziato mercoledì 7 gennaio e destinato a chiudersi nel pomeriggio di oggi. Un appuntamento di grande rilievo ecclesiale, che ha richiamato a Roma cardinali da ogni parte del mondo per rafforzare il legame di comunione con il nuovo Pontefice.
Un concistoro per ascoltare le Chiese del mondo
Nel corso della settimana, i membri del Collegio Cardinalizio sono affluiti nella capitale per partecipare ai lavori, pensati come uno spazio di preghiera, ascolto e fraternità. L’obiettivo principale è offrire a Leone XIV un confronto diretto sulle sfide che le Chiese locali stanno affrontando, contribuendo a un discernimento comune a sostegno del suo servizio di guida della Chiesa universale.
I cardinali sono stati invitati a condividere riflessioni su alcuni temi centrali del cammino ecclesiale attuale: Sinodo e sinodalità, la missione evangelizzatrice e il carattere missionario della Chiesa, alla luce dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco.
I numeri della partecipazione
Dei 245 cardinali che compongono attualmente il Collegio, 170 sono presenti a Roma per il concistoro. Gli altri 75 non hanno potuto partecipare, soprattutto per motivi legati all’età avanzata o a condizioni di salute. Tra le assenze, tuttavia, ve ne sono due che hanno attirato particolare attenzione per le circostanze che le accompagnano.
Il caso del cardinale Leopoldo Brenes
Il primo riguarda il cardinale nicaraguense Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, che ha dichiarato pubblicamente di non essere presente perché non avrebbe ricevuto una convocazione ufficiale.
In un’intervista a un mezzo di comunicazione locale, il porporato ha affermato:
«Non ho ricevuto una convocazione. Ho controllato la posta, WhatsApp, le comunicazioni del Collegio Cardinalizio e ho dei dubbi, perché a volte si convoca un concistoro per questioni interne, per cose molto particolari della Santa Sede e del Papa».
Interpellato sull’episodio, il direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni non ha commentato direttamente le parole di Brenes. Durante il briefing con i giornalisti si è limitato a precisare: «Per quanto mi risulta, tutti sono stati invitati».
Il cardinale Porras bloccato in Venezuela
Un’altra assenza significativa è quella del cardinale venezuelano Baltazar Porras. Al porporato è stato impedito di lasciare il Paese dopo che, lo scorso 10 dicembre, la polizia migratoria venezuelana gli ha confiscato e annullato il passaporto mentre stava per imbarcarsi all’aeroporto internazionale di Maiquetía diretto a Bogotá.
La sua assenza è stata confermata da Roma dal cardinale José Cobo Cano, che ha riferito come i documenti di Porras restino tuttora nelle mani delle autorità venezuelane.
Il contesto è quello di una crescente tensione politica nel Paese, aggravata dalla recente operazione militare che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro a Caracas e al suo trasferimento negli Stati Uniti per essere processato.
Un concistoro che parla al presente della Chiesa
Nonostante le assenze e le difficoltà, il concistoro straordinario rappresenta per Leone XIV un passaggio chiave per impostare il suo pontificato nello stile del confronto collegiale e dell’ascolto delle periferie del mondo. Le voci giunte a Roma — e anche quelle rimaste forzatamente lontane — raccontano una Chiesa globale attraversata da sfide pastorali, ma anche da forti tensioni politiche e sociali, che interpellano direttamente la missione della Santa Sede nel mondo contemporaneo.
Articolo precedentemente pubblicato da aciprensa – agenzia stampa in lingua spagnola del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






