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Beatificati a Parigi 50 giovani martiri cattolici uccisi dai nazisti

Beati Raymond Cayré, Gérard-Martin Cendrier, Roger Vallée, Jean Mestre e i loro quarantasei compagni martiri. Credit Arcidiocesi di Parigi su X
Beati Raymond Cayré, Gérard-Martin Cendrier, Roger Vallée, Jean Mestre e i loro quarantasei compagni martiri. Credit Arcidiocesi di Parigi su X

In un commovente rito celebrato nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, la Chiesa ha beatificato 50 giovani cattolici — sacerdoti, religiosi, laici e scout — assassinati dai nazisti per la loro fede durante gli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Il Papa li ha definiti “coraggiosi testimoni del Vangelo”.

Beatificati 50 giovani martiri del cattolicesimo nella cattedrale di Notre-Dame

Sabato 14 dicembre 2025, il cardinale Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, ha presieduto a Parigi la Messa di beatificazione di 50 martiri del laicato e dell’apostolato cattolico. Uccisi tra il 1944 e il 1945 in odio alla fede durante l’occupazione nazista, questi giovani furono testimoni coraggiosi del Vangelo.

Papa Leone XIV, nel suo Angelus della terza domenica di Avvento, ha ricordato con emozione i nuovi beati, elogiandone il sacrificio:

“Lodiamo il Signore per questi martiri, perseguitati e uccisi per essere rimasti vicini alla loro gente e fedeli alla Chiesa.”

Giovani martiri in un’epoca di buio

Durante l’omelia, il cardinale Hollerich ha definito la prima metà del XX secolo “un secolo oscuro di terribile carneficina”. In questo contesto, ha affermato, i nuovi beati hanno brillato come “bagliori di luce”.

Molti di loro erano militanti dell’Azione Cattolica, religiosi, seminaristi e scout, coinvolti nella cura spirituale dei giovani lavoratori francesi deportati in Germania per il lavoro forzato. Nonostante il divieto imposto ai sacerdoti tedeschi di esercitare il loro ministero con gli stranieri, questi giovani risposero all’appello del cardinale Suhard e di don Jean Rodhain.

Testimoni di fede e libertà religiosa

“Amavano Dio con tutto il cuore”, ha detto il cardinale. “Il loro servizio al prossimo nei campi di lavoro è stato un atto di amore e misericordia che ha saputo creare oasi di umanità nel cuore dell’inferno.”

Il giovane scout Joël Anglès d’Auriac, ad esempio, fu decapitato il 6 dicembre 1944, all’età di 22 anni, dopo essersi confessato e aver ricevuto la Comunione. Disse al cappellano del carcere:

“Sono in pace… sto andando verso Gesù Cristo.”

Anche Jean Mestre, laico, rifiutò l’esenzione dall’Ordine di San Giuseppe per restare vicino ai compagni deportati, scrivendo alla madre:

“Ti amo con tutto il cuore, ma amo Gesù Cristo più di te, e sento che mi chiama a essere suo testimone.”

Una memoria per l’Europa di oggi

Il cardinale ha anche sottolineato il significato della beatificazione per l’Europa contemporanea:

“La fede non è mai una questione privata: va vissuta nel servizio concreto ai fratelli, dovunque Dio ci abbia posti nella sua Provvidenza.”

I nuovi beati, ha concluso, sono “martiri della libertà religiosa” e il loro esempio invita i giovani di oggi a impegnarsi nella sequela di Cristo, principe della pace.

Celebrazione liturgica e preghiera per la canonizzazione

Papa Leone XIV ha stabilito che la memoria liturgica dei nuovi beati sarà celebrata ogni 5 maggio. Al termine della celebrazione, ai fedeli è stata distribuita una preghiera per chiederne la canonizzazione, approvata dall’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich.

Preghiera per la canonizzazione:

Signore, Dio nostro,
hai concesso ai beati martiri dell’Apostolato Cattolico
la grazia di accompagnare e servire i fratelli
deportati nei lavori forzati in Germania.
Invece di salvare sé stessi, risposero alla tua chiamata
e seguirono Cristo nel sacrificio della croce.
Degnati, Signore, di glorificare i tuoi martiri
e concedimi, per loro intercessione,
la grazia che ti chiedo con fiducia,
per Cristo nostro Signore. Amen.

I fedeli che ricevono grazie per loro intercessione sono invitati a scrivere al postulatore della causa, p. Bernard Ardura, a Viale Giotto, 27 – 00153 Roma.

Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.

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