Il 2025 è stato un anno di transizione per la diplomazia della Santa Sede. Tra pensionamenti imminenti, ricambio generazionale in Segreteria di Stato e molte nunziature ancora vacanti, il nuovo pontificato di Papa Leone XIV si è trovato a guidare una complessa fase di riassetto, in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni geopolitiche.
Nunziature chiave verso il ricambio
Tra i nodi principali del 2025 vi sono alcune nunziature di particolare rilievo destinate al cambio per ragioni anagrafiche.
Negli Stati Uniti, il cardinale Christophe Pierre ha superato i limiti di età e dovrà lasciare l’incarico, aprendo la questione della successione a Washington, una delle sedi diplomatiche più strategiche per la Santa Sede.
Anche la Terrasanta si avvia verso un avvicendamento: il nunzio in Israele e delegato apostolico a Gerusalemme e Palestina, Tito Adolfo Yllana, compirà 78 anni, mentre in Siria il cardinale Mario Zenari, nunzio dal 2008, raggiungerà gli 80 anni il 5 gennaio 2026, rendendo probabile il suo pensionamento.
Segreteria di Stato: il vero ricambio generazionale
Il cambiamento più incisivo del 2025 si è però registrato all’interno della Segreteria di Stato vaticana.
Miroslaw Wachowski, dopo quattro anni come sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, è stato destinato alla nunziatura di Baghdad, incarico che conferma la centralità del Medio Oriente nell’agenda vaticana.
Roberto Campisi, assessore della Segreteria di Stato, ha assunto invece il ruolo di osservatore della Santa Sede presso l’UNESCO. Al suo posto, come nuovo “vice ministro degli Esteri”, è stato scelto Mihăiţă Blaj, chiamato a seguire dossier particolarmente sensibili, tra cui quelli di Vietnam e Cina.
Come assessore, Leone XIV ha compiuto una scelta significativa, chiamando Anthony Ekpo, proveniente dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ma con una solida esperienza maturata nei ranghi della Segreteria di Stato.
Ambasciate presso la Santa Sede e nuovi equilibri
Il rinnovamento del 2025 ha riguardato anche il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
Si registra la presenza di un nuovo ambasciatore residente della Bielorussia e l’avvio di una nuova ambasciata residente del Kazakhstan, Paese che sta rafforzando il dialogo con il Vaticano in particolare sui temi interreligiosi.
Questi sviluppi confermano come la Santa Sede continui a essere un interlocutore privilegiato anche per Stati che cercano canali di mediazione culturale e religiosa in un quadro internazionale sempre più frammentato.
La morte di Papa Francesco e l’impatto sulla diplomazia
La scomparsa di Papa Francesco, avvenuta nel corso dell’anno giubilare, ha inevitabilmente rallentato alcune attività diplomatiche. Tuttavia, il periodo ha mostrato anche la centralità del Vaticano nei momenti di passaggio globale.
Durante il funerale del Pontefice si è svolto un incontro bilaterale, improvvisato, tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, all’interno della Basilica di San Pietro. Nelle stesse ore, il cardinale Pietro Parolin — già decaduto dall’incarico per la fine del pontificato — ha incontrato Zelensky in un colloquio riservato nella Sala dei Concordati del Palazzo Apostolico, in modalità fuori protocollo.
Ucraina, viaggi papali e primi passi del nuovo pontificato
Prosegue nel 2025 l’impegno della Santa Sede per il ritorno dei bambini ucraini portati in Russia, uno dei dossier umanitari più seguiti dal Vaticano. In questo contesto si collocano anche le due visite di Zelensky a Leone XIV, avvenute a Castel Gandolfo, in Palazzo Barberini, utilizzato dal Papa come residenza per periodi di riposo.
Sempre in chiave organizzativa, Leone XIV ha nominato un responsabile per i viaggi pontifici, monsignor José Nahúm Jairo Salas Castañeda, che ha avuto come primo incarico la preparazione del viaggio in Turchia e Libano, primo viaggio internazionale del pontificato.
Rapporti bilaterali e crisi aperte
Tra i segnali positivi del 2025 spiccano i buoni rapporti tra Cuba e Santa Sede, che hanno portato al rilascio di oltre 500 prigionieri politici.
Più complessa la situazione sul fronte ucraino: nonostante la disponibilità più volte ribadita dalla Santa Sede per una mediazione, non si sono registrati progressi concreti.
Ha suscitato attenzione anche l’incontro tra Leone XIV e il governatore dell’Illinois, Pritzker, avvenuto alla vigilia dell’approvazione di una legge sulla liberalizzazione dell’aborto. Dopo alcune dichiarazioni del governatore, il Papa ha chiarito pubblicamente che la posizione della Santa Sede resta fermamente a favore della vita.
Nunziature vacanti e scenari critici
Restano numerose le nunziature attualmente vacanti, tra cui Haiti, Sudan, Myanmar, Sri Lanka, Albania, Uganda, Congo, Gabon, Ecuador, Indonesia e Nicaragua.
Il caso del Nicaragua è indicato come particolarmente grave: dal 2022, dopo l’espulsione dell’arcivescovo Waldemar Sommertag e dei diplomatici vaticani, la rappresentanza è gestita a distanza e la situazione della Chiesa cattolica continua a peggiorare, con l’aumento delle espulsioni di sacerdoti e religiosi.
Terrasanta e nuovi equilibri geopolitici
Nel 2025 la Terrasanta resta al centro dell’attenzione diplomatica, dopo il conflitto seguito agli attacchi del 7 ottobre.
Nel messaggio urbi et orbi di Natale, Leone XIV ha scelto di non citare alcune crisi, come Nigeria e Cipro, già menzionate l’anno precedente da Papa Francesco. Proprio Cipro, con il nord dell’isola occupato da cinquant’anni e riconosciuto solo dalla Turchia, emerge come uno scenario complesso alla luce dei nuovi equilibri regionali.
Presenza multilaterale e numeri della diplomazia vaticana
Il bilancio del 2025 include anche i numeri delle missioni multilaterali della Santa Sede.
Alle Nazioni Unite di New York sono stati tenuti circa 53 interventi, mentre la missione di Ginevra ne ha distribuiti 41. A Vienna, sede dei rapporti con OSCE e AIEA, gli interventi sono stati 15.
Sul piano degli accordi internazionali, si contano 261 accordi bilaterali, con 215 concordati e accordi in vigore con 74 nazioni. Tra i passi più significativi figura il riconoscimento di un rappresentante residente della Santa Sede in Vietnam, considerato un ulteriore avvicinamento a relazioni diplomatiche piene.






