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Messa antica: possibile svolta nella politica universale della Chiesa

Santa Messa (immagine referenziale). | Credit: Canva
Santa Messa (immagine referenziale). | Credit: Canva

Un rapporto trapelato sull’Inghilterra e il Galles potrebbe indicare un cambiamento nell’applicazione di Traditionis Custodes a livello globale, secondo la Latin Mass Society.

Un cambiamento con portata universale

Un possibile cambiamento nella politica della Chiesa riguardante la Messa antica non riguarda solo Inghilterra e Galles, ma potrebbe avere implicazioni per tutta la Chiesa universale. A dirlo è Joseph Shaw, responsabile della Latin Mass Society in Inghilterra, in un’intervista telefonica con CNA.

Shaw si riferisce a un rapporto trapelato secondo cui il nunzio apostolico per la Gran Bretagna, arcivescovo Miguel Maury Buendía, avrebbe detto ai vescovi di Inghilterra e Galles che possono richiedere esenzioni biennali per autorizzare la celebrazione della Messa antica nelle loro diocesi. «I presunti commenti del nunzio sono molto positivi, e spero siano veri. Indicano la fiducia che il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha nella Conferenza Episcopale Cattolica per Inghilterra e Galles [CBCEW], affinché sia pastorale e sensibile», ha affermato Shaw.

Secondo lui, «la risposta del nunzio e del dicastero suggerisce che ora si tratti di una politica universale, e ciò è molto significativo perché rimuove l’elemento più vincolante di Traditionis Custodes, ossia l’obbligo che ogni Messa in una chiesa parrocchiale debba avere un permesso speciale del dicastero. È un passo importante che farà una grande differenza, e mi aspetterei ulteriori sviluppi da parte di Papa Leone lungo queste linee».

Le comunicazioni della CBCEW

La CBCEW si è riunita per la plenaria autunnale dal 10 al 13 novembre, e da allora diverse pubblicazioni hanno riferito che ai vescovi era stato comunicato dall’arcivescovo Maury Buendía che potevano essere concessi permessi rinnovabili di due anni, consentendo così la celebrazione della Messa latina nelle loro diocesi.

CNA ha contattato la CBCEW per chiarimenti sull’accuratezza dei rapporti. Stephanie MacGillivray, addetta stampa senior della Conferenza, ha dichiarato: «Non possiamo commentare ulteriormente in questa fase, salvo dire che ci atteniamo alle indicazioni del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti».

In un comunicato del 14 novembre, la CBCEW ha espresso rammarico per la fuga di notizie che ha generato «confusione tra i fedeli». Anche l’ufficio di Maury Buendía ha rimandato a questo comunicato per ulteriori chiarimenti.

La storia della Messa antica in Inghilterra e Galles

I cattolici che partecipano alla Messa antica in Inghilterra e Galles hanno vissuto decenni di alternanze tra concessioni e restrizioni. Dopo l’introduzione del nuovo Messale Romano nel 1970, Papa Paolo VI permise l’uso del messale del 1962 per rispondere al malcontento tra i cattolici tradizionali, concessione poi estesa a tutta la Chiesa nel 1984 da San Giovanni Paolo II.

Le restrizioni furono allentate ulteriormente nel 2007 da Papa Benedetto XVI con Summorum Pontificum, ma nel 2021 Papa Francesco introdusse nuove limitazioni tramite il motu proprio Traditionis Custodes, sostenendo che le concessioni precedenti esponevano la Chiesa al «pericolo di divisione».

Secondo Shaw, le esenzioni biennali rappresenterebbero un passo importante per la pastorale della Messa antica, e se confermate, potrebbero segnare l’inizio di un cambiamento a livello globale nella gestione delle celebrazioni secondo il messale del 1962.


Articolo precedentemente pubblicato da CNA – agenzia stampa in lingua inglese del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.

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