Nella Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV ha celebrato la Solennità dell’Epifania presiedendo il rito di chiusura della Porta Santa. In un’omelia profonda e ricca di richiami alla speranza e alla rinascita spirituale, il Pontefice ha indicato nel Bambino adorato dai Magi il segno di una fede viva e concreta, capace di trasformare le vite.
Il significato dell’Epifania: “Nulla rimane come prima”
“Celebriamo oggi l’Epifania del Signore, consapevoli che in sua presenza nulla rimane come prima. Questo è l’inizio della speranza”, ha affermato il Papa. Con queste parole, Leone XIV ha dato il via alla celebrazione nella Basilica Vaticana, sottolineando come la rivelazione di Dio provochi sempre un cambiamento profondo.
Il gesto simbolico della chiusura della Porta Santa, ultima tra quelle delle quattro Basiliche papali, ha segnato la conclusione del Giubileo della Speranza, iniziato il 24 dicembre 2024. “Chi erano e cosa cercavano i milioni di pellegrini che l’hanno varcata? Cosa hanno trovato?”, ha chiesto il Papa, paragonandoli ai Magi che, ancora oggi, sono coloro “che accettano la sfida del viaggio spirituale”.
Una Chiesa in cammino, non un museo
Riprendendo l’antica espressione homo viator, Papa Leone ha ricordato che la fede è un cammino. “Il Vangelo impegna la Chiesa a non temere tale dinamismo, ma ad apprezzarlo e orientarlo verso Dio”. È un Dio vivo, non un idolo, che si manifesta nella vita, nei cambiamenti, nelle nuove nascite.
“C’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce?”, ha chiesto il Pontefice. Luoghi sacri come le Cattedrali e i Santuari, diventati mete giubilari, devono ora diffondere il “profumo della vita”, segno tangibile che un altro mondo è iniziato.
Un Dio che sorprende e rimette in cammino
Il Papa ha sottolineato come il Giubileo sia stato un tempo per ricominciare, per lasciarsi interrogare da un Dio che “mette in questione l’ordine esistente” e che coinvolge tutti — giovani, anziani, poveri, ricchi, santi e peccatori — nelle sue opere di misericordia. “Il suo Regno germoglia già ovunque nel mondo”, ha assicurato Leone XIV, anche se in modo silenzioso.
L’Epifania della gratuità: un Bene senza prezzo
“Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo. È l’Epifania della gratuità”, ha dichiarato il Papa con forza. Dio non si manifesta nei luoghi del potere, ma nelle realtà umili e nascoste. “Non ci attende nelle location prestigiose, ma nelle realtà umili”, ha detto.
Nel cuore del suo messaggio, l’invito a riconoscere il valore della fragilità, della nascita, della delicatezza. “Amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo proprio perché è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino”.
L’economia distorta e la sfida della gratuità
Papa Leone ha lanciato un forte appello contro un’economia che “prova a trarre profitto da tutto”, anche dalla sete umana di spiritualità, di ricerca, di viaggio. “Ci ha educato il Giubileo a fuggire quel tipo di efficienza che riduce ogni cosa a prodotto e l’essere umano a consumatore?”, ha chiesto.
Ha quindi invitato a uno sguardo nuovo: “Saremo più capaci di riconoscere nel visitatore un pellegrino, nello sconosciuto un cercatore, nel lontano un vicino, nel diverso un compagno di viaggio?”.
Una generazione dell’aurora
Infine, il Papa ha espresso la sua speranza: “Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora”. Una nuova umanità potrà nascere, ha detto, “non per deliri di onnipotenza, ma per amore del Dio che si è fatto carne”.
Il calendario liturgico 2026
Durante la celebrazione è stato annunciato anche il calendario delle principali festività liturgiche del 2026:
- 18 febbraio: Mercoledì delle Ceneri
- 5 aprile: Pasqua
- 14 maggio: Ascensione
- 24 maggio: Pentecoste
- 4 giugno: Corpus Domini
- 29 novembre: Prima Domenica di Avvento





