Dalla morte di Papa Francesco all’elezione di Leone XIV, passando per il Giubileo della Speranza: ecco i momenti che hanno segnato un anno indimenticabile per la Chiesa.
Il 2025 verrà ricordato come uno dei più densi e simbolici nella storia recente della Chiesa cattolica. In soli dodici mesi si sono intrecciati tre eventi di portata storica: il Giubileo ordinario, celebrato ogni 25 anni; la morte di Papa Francesco dopo più di un decennio di pontificato; e la elezione del suo successore, Papa Leone XIV, che ha preso il timone della Chiesa proprio nel cuore dell’Anno Santo.
Di seguito, una cronologia degli eventi principali che hanno segnato questo anno straordinario.
6 gennaio: una nomina storica nella Curia Romana
Nel giorno dell’Epifania, Papa Francesco ha firmato uno degli atti più significativi del suo pontificato nominando suor Simona Brambilla prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. È la prima volta nella storia che una donna guida un dicastero vaticano. La nomina, accolta con grande attenzione anche dai media internazionali, ha rappresentato una svolta concreta nella riforma curiale avviata dal Papa con la costituzione apostolica Praedicate Evangelium.

14 febbraio: il ricovero di Papa Francesco
Il giorno di San Valentino, il Vaticano ha vissuto momenti di apprensione per la salute del Santo Padre. Il 14 febbraio, la Sala Stampa ha comunicato il ricovero di Papa Francesco presso il Policlinico Gemelli di Roma per una grave infezione respiratoria. A 88 anni, il Papa ha iniziato un lungo periodo di ospedalizzazione, suscitando preoccupazione tra i fedeli di tutto il mondo, che hanno risposto con veglie di preghiera e Rosari comunitari.
6 marzo: un messaggio che ha commosso il mondo
Nel pieno della mobilitazione spirituale per la salute del Pontefice, il Vaticano ha diffuso un breve messaggio audio registrato dal Papa la mattina del 6 marzo. Con voce flebile, Francesco ha ringraziato i fedeli per la vicinanza e la preghiera. Solo 27 secondi, ma sufficienti per toccare il cuore di milioni di persone e rappresentare uno degli ultimi gesti pubblici del suo pontificato.
21 aprile: la morte di Papa Francesco
Il Lunedì dell’Ottava di Pasqua, alle ore 7:35, il Papa è spirato nella sua residenza di Casa Santa Marta. La causa ufficiale del decesso è stata un ictus cerebrale seguito da un collasso cardiocircolatorio. Aveva 88 anni. Nei giorni successivi, più di 250.000 fedeli hanno visitato la Basilica di San Pietro per rendergli omaggio. I funerali, celebrati con solenne partecipazione, hanno visto la presenza di 160 delegazioni internazionali.

8 maggio: l’elezione di Papa Leone XIV
Dopo un conclave breve ma molto partecipato, il cardinale statunitense Robert Francis Prevost è stato eletto 267º successore di San Pietro, assumendo il nome di Leone XIV. Con 69 anni d’età, il nuovo Papa ha assunto la guida della Chiesa in un momento complesso e al tempo stesso ricco di speranza, dando inizio a un pontificato segnato fin da subito da uno stile pastorale sobrio, attento al dialogo e alla continuità con le riforme del suo predecessore.
18 maggio: inizio ufficiale del pontificato
La Messa di inaugurazione del ministero petrino si è svolta in Piazza San Pietro, davanti a una folla di fedeli e rappresentanti istituzionali provenienti da tutto il mondo. Nei suoi primi interventi pubblici, Papa Leone XIV ha mostrato una sensibilità particolare per l’unità ecclesiale e la trasparenza nella vita della Curia, delineando fin dall’inizio un profilo di pastore dialogante e vicino al popolo di Dio.
22 giugno: prima processione del Corpus Domini
In occasione della Solennità del Corpus Domini, Leone XIV ha presieduto la Santa Messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano, per poi guidare la tradizionale processione eucaristica per le vie di Roma fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Il gesto, carico di significato, ha rinnovato un’antica tradizione della Chiesa romana e ha mostrato il legame del nuovo Papa con la vita liturgica della città.

6 luglio: ritorno a Castel Gandolfo
Dopo dodici anni di chiusura, la residenza estiva dei Papi a Castel Gandolfo è tornata ad accogliere il Pontefice. Papa Leone XIV ha deciso di trascorrervi alcuni giorni di riposo, utilizzandola anche per brevi soggiorni settimanali. Il ritorno del Papa nella storica villa pontificia ha segnato un gesto di continuità con la tradizione e un segnale di normalità all’interno della vita ecclesiale.
Estate 2025: il Giubileo dei Giovani
Uno dei momenti più significativi dell’Anno Santo è stato il Giubileo dei Giovani, che ha radunato a Roma oltre un milione di ragazzi e ragazze da ogni parte del mondo. La città è diventata per alcuni giorni un mosaico vivente di bandiere, canti e testimonianze di fede. Papa Leone XIV ha accolto i giovani con calore, celebrando una Messa solenne a Tor Vergata e rilanciando il ruolo delle nuove generazioni nella vita della Chiesa.
7 settembre: canonizzazione di Frassati e Acutis
In Piazza San Pietro si è svolta la tanto attesa Messa di canonizzazione dei beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. La proclamazione dei due nuovi santi ha toccato profondamente il cuore di milioni di fedeli, in particolare dei giovani, per i quali entrambi rappresentano modelli di vita cristiana vissuta con autenticità, gioia e dedizione.
4 ottobre: pubblicazione dell’esortazione apostolica Dilexi te
Papa Leone XIV ha pubblicato Dilexi te, la sua prima esortazione apostolica, ispirata a un progetto che era stato avviato da Papa Francesco. Il testo, centrato sull’amore verso i poveri, invita la Chiesa intera a riscoprire il volto di Cristo nei più bisognosi, e propone una riflessione sul legame indissolubile tra fede e carità concreta.
27 novembre – 2 dicembre: primo viaggio apostolico
Il primo viaggio internazionale di Papa Leone XIV si è svolto tra la Turchia e il Libano. In occasione del 1700º anniversario del Concilio di Nicea (325–2025), il Papa ha compiuto un pellegrinaggio a İznik (l’antica Nicea) insieme al Patriarca Bartolomeo e ad altri leader cristiani. Durante il viaggio ha anche visitato il monastero di San Maron ad Annaya, dove ha pregato sulla tomba di San Charbel, figura venerata da cristiani e musulmani. Il viaggio ha sottolineato la volontà del nuovo Pontefice di promuovere il dialogo ecumenico e interreligioso.













