Durante il volo di ritorno dal suo viaggio apostolico in Turchia e Libano, Papa Leone XIV ha parlato del Cammino sinodale in Germania, auspicando aggiustamenti e un dialogo inclusivo. Ecco cosa ha detto.
Il Papa: “Aggiustamenti da entrambe le parti, ma fiducioso in un esito positivo”
“Immagino che ci saranno alcuni aggiustamenti da entrambe le parti in Germania, ma sono fiducioso che le cose si risolveranno in modo positivo”. Così Papa Leone XIV ha risposto martedì 2 dicembre, durante il volo da Beirut a Roma, a una domanda di una giornalista dell’emittente tedesca ARD sul Cammino sinodale della Chiesa in Germania, avviato nel 2019.
Il Pontefice si è espresso con equilibrio e speranza, auspicando un risultato frutto di compromesso e dialogo.
Il Cammino sinodale non è solo tedesco: “Tutta la Chiesa lo sta vivendo”
Leone XIV ha voluto chiarire che la sinodalità non è un’eccezione tedesca, ma un metodo ormai condiviso in tutta la Chiesa cattolica. “Il Cammino sinodale – esordisce infatti il Papa – non è una peculiarità della Germania, ma negli ultimi anni tutta la Chiesa ha celebrato un sinodo e la sinodalità”.
Inculturazione sì, ma senza fratture
Il Papa ha sottolineato l’importanza dell’inculturazione, ovvero la possibilità per le Chiese locali di vivere la sinodalità in modo conforme alla propria realtà ecclesiale e culturale, senza che ciò implichi rotture con la Chiesa universale.
“Ci sono alcune grandi somiglianze – ha spiegato – ma anche alcune differenze significative tra il modo in cui il Synodaler Weg è stato portato avanti in Germania e il modo in cui potrebbe continuare nella Chiesa universale. […] Il fatto che in un luogo la sinodalità sia vissuta in un certo modo e in un altro sia vissuta in modo diverso non significa che ci sarà una rottura o una frattura”.
La voce dei cattolici critici non va ignorata
Il Santo Padre ha riconosciuto le critiche dei fedeli più tradizionalisti in Germania, che hanno messo in discussione il Cammino sinodale. Alcuni vescovi, come il cardinale Rainer Maria Woelki (Colonia) e altri tre presuli, si sono persino ritirati dal processo sinodale.
“Molti cattolici in Germania – ha dichiarato Leone XIV – credono che alcuni aspetti del Cammino sinodale che è stato celebrato finora in Germania non rappresentino la loro speranza per la Chiesa o il loro modo di vivere la Chiesa. C’è quindi bisogno di un ulteriore dialogo e ascolto all’interno della Germania stessa”.
Il ruolo della Curia romana: accompagnare e vigilare
Il Papa ha espresso fiducia nell’attività congiunta tra vescovi tedeschi e Curia romana. “Negli ultimi anni il gruppo dei vescovi tedeschi si è incontrato con un gruppo di cardinali della Curia romana […]. Sono certo – dice infine Leone XIV – che questo processo continuerà”.
La nuova Conferenza sinodale: un organo decisionale condiviso
Sabato 22 novembre a Fulda, vescovi e rappresentanti dei laici tedeschi hanno approvato all’unanimità lo Statuto per una Conferenza sinodale, un nuovo organismo formato da:
- 27 vescovi locali,
- 27 membri del Comitato Centrale dei cattolici tedeschi (ZdK),
- 27 fedeli laici da tutta la Germania.
Questa Conferenza affronterà temi di rilevanza nazionale, incluse questioni finanziarie come l’uso della Kirchensteuer (tassa ecclesiastica), coinvolgendo direttamente i laici nel processo decisionale.
Le prossime tappe del percorso sinodale tedesco
Le date proposte per le prossime assemblee della Conferenza sinodale sono:
- 6 e 7 novembre 2026 a Stoccarda,
- 16 e 17 aprile 2027 a Würzburg.
Il presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, mons. Georg Bätzing, ha annunciato che lo Statuto approvato verrà sottoposto alla Santa Sede.
Il Vaticano monitora e valuta il nuovo Statuto
Già il 12 novembre 2025, una prima analisi dello Statuto è avvenuta a Roma, in un incontro tra rappresentanti della Curia e vescovi tedeschi, definito in una nota congiunta come “sincero, aperto e costruttivo”.
Il documento sarà riesaminato in un successivo incontro, ancora da calendarizzare.
Le riserve della Santa Sede: il rispetto del diritto canonico
Il Dicastero per la Dottrina della Fede, sin dall’avvio del Cammino sinodale nel 2019, ha espresso diverse riserve. Tra queste:
- la creazione di un organismo decisionale non previsto dal diritto canonico,
- la parità decisionale tra vescovi e laici,
- il rischio che decisioni vincolanti possano essere imposte a livello locale senza approvazione della Chiesa universale.
Adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato precedentemente su ACI Stampa.






