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Il Natale 2025 prende vita in Vaticano

Papa Leone durante l'Udienza Generale davanti al presepe e all'albero di Natale. Credit: Vatican Media
Papa Leone durante l'Udienza Generale davanti al presepe e all'albero di Natale. Credit: Vatican Media

Piazza San Pietro si veste di luce e di silenzio contemplativo mentre il Natale torna a parlare al cuore del mondo. Tra presepi provenienti da ogni continente, un grande albero che svetta al centro della piazza e le parole di Papa Leone XIV, il Vaticano si prepara a celebrare la nascita di Cristo come segno di fede, speranza e fraternità universale.

Sotto il colonnato del Bernini, il mondo racconta Betlemme

Il Natale è arrivato in Vaticano e la città più piccola del mondo è già pienamente immersa nei preparativi del periodo festivo. La mostra “100 Presepi in Vaticano” è tornata per l’ottava edizione e, sotto il colonnato sinistro del Bernini, in Piazza San Pietro, espone quest’anno 132 presepi provenienti da circa 23 Paesi, nel quadro della rassegna “Giubileo è Cultura”. Per chi arriva da lontano, l’impatto è immediato: Kim Alicandro, turista da Boston, racconta senza filtri l’emozione dell’attesa e della scoperta, dicendo: “Penso che sia bellissimo. Quando ho sentito parlare delle 100 scene della Natività, ero davvero entusiasta di venire qui e vederle una per una, ammirando i diversi paesi e i diversi artigiani che le hanno realizzate.”

E c’è anche chi resta sorpreso, quasi colto di sorpresa, come Terry Weasey, turista da Orlando, che affida a poche parole lo stupore per ciò che vede: “Sono stupita. È stata una sorpresa. Davvero è stato molto interessante vedere il talento”.

Il presepe centrale e Sant’Alfonso: al centro, il Signore

Al centro della piazza, il presepe principale di quest’anno porta con sé un significato tutto italiano: è stato donato dalla diocesi di Nocera Inferiore-Sarno ed è dedicato a Sant’Alfonso Maria de Liguori, celebre anche per aver composto il canto natalizio “Tu scendi dalle stelle”. È un presepe che non vuole solo “mostrare”, ma insegnare: lo spiega il vescovo Giuseppe Giudice, che legge nella scena della Natività una lezione di fede e di Chiesa, affermando: “Il Presepe è una bellissima pagina di catechesi, una pagina anche di ecclesiologia, cioè dove ognuno sta al proprio posto, ma il centro è il signore.”

Dietro l’opera c’è anche l’orgoglio di un lavoro lungo e paziente. Alfonso Maria Pagliuca, capo di “Seria Pubblicità”, lega il presepe non solo all’anno giubilare 2025 ma anche al pontificato appena iniziato, sottolineando la portata storica di questa realizzazione: “Le emozioni che si provano, il sentimento che si prova per un presepe durante l’anno giubilare 2025, il primo presepe del nostro Nuovo Santo Padre Leone, le emozioni sono davvero tante. Quello che posso sicuramente dire è che noi siamo in attività da 43 anni e questa è l’opera più importante che abbiamo mai realizzato finora e probabilmente lo sarà per sempre.”

L’incontro con i donatori e la voce del Papa

Prima dell’inaugurazione dell’albero e del presepe in piazza, Papa Leone XIV ha incontrato i donatori che hanno reso possibile tutto questo all’interno dell’Aula Paolo VI in Vaticano, che ospita anche un presepe proveniente dal Costa Rica incentrato sul messaggio pro-vita. In quel contesto il Santo Padre ha voluto riportare i segni natalizi al loro significato essenziale, ricordando che non sono decorazioni, ma richiami interiori: “Cari fratelli e sorelle, il Presepio e l’Albero sono segni di fede e di speranza; mentre li contempliamo nelle nostre case, nelle parrocchie e nelle piazze, chiediamo al Signore di rinnovare in noi il dono della pace e della fraternità”.

L’abete di 25 metri e l’attesa delle luci

Un abete alto 25 metri svetta ora al centro di Piazza San Pietro: proviene dalla Val d’Ultimo, in provincia di Bolzano, e prosegue la tradizione degli alberi di Natale in Vaticano iniziata da San Giovanni Paolo II nel 1982, quando ricevette un abete donato da un contadino polacco. Ma, al di là della storia, c’è l’istante presente: quello dell’attesa, quando la piazza si riempie di voci e occhi alzati verso le luci.

Lina lo dice con semplicità, quasi come una preghiera sussurrata tra la folla: “Beh, naturalmente sono emozionata. E quest’anno sarà speciale perché sono qui e sto solo aspettando che si accendano le luci. È bellissimo.” Sharn coglie invece la bellezza di quell’ora sospesa in cui il giorno cede alla sera: “Molto bello, stupendo con la luce che cala, quindi siamo davvero entusiasti di vedere le luci accendersi.” E Lily, travolta da ciò che vede, non nasconde l’entusiasmo: “Ha superato di gran lunga le mie aspettative: è vivace, davvero bellissimo, con luci di Natale ovunque. Lo adoro!”

Con l’Avvento che volge al termine, il Vaticano – e con esso tutta la Chiesa cattolica – si prepara a celebrare il Natale aiutando ciascuno a non chiudersi, a non distrarsi, a tenere il cuore aperto per accogliere la nascita di Gesù.

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Zofia Czubak EWTN Journalist

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