All’Udienza generale nell’Aula Paolo VI il Papa rilancia l’attualità dei documenti conciliari: “Stella polare del cammino della Chiesa”
Un’Aula Paolo VI gremita e partecipe
Aula Paolo VI, ore 10. Fuori il freddo invernale avvolge Roma, ma all’interno il clima è ben diverso. Il calore dei circa 7.000 fedeli presenti riempie l’Aula Nervi e accoglie Papa Leone XIV con un lungo e fragoroso applauso. Un vero abbraccio corale accompagna l’inizio dell’udienza generale di oggi.
Un nuovo ciclo di catechesi: il Concilio Vaticano II
Il tema scelto per l’incontro inaugura un nuovo e articolato percorso catechetico: “Il Concilio Vaticano II attraverso i suoi Documenti”. Si tratta, spiega il Pontefice, di «un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e l’importanza di questo evento ecclesiale», a sessant’anni dalla conclusione dell’assise conciliare.
A sostegno di questa prospettiva, Leone XIV richiama le parole di Giovanni Paolo II, che al termine del Giubileo del 2000 affermava:
«Sento più che mai il dovere di additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX».

I documenti conciliari, bussola per la Chiesa di oggi
Rileggere i testi del Concilio non è un esercizio del passato, ma una necessità per il presente. «Si tratta infatti del Magistero che costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa», sottolinea il Papa. E cita Benedetto XVI, secondo cui
«con il passare degli anni i documenti non hanno perso di attualità; i loro insegnamenti si rivelano particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata».
Il volto di Dio, la Chiesa e il mondo
Nel suo intervento, Leone XIV ripercorre i grandi frutti del Vaticano II:
«Dopo una ricca riflessione biblica, teologica e liturgica che aveva attraversato il Novecento, il Concilio Vaticano II ha riscoperto il volto di Dio come Padre che, in Cristo, ci chiama a essere suoi figli».

Il Papa evidenzia anche la rinnovata visione della Chiesa, «come mistero di comunione e sacramento di unità», e l’importante riforma liturgica che ha posto al centro «il mistero della salvezza e la partecipazione attiva e consapevole di tutto il Popolo di Dio».
Accanto a questo, il Concilio ha aperto la Chiesa al dialogo con il mondo contemporaneo, aiutandola a «cogliere i cambiamenti e le sfide dell’epoca moderna» e a collaborare «alla costruzione di una società più giusta e più fraterna».
Dialogo, ecumenismo e segni dei tempi
Tra i temi centrali dell’eredità conciliare, il Pontefice richiama la ricerca della verità «attraverso la via dell’ecumenismo, del dialogo interreligioso e del dialogo con le persone di buona volontà». Questo spirito, afferma,
«deve caratterizzare la nostra vita spirituale e l’azione pastorale della Chiesa».
Di fronte alle sfide odierne, i cristiani sono chiamati a essere «attenti interpreti dei segni dei tempi, gioiosi annunciatori del Vangelo, coraggiosi testimoni di giustizia e di pace».
Da un evento del passato a una missione per il presente
Leone XIV ricorda infine Paolo VI, che concluse il Concilio e che, al termine dei lavori, parlò di «un’ora della partenza», per andare incontro all’umanità e portarle il Vangelo.

«Anche per noi è così», afferma il Pontefice. Accostandoci oggi ai documenti del Vaticano II e riscoprendone «la profezia e l’attualità», la Chiesa accoglie la propria tradizione viva e rinnova «la gioia di correre incontro al mondo per portarvi il Vangelo del Regno di Dio, regno di amore, di giustizia e di pace».
Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia stampa in lingua italiana del gruppo EWTN News. È stato riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






