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Porto Rico: i vescovi criticano la militarizzazione statunitense e avvertono sui rischi di guerra con il Venezuela

Credit: Ana Toledo / Unsplash
Credit: Ana Toledo / Unsplash

La Conferenza Episcopale di Porto Rico invita al dialogo e alla diplomazia, ricordando gli appelli alla pace dei Papi Leone XIV, Francesco e San Giovanni XXIII

Preoccupazione dei vescovi per la militarizzazione

La Conferenza Episcopale di Porto Rico (CEP) ha espresso forte preoccupazione per la crescente militarizzazione dell’isola e del Mar dei Caraibi da parte degli Stati Uniti, mettendo in guardia sulle “possibili escalation” di un conflitto con il Venezuela.

Nel comunicato ufficiale, i presuli portoricani ricordano gli insegnamenti di Papi Leone XIV, Francesco e San Giovanni XXIII e denunciano gli effetti negativi delle operazioni militari, tra cui “la restrizione dello spazio aereo e delle rotte marittime e le manovre militari in diversi comuni di Porto Rico, con le loro conseguenze collaterali sull’attività di pesca”.

La presenza militare statunitense nella regione

Negli ultimi giorni, il governo del presidente Donald Trump ha inviato circa 15.000 soldati nella regione del Mar dei Caraibi, di cui 5.000 a Porto Rico. Secondo fonti di CNN en Español, sono giunte anche una dozzina di imbarcazioni, e le forze statunitensi hanno affondato varie navi presumibilmente cariche di droga, causando oltre 80 vittime.

L’obiettivo dichiarato di Trump sarebbe rovesciare Nicolás Maduro, indicato come leader del cosiddetto “cartello dei soli”, ritenuto dagli Stati Uniti un gruppo terroristico. Lo stesso presidente statunitense ha dichiarato il 30 novembre di aver avuto una conversazione telefonica con Maduro, senza fornire ulteriori dettagli.

L’appello alla pace e alla diplomazia

I vescovi portoricani sottolineano: “Siamo consapevoli delle ingiustizie strutturali che caratterizzano alcuni sistemi politici dei Paesi vicini e condanniamo il traffico di droga e di armi nella nostra regione caraibica. Ma il dialogo sociale e la diplomazia dei governi devono sempre prevalere sui conflitti per evitare a tutti i costi la guerra”.

Ribadiscono inoltre: “La guerra non deve mai essere la soluzione ai conflitti, la guerra non porta la pace, ma morte. Porta sempre morte e causa gravi danni ai popoli, spesso ai più indifesi”.

Preoccupazione per le possibili escalation

La CEP ha evidenziato i rischi legati a un eventuale conflitto con il Venezuela, sottolineando che una guerra potrebbe provocare la reazione di alleati internazionali come Russia, Cina e Iran. I vescovi hanno espresso solidarietà ai loro colleghi venezuelani e al popolo della nazione sudamericana: “Ci uniamo nella preghiera ed esprimiamo la nostra solidarietà con i fratelli vescovi del Venezuela e con il loro caro popolo venezuelano. Sappiamo che da anni vivono momenti difficili di divisione, tensione e incertezza politica, aggravati da questa mobilitazione militare”.

Un appello universale alla preghiera

Infine, i presuli hanno invitato tutti i fedeli a pregare per la pace: “A unirsi in preghiera per la pace nella nostra terra, in Venezuela e nei Paesi vicini, così come nel mondo intero”. Un messaggio che richiama l’urgenza di privilegiare il dialogo, la diplomazia e la coesione sociale rispetto alle operazioni militari e alla violenza.

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