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Testimoni coraggiosi della fede: 17 missionari uccisi nel 2025

Fedeli in una chiesa nello Stato di Akute Ogun, in Nigeria, 11 giugno 2023 (immagine di repertorio). | Credito: Ariyo Olasunkanmi – Shutterstock
Fedeli in una chiesa nello Stato di Akute Ogun, in Nigeria, 11 giugno 2023 (immagine di repertorio). | Credito: Ariyo Olasunkanmi – Shutterstock

Nel corso del 2025, 17 missionari sono stati uccisi in diverse parti del mondo. Con questi dati, sale a 626 il numero complessivo di missionari e operatori pastorali morti in modo violento dal 2000 a oggi.

Il 30 dicembre, l’Agenzia Fides ha pubblicato il suo rapporto annuale, che documenta le uccisioni di missionari e di tutti i cristiani cattolici impegnati in attività pastorali morti a causa della violenza.

Il rapporto include sacerdoti, religiose, seminaristi e laici che hanno perso la vita a motivo della loro fede, in contesti spesso segnati da violenza, povertà estrema e ingiustizia. In molti casi, si tratta di autentici testimoni del Vangelo, rimasti fedeli alla propria missione fino alla fine, offrendo liberamente la loro vita a Cristo.

Ancora una volta, l’Africa risulta il continente più colpito, con 10 missionari uccisi: sei sacerdoti, due seminaristi e due catechisti. Seguono le Americhe con quattro vittime (due sacerdoti e due religiose), l’Asia con due vittime (un sacerdote e un laico) e l’Europa con un sacerdote.

Uccisi per la fede in Africa

In Burkina Faso, i catechisti Mathias Zongo e Christian Tientga sono stati assassinati da un gruppo di uomini armati in motocicletta nei pressi della località di Bondokuy.

In Nigeria, il sacerdote diocesano padre Sylvester Okechukwu, parroco della chiesa di Santa Maria a Tachira, è stato ucciso nell’area amministrativa di Kaura. Sempre in Nigeria, il seminarista Andrew Peter, di 21 anni, è morto durante un attacco armato contro la canonica e la chiesa.

È stato assassinato anche padre Godfrey Chukwuma Oparaekwe, parroco della chiesa di Sant’Ambrogio a Ubakala, ucciso nel mese di giugno mentre tentava di mediare una disputa familiare. Hanno perso la vita inoltre padre Matthew Eya, colpito a morte la notte del 19 settembre, e il giovane seminarista Emmanuel Alabi, deceduto a causa delle ferite riportate durante un rapimento.

In Kenya, padre Allois Cheruiyot Bett è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco: uno dei proiettili lo ha raggiunto al collo, causandone la morte immediata. In Sierra Leone, padre Augustine Dauda Amadu è stato assassinato nella propria abitazione, mentre padre Luka Jomo, parroco, è morto a causa delle schegge di un colpo di artiglieria insieme a due giovani.

Il rapporto include anche padre Tobias Chukwujekwu Okonkwo, sacerdote e farmacista, ucciso nei pressi di Ihiala, in Nigeria, la notte del 26 dicembre 2024, ma il cui omicidio non era stato inserito nel rapporto dello scorso anno.

Haiti, Messico e Stati Uniti

Nelle Americhe, ad Haiti, le suore Evanette Onezaire e Jeanne Voltaire, della Congregazione delle Piccole Suore di Santa Teresa di Gesù Bambino, sono state uccise il 31 marzo a Mirebalais, nella parte centrale del Paese, da membri di bande armate.

In Messico, padre Bertoldo Pantaleón Estrada, la cui scomparsa era stata denunciata il 4 ottobre a Cocula, nello Stato di Guerrero, è stato ritrovato morto il 6 ottobre tra le località di Zumpango e Mezcala.

Negli Stati Uniti, padre Arul Carasala, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Seneca, nel nord-est del Kansas, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco il 3 aprile all’interno della canonica.

Torturato e ucciso per Cristo in Asia

In Myanmar, il sacerdote diocesano Donald Martin Ye Naing Win, 44 anni, ha perso la vita a causa della sua fede, diventando il primo sacerdote cattolico birmano ucciso nel conflitto civile che devasta il Paese. Il suo corpo senza vita, mutilato e sfigurato da ferite da coltello, è stato ritrovato il 14 febbraio da alcuni parrocchiani nel complesso della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes, dove svolgeva il suo ministero.

Nelle Filippine, Mark Christian Malaca, 39 anni, insegnante presso la St. Stephen Academy nella città di Laur, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco il 4 novembre da assalitori sconosciuti nella località di San Juan, dove risiedeva.

Sacerdote ucciso in Polonia

In Europa, l’Agenzia Fides ha segnalato l’omicidio di padre Grzegorz Dymek, sacerdote di 58 anni, trovato strangolato nella canonica della sua parrocchia in Polonia il 13 febbraio. Il presbitero aveva prestato servizio nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima sin dalla sua fondazione, nel 1998.

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta da ACI Prensa, partner in lingua spagnola di Catholic News Agency, ed è stato tradotto e adattato in italiano.

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