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Il Presepe in Piazza San Pietro: tradizione viva dal 1982 grazie a San Giovanni Paolo II

Benedetto XVI e il presepe con le statue di San Vincenzo Pallotti | | pd
Benedetto XVI e il presepe con le statue di San Vincenzo Pallotti | | pd

Ogni Natale, migliaia di pellegrini ammirano il presepe allestito in Piazza San Pietro. Una tradizione che affonda le radici nel pontificato di San Giovanni Paolo II e che unisce fede, arte e cultura da oltre quarant’anni.

Una tradizione inaugurata da San Giovanni Paolo II

È stato San Giovanni Paolo II, nel 1982, a volere fortemente che in Piazza San Pietro fosse esposto ogni anno un presepe, accanto a un albero di Natale. Un gesto semplice, ma denso di significato, pensato per portare al cuore della cristianità l’immagine della Natività, segno visibile del mistero dell’Incarnazione.

Per il primo presepe si scelsero alcune statue originariamente volute da San Vincenzo Pallotti per la rappresentazione sacra realizzata nel 1842 nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, a Roma. Nove di queste statue furono utilizzate, mentre altre vennero aggiunte negli anni per completare la scena, curata dal Governatorato della Città del Vaticano.

Il legame con i Pallottini e la gioia dei bambini

Le comunità pallottine, appartenenti alla Società dell’Apostolato Cattolico, hanno da sempre un legame speciale con il presepe, che per loro è segno di speranza e vita, soprattutto per i più piccoli. Un esempio vivo è il presepe allestito nella parrocchia San Vincenzo Pallotti a Napoli, dove si riflette questo spirito gioioso e accogliente.

Il contributo delle regioni italiane e delle nazioni

Dal 1982 al 2012 furono utilizzate sempre le stesse statue, cambiando solo la scenografia. Il Governatorato contribuiva ogni anno alla realizzazione della scena, in un’area di circa 400 metri quadrati davanti all’obelisco della piazza.

Alcune regioni italiane hanno arricchito il presepe con elementi artistici e tradizionali. Nel 2006, ad esempio, la Provincia di Trento, insieme al Comune di Tesero, offrì statue in legno a grandezza naturale e oggetti della vita quotidiana. Nel 2012, fu la volta della Basilicata con un monumentale presepe realizzato dal Maestro Francesco Artese.

L’albero di Natale: un dono internazionale

Accanto al presepe, ogni anno viene collocato un grande albero di Natale, sempre donato da una nazione diversa. Nel 2011 fu l’Ucraina a offrire l’albero.

Le origini cristiane dell’albero di Natale si ritrovano nei Paesi nordici, anche se legate a tradizioni precedenti. I cristiani ne hanno valorizzato il simbolismo collegandolo alla festa di Adamo ed Eva celebrata in Germania il 24 dicembre. In questo contesto, l’albero rappresentava il Paradiso, adornato con frutti simbolici e sormontato da una stella: segno della luce di Cristo che illumina il mondo.

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Angela Ambrogetti

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