A meno di dieci mesi dalla sua istituzione, Papa Leone XIV ha deciso di sopprimere la Commissio de donationibus pro Sancta Sede, organismo nato per incentivare le donazioni alla Santa Sede. Con un chirografo pubblicato il 4 dicembre, il Pontefice abroga lo statuto della Commissione e affida alla Segreteria per l’Economia il compito di guidare una nuova fase nella gestione del fundraising vaticano.
Il chirografo “Vinculum unitatis et caritatis”: fine anticipata della Commissione
Istituita da Papa Francesco l’11 febbraio 2025, la Commissione per le donazioni non aveva ancora iniziato operativamente i suoi lavori. Leone XIV, con il chirografo Vinculum unitatis et caritatis, ne decreta la soppressione, abrogando ogni regolamento, atto e statuto finora predisposto. I beni appartenenti all’organismo (circa 300.000 euro) saranno devoluti alla Santa Sede.
Nuove direttive per il fundraising vaticano
La decisione è frutto delle raccomandazioni del Consiglio per l’Economia, che ha esaminato attentamente l’efficacia e la struttura della raccolta fondi nella Santa Sede. Papa Leone XIV ha quindi stabilito che sarà la Segreteria per l’Economia, affiancata da un gruppo di lavoro da essa nominato, a formulare nuove proposte per il fundraising e a definire una struttura più adeguata, collegiale e trasparente.
Superamento della centralizzazione introdotta da Papa Francesco
Uno degli elementi impliciti della riforma è il ridimensionamento del processo di centralizzazione delle donazioni promosso da Papa Francesco, che prevedeva il passaggio di tutti i fondi attraverso lo IOR. Con la soppressione della Commissione, Leone XIV segnala una preferenza per modelli gestionali più agili e coordinati con le realtà già esistenti, come l’Obolo di San Pietro.
Continuità e tradizione: il ruolo dell’Obolo di San Pietro
Nella visione del Pontefice, l’Obolo di San Pietro continua a rappresentare lo strumento principale per la raccolta di fondi destinati alla missione del Papa. Nato storicamente nel contesto della solidarietà tra le Chiese, l’Obolo ha destinato l’anno scorso circa 90 milioni alla Santa Sede. La nuova struttura dovrà valorizzare questa tradizione, mantenendo il legame con le Chiese locali e i fedeli.
Un cambio di visione: trasparenza, efficienza, sinergia
Nel documento si ribadisce che la gestione dei beni della Santa Sede deve essere improntata a prudenza, trasparenza e efficienza, principi richiamati anche dalla Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium. Il Consiglio per l’Economia avrà ora il compito di proporre al Papa i nomi dei membri del nuovo gruppo di lavoro, che sarà formalmente istituito nei prossimi mesi.
Tradotto e adattato da EWTN Italia. Fonte originale: ACI Prensa






