Un attacco terroristico durante una celebrazione di Hanukkah ha sconvolto la città di Sydney, suscitando un’ondata di indignazione tra i leader cattolici australiani. L’arcivescovo Anthony Fisher ha lanciato un forte appello contro l’antisemitismo e l’odio religioso.
Attacco alla festa di Hanukkah: 16 morti e decine di feriti
Una celebrazione di Hanukkah presso Bondi Beach, a Sydney, si è trasformata in tragedia la sera di domenica 14 dicembre, quando due uomini armati hanno aperto il fuoco sulla folla, uccidendo 16 persone, tra cui una bambina di 10 anni, e ferendone oltre 40. Le autorità hanno confermato che si è trattato di un attentato terroristico.
I due attentatori sono stati identificati come Sajid Akram, 50 anni, e suo figlio Naveed Akram, 24 anni. Il padre è stato ucciso dalla polizia sul posto, mentre il figlio è ricoverato in condizioni critiche e sorvegliato. Nella loro abitazione a Bonnyrigg, la polizia ha rinvenuto ordigni esplosivi artigianali.
La condanna dell’arcivescovo Fisher: “Questo deve finire”
L’arcivescovo di Sydney, Anthony Fisher, ha espresso “profondo dolore e giusta indignazione” per l’accaduto. In un comunicato, ha condannato con forza l’odio antisemita che ha definito un “male indicibile”.
“Che una festa ebraica possa finire con almeno 16 morti e molti feriti, è un orrore per ogni australiano”, ha dichiarato Fisher. “Il disprezzo spudorato e insensibile per la vita umana e l’odio verso il popolo ebraico devono essere rifiutati da ogni cittadino.”
L’arcivescovo ha anche denunciato l’atmosfera di crescente antisemitismo a Sydney, parlando di manifestazioni con messaggi infiammatori proprio di fronte alla sua cattedrale a Hyde Park:
“Queste proteste, che vanno avanti da oltre due anni, non possono che aver alimentato il clima di odio e forse contribuito alla radicalizzazione. Questo deve finire.”
Un legame personale con la comunità ebraica
Fisher ha rivelato anche un legame personale con l’ebraismo:
“La mia bisnonna era ebrea… I cristiani sono figli degli ebrei. Un attacco contro gli ebrei è un attacco contro tutti noi.”
Ha poi promesso che la comunità cattolica rafforzerà il proprio impegno contro l’antisemitismo, offrendo anche servizi educativi e di supporto alla comunità ebraica colpita e alle sue istituzioni in difficoltà.
Anche la Conferenza episcopale condanna l’odio antisemita
Il presidente della Conferenza Episcopale Australiana, l’arcivescovo Timothy Costelloe, si è unito alla condanna:
“Le motivazioni contorte degli attentatori sono chiaramente legate al flagello dell’antisemitismo. È una realtà scioccante e dolorosa che mette in discussione la nostra identità di australiani.”
Costelloe ha messo in guardia contro “il pregiudizio cieco e l’odio”, definendoli una minaccia non solo per gli ebrei, ma per l’intera società.
Reazioni delle autorità civili
Il primo ministro Anthony Albanese ha definito l’attacco “un atto di male” e “un attacco mirato contro gli australiani ebrei”, assicurando pieno sostegno alla comunità:
“Avete il diritto di vivere, pregare e lavorare in pace. Un attacco contro gli ebrei australiani è un attacco contro tutti gli australiani.”
Il premier del New South Wales, Chris Minns, ha elogiato il coraggio di un passante che ha disarmato uno dei terroristi, definendolo “un vero eroe” che ha salvato vite umane.
Indagini e contesto dell’attentato
Secondo l’ABC (Australian Broadcasting Corporation), Naveed Akram era stato già indagato sei anni fa dall’intelligence australiana per presunti legami con una cellula dell’ISIS a Sydney. Aveva contatti con Isaac El Matari, arrestato nel 2019 per preparativi di attentati terroristici.






