Il vescovo americano critica le parole inaugurali di Zohran Mamdani e richiama l’insegnamento dei Papi su socialismo, libertà e dignità della persona
Le parole del sindaco che accendono la polemica
Il vescovo Robert Barron, fondatore del ministero Word on Fire, ha duramente criticato il nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani per alcune affermazioni contenute nel suo discorso di insediamento del 1° gennaio.
Mamdani, eletto con quasi il 51% dei voti e portavoce di una piattaforma di socialismo democratico, ha promesso un’agenda fortemente interventista: autobus gratuiti, supermercati municipali, asili nido senza costi, aumento del salario minimo a 30 dollari l’ora e congelamento degli affitti per gli alloggi a canone calmierato.
Nel suo intervento inaugurale, il sindaco ha dichiarato: «Sostituiremo la freddezza dell’individualismo sfrenato con il calore del collettivismo», aggiungendo che il suo governo intende favorire la solidarietà tra i cittadini: «Perché non importa cosa mangi, la lingua che parli, come preghi o da dove vieni: le parole che più ci definiscono sono le due che condividiamo tutti: newyorkesi».
La replica di mons. Barron: «Mi ha tolto il fiato»
Le parole di Mamdani hanno provocato una reazione immediata da parte di mons. Barron. In un post pubblicato su X, il vescovo della diocesi di Winona-Rochester (Minnesota) ha scritto che quell’espressione «mi ha tolto il fiato».
There was a line from Zohran Mamdani’s inaugural address yesterday that took my breath away. He said he intended to replace “the frigidity of rugged individualism with the warmth of collectivism.” Collectivism in its various forms is responsible for the deaths of at least one…
— Bishop Robert Barron (@BishopBarron) January 2, 2026
Secondo Barron, «il collettivismo, nelle sue varie forme, è responsabile della morte di almeno 100 milioni di persone nell’ultimo secolo». Il presule ha poi richiamato l’attualità politica internazionale: «Le forme di governo socialiste e comuniste oggi nel mondo — Venezuela, Cuba, Corea del Nord, ecc. — sono disastrose».
Nel suo intervento, Barron ha fatto riferimento diretto alla dottrina sociale cattolica: «La dottrina sociale cattolica ha condannato sistematicamente il socialismo e ha abbracciato l’economia di mercato, che persone come il sindaco Mamdani caricaturizzano come “individualismo sfrenato”. In realtà, è il sistema economico che si fonda sui diritti, sulla libertà e sulla dignità della persona umana».
La conclusione è stata netta e provocatoria: «Per l’amor di Dio, risparmiatemi il “calore del collettivismo”».
Socialismo e Chiesa: una lunga storia di condanne e distinguo
Le parole di Barron si inseriscono in una tradizione ben definita dell’insegnamento cattolico. Socialismo e comunismo sono stati condannati da numerosi Papi, a partire da Papa Pio IX con l’enciclica Nostis et Nobiscum, pubblicata nel 1849, poco dopo il Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx.
Il pilastro della dottrina sociale cattolica resta però l’enciclica Rerum novarum di Papa Leone XIII, che condannò il socialismo e il comunismo ma anche lo sfruttamento dei lavoratori da parte dei datori di lavoro: «L’uno ha bisogno dell’altro: il capitale non può fare a meno del lavoro, né il lavoro senza il capitale», scriveva il Papa, avvertendo che il conflitto permanente genera «confusione e una barbarie selvaggia».
Proprietà privata, sussidiarietà e bene comune
Nel 1931 Papa Pio XI, con l’enciclica Quadragesimo anno, ribadì l’importanza della proprietà privata, necessaria affinché l’uomo possa sviluppare pienamente le proprie facoltà e perseguire la felicità temporale ed eterna. Il socialismo, affermò, «ignora completamente questo fine sublime», riducendo la società a un mero beneficio materiale. Da qui la celebre affermazione: «Socialismo religioso e socialismo cristiano sono termini contraddittori».
Con il tempo, il magistero ha introdotto anche importanti distinzioni. Papa Benedetto XVI ha riconosciuto che, per alcuni aspetti, il socialismo democratico è stato vicino alla dottrina sociale cattolica. Tuttavia, nell’enciclica Deus Caritas Est, ha chiarito che lo Stato non deve controllare tutto, ma operare secondo il principio di sussidiarietà, sostenendo le iniziative che nascono dalla società civile.
Le critiche di Papa Francesco e l’equilibrio cattolico
Anche Papa Francesco ha criticato l’ideologia marxista, ma allo stesso tempo ha messo in guardia dall’individualismo radicale. Nell’enciclica Fratelli tutti ha scritto che l’individualismo fa credere che il bene comune nasca semplicemente dalla somma delle ambizioni personali. Nel 2024, tuttavia, Francesco ha anche incoraggiato il dialogo e la cooperazione tra cristiani e marxisti.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica sintetizza questo equilibrio: la Chiesa respinge sia le ideologie totalitarie associate a comunismo e socialismo, sia l’individualismo del capitalismo che pone il mercato al di sopra del lavoro umano.
Un dibattito che va oltre New York
Lo scontro tra mons. Barron e il sindaco Mamdani non è solo politico, ma culturale e antropologico. Al centro c’è una domanda che attraversa la modernità: come coniugare solidarietà, libertà e dignità della persona senza cadere né nel collettivismo né nell’individualismo estremo. Un interrogativo che, come mostra la reazione del vescovo americano, resta più che mai aperto anche nel cuore della Chiesa.
Articolo precedentemente pubblicato da CNA – agenzia stampa in lingua inglese del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






