È morto a 90 anni lo scrittore e comunicatore che per decenni ha raccontato la Chiesa negli Stati Uniti, lavorando a fianco dei vescovi e formando generazioni di giornalisti
Una vita spesa al servizio della Chiesa e della Parola
Russell Shaw, scrittore e giornalista cattolico di primo piano negli Stati Uniti, è morto il 6 gennaio all’età di 90 anni, dopo una carriera durata decenni e segnata da un impegno costante nel raccontare la vita della Chiesa con rigore, libertà e profondità spirituale.
Ad annunciare la sua scomparsa è stato lo scrittore cattolico Mike Aquilina, che in un post su Facebook lo ha definito un “opinionista, giornalista, romanziere, virtuoso dell’amicizia” e soprattutto un “mentore” per quanti operano nei media cattolici.
Dalla formazione accademica ai primi passi nel giornalismo
Nato il 19 maggio 1935 a Washington, D.C., Russell Shaw frequentò la Gonzaga High School e poi la Georgetown University, dove conseguì nel 1960 un master in letteratura inglese.
I suoi primi passi nel giornalismo furono al Catholic Standard, il quotidiano dell’Arcidiocesi di Washington, per poi entrare nel servizio notizie della National Catholic Welfare Conference (NCWC). Fu l’inizio di un lungo e intenso rapporto professionale con l’episcopato statunitense.
Al fianco dei vescovi degli Stati Uniti
L’esperienza alla NCWC aprì a Shaw una collaborazione pluridecennale con i vescovi degli Stati Uniti, proseguita poi come direttore del National Catholic Office for Information presso la National Conference of Catholic Bishops / United States Catholic Conference.
Ricoprì numerosi incarichi, tra cui segretario associato per la comunicazione e segretario per gli affari pubblici. Fu inoltre addetto stampa delle delegazioni statunitensi ai Sinodi dei Vescovi a Roma tra il 1971 e il 1987, e coordinatore nazionale delle relazioni con i media durante le visite pastorali di Giovanni Paolo II negli Stati Uniti nel 1979 e nel 1987.
Scrittore prolifico e voce libera nel dibattito ecclesiale
Nella fase successiva della sua carriera, Shaw lavorò come freelance, collaborando a lungo con Catholic News Agency (CNA) e con il National Catholic Register.
Autore di oltre 20 libri, ha scritto opere di etica, teologia morale e analisi della vita ecclesiale, contribuendo anche alla New Catholic Encyclopedia e alla Catholic Social Sciences Encyclopedia. La sua scrittura è stata apprezzata per la chiarezza, l’onestà intellettuale e la capacità di coniugare fedeltà alla Chiesa e libertà di giudizio.
Il ricordo di chi lo ha conosciuto
Shaw era vedovo della moglie Carmen, con la quale era stato sposato per oltre 50 anni. Lascia cinque figli e numerosi nipoti.
Nel ricordarlo, Aquilina ha sottolineato che Shaw “ha scritto migliaia di articoli e decine di libri”, definendolo un “uomo saggio”.
Parole intense sono arrivate anche dalla scrittrice cattolica Kathryn Jean Lopez, Senior Fellow del National Review Institute, che ha definito la notizia della sua morte “struggente” e lo ha descritto come “un uomo buono e grande che amava Gesù”.
In un’intervista a CNA, Lopez ha aggiunto: “Amava Dio, la sua famiglia ed era lucido sulle realtà della Chiesa nel mondo. Sapeva che la Chiesa non è solo il clero, ma tutti noi, che camminiamo insieme verso il cielo”.
Un’eredità per i media cattolici
Secondo Lopez, Russell Shaw possedeva “un dono unico: saper lavorare per le istituzioni della Chiesa e, allo stesso tempo, conservare la libertà di Cristo”. Un equilibrio raro, che ne ha fatto un punto di riferimento per generazioni di comunicatori cattolici.
“Dio ci ha davvero benedetti con la vita di Russell Shaw”, ha concluso. “Possiamo essere degni di questo dono rispondendo alla chiamata alla santità alla quale egli ha dedicato la sua vita”.
La sua opera resta oggi un’eredità preziosa e un modello per chi, nei media cattolici, è chiamato a servire la verità con competenza, fede e libertà interiore.
Articolo precedentemente pubblicato da CNA – agenzia stampa in lingua inglese del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.





