Papa Leone XIV ha riconosciuto le virtù eroiche di padre Berardo Atonna, sacerdote francescano italiano vissuto nell’Ottocento. Il suo impegno spirituale e il suo ruolo nell’unificazione dei rami dell’Ordine lo conducono ora verso la beatificazione.
Padre Berardo Atonna è venerabile: riconosciute le virtù eroiche
Il 18 dicembre 2025, Papa Leone XIV ha approvato il decreto sulle virtù eroiche del padre Berardo Atonna, sacerdote dei Frati Minori Alcantarini, vissuto tra il XIX e il XX secolo. Con questo riconoscimento, il religioso viene ora chiamato “venerabile”, in attesa del riconoscimento di un miracolo per la beatificazione.
Chi era Berardo Atonna?
Berardo Atonna nacque il 1° luglio 1843 a Episcopio, frazione di Sarno, in Campania. Maggiore di sette fratelli, entrò giovanissimo tra i Frati Minori Alcantarini, emettendo i voti perpetui nel 1868. Fu ordinato sacerdote nel 1866 a Napoli.
A causa delle leggi soppressive dell’epoca, fu costretto a lasciare il convento, ma questo gli permise di predicare in diverse zone, acquisendo notorietà come confessore, direttore spirituale e predicatore.
Guida spirituale e promotore di nuove comunità religiose
Durante il suo ministero, padre Atonna fu guida spirituale di molte persone e sostenne la fondazione di nuove congregazioni, come le Suore Francescane Alcantarine di Castellammare di Stabia, per le quali fu un punto di riferimento paterno e spirituale.
L’unificazione dell’Ordine francescano
Nel 1897, con la costituzione apostolica Felicitate Quadam di Papa Leone XIII, fu ordinata l’unificazione delle quattro famiglie francescane. Atonna, divenuto ministro provinciale, si impegnò con determinazione per attuare questa disposizione papale, non senza difficoltà e opposizioni.
Secondo la biografia ufficiale del Dicastero per le Cause dei Santi, fu “risoluto nelle decisioni, capace di ammonire e perfino sospendere a divinis” pur di mantenere l’unità e l’obbedienza al Papa. Subì calunnie e rifiuti, ma mantenne sempre un atteggiamento umile e misericordioso.
Uomo di carità e di povertà
Negli ultimi anni visse a Napoli, presso la Casa San Giuseppe, dove si dedicò alla cura di orfane e anziane, assistite dalle suore da lui fondate. Morì il 4 marzo 1917.
Secondo le fonti vaticane, fu uomo di povertà autentica, dedito alla carità e stimato già in vita come “santo sacerdote” e “uomo di Dio”. Incoraggiava i ricchi a sostenere i poveri e animava tutti alla generosità cristiana.






