Fin dai primi mesi dopo la sua elezione, Papa Francesco ha voluto segnare il suo pontificato con una Chiesa in uscita, vicina agli ultimi e pronta a portare speranza ovunque. Dai confini dell’Europa alle terre martoriate dalla guerra, i suoi viaggi internazionali raccontano una missione universale di pace, misericordia e vicinanza.
Lampedusa: il primo gesto simbolico del pontificato
Appena pochi mesi dopo la sua elezione, Papa Francesco ha scelto Lampedusa per la sua prima visita fuori Roma, l’8 luglio 2013. La sua decisione di recarsi “tra i dimenticati, gli emarginati e i più sfortunati”, come ha spiegato Magdalena Wolinska-Riedi, corrispondente di EWTN, ha dato un tono profondo e inequivocabile al suo pontificato. Con questo gesto, si è definito fin da subito come il Papa delle periferie, pronto a portare la Chiesa laddove il dolore e la solitudine sono più acuti.
La Giornata Mondiale della Gioventù: da Rio a Lisbona
Il primo grande viaggio internazionale di Papa Francesco è stato in Brasile, a Rio de Janeiro, per la Giornata Mondiale della Gioventù. Un evento originariamente pianificato da Benedetto XVI, che si è trasformato nel palco mondiale del nuovo pontefice. Un nuovo Papa, un nuovo stile. Le folle di giovani provenienti da tutto il mondo hanno accolto Francesco con entusiasmo, dando inizio a una nuova stagione per la GMG, che si sarebbe poi rinnovata con gli incontri di Cracovia, Panama e Lisbona.
Dietro le quinte: il “Cireneo” del Papa
Tra le figure che hanno accompagnato Papa Francesco nei suoi viaggi, spicca Domenico Giani, per oltre tredici anni capo della sicurezza vaticana. Ha protetto tre papi e gestito oltre cento viaggi, anche in zone di guerra e durante eventi pubblici di grande portata. Ricorda così il suo ruolo: “È proprio quella di aver visto e aver toccato delle situazioni veramente immaginandomi, come dire, come l’uomo che aiutava Pietro a portare un peso. Quello che io dicevo sempre era che il Papa è il più grande cireneo dell’umanità, perché lui veramente porta la croce di un’umanità. E noi eravamo dei piccoli cirenei”.
L’Africa e il Giubileo della Misericordia
In Africa, Francesco ha compiuto quattro viaggi fondamentali, portando con sé un messaggio forte e inequivocabile: pace. Ha denunciato con fermezza la violenza, il traffico di armi e il terrorismo islamico, e ha ammonito il mondo per aver voltato le spalle al continente. Storica è stata anche la decisione di aprire il Giubileo della Misericordia non a Roma, ma a Bangui, nella Repubblica Centrafricana, nella piccola cattedrale locale, con l’apertura di una semplice porta santa di legno. Un gesto rivoluzionario, spiritualmente potente.
Gli Stati Uniti e la lotta contro gli abusi
Nel 2015, Papa Francesco ha visitato gli Stati Uniti, un viaggio segnato da incontri significativi, tra cui quello con le vittime degli abusi. In quell’occasione, ha pronunciato parole forti e inequivocabili: “Dio piange. I crimini e i peccati di abuso sessuale sui minori non possono più essere tenuti segreti. Mi impegno a garantire che la Chiesa faccia ogni sforzo per proteggere i minori e prometto che i responsabili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni”.
L’Iraq: un viaggio tra i più rischiosi
Tra i viaggi più delicati e simbolici, spicca quello in Iraq, nel 2021. In un Paese ancora devastato dalla guerra e dalla violenza, Francesco ha portato un messaggio di speranza. Come ricorda Colm Flynn, corrispondente di EWTN che ha accompagnato il Papa in quell’occasione: “Ci è stato detto che c’erano diecimila soldati e addetti alla sicurezza solo per proteggere il Papa. E credo che sia vero, perché penso che li abbiamo visti tutti e diecimila. Ovunque guardassimo, vedevamo soldati e persone armate”.
Questo viaggio, il primo dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia di COVID-19, è stato anche il primo nella storia della Chiesa in Iraq: né Giovanni Paolo II né altri papi vi avevano mai messo piede.
Asia e Oceania: una missione di pace globale
Francesco ha raggiunto paesi dove mai un pontefice era stato prima. Dall’Iraq al Myanmar, dalla Macedonia del Nord al Bahrein, dagli Emirati Arabi alla Mongolia. Nell’agosto 2023, ha compiuto una visita storica in Mongolia, tra le steppe ai confini con Cina e Russia. Lì, un momento inatteso ha colpito molti: l’abbraccio tra Francesco e due vescovi di Hong Kong, accompagnato da un saluto rivolto ai cattolici cinesi, alcuni dei quali avevano rischiato molto per essere presenti.
L’Asia è diventata una frontiera centrale del pontificato di Francesco, che ha visitato il continente più di qualsiasi altro pontefice.
Il suo viaggio più lungo e impegnativo è stato nel settembre 2024, in Sud-est asiatico e Oceania: dodici giorni, quattro nazioni, 33.000 chilometri percorsi tra Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor Est e Singapore.
Il Papa pellegrino di pace
Instancabile nel suo richiamo alla pace, Papa Francesco ha percorso il mondo come un vero pellegrino, toccando con mano le ferite dell’umanità. Ha scelto di stare vicino a chi soffre, portando la misericordia della Chiesa nei luoghi più remoti e difficili. Un pontificato vissuto in cammino, sulle orme del Vangelo e al fianco dei più deboli.






