Oltre 120 mila fedeli hanno partecipato alla messa conclusiva del viaggio apostolico: “Disarmiamo i nostri cuori e apriamo le nostre confessioni all’incontro reciproco”.
Un invito alla fraternità
“Disarmiamo i nostri cuori, facciamo cadere le corazze delle nostre chiusure etniche e politiche, apriamo le nostre confessioni religiose all’incontro reciproco, risvegliamo nel nostro intimo il sogno di un Libano unito, dove trionfino la pace e la giustizia, dove tutti possano riconoscersi fratelli e sorelle”. Con queste parole Papa Leone XIV si è rivolto ai cattolici libanesi e a tutti i presenti durante la messa conclusiva al Beirut Waterfront, davanti a oltre 120 mila persone.

Il Pontefice ha ricordato come, nel 2012, Benedetto XVI avesse celebrato la messa nello stesso luogo. “Era un’afosa giornata di settembre e il Libano non era nella situazione di oggi. Per questo oggi il Papa spiega la gratitudine ai cuori dei libanesi appesantiti dalle fatiche della vita, preoccupati per i numerosi problemi che ci circondano, paralizzati dall’impotenza dinanzi al male e oppressi da tante situazioni difficili, siamo più portati alla rassegnazione e al lamento, che allo stupore del cuore e al ringraziamento”.
Bellezza e sofferenza
Dalla spianata che si affaccia sul mare, Leone XIV ha invitato a contemplare la bellezza del Libano cantata dalla Scrittura, ma ha anche sottolineato le difficoltà del Paese: “Tale bellezza è oscurata da povertà e sofferenze, da ferite che hanno segnato la vostra storia, sono appena stato a pregare nel luogo dell’esplosione, al porto; è oscurata da tanti problemi che vi affliggono, da un contesto politico fragile e spesso instabile, dalla drammatica crisi economica che vi opprime, dalla violenza e dai conflitti che hanno risvegliato antiche paure”.

Il Papa ha quindi richiamato l’insegnamento di Gesù, che nel Vangelo ringrazia il Padre non per opere straordinarie, “ma perché rivela la sua grandezza proprio ai piccoli e agli umili, a coloro che non attirano l’attenzione, che sembrano contare poco o niente, che non hanno voce”.
Piccoli semi di speranza
Leone XIV ha invitato a riconoscere le “piccole luci che risplendono nella notte, piccoli virgulti che spuntano, piccoli semi piantati nell’arido giardino di questo tempo storico”, esempi concreti di fede radicata nelle famiglie, nelle scuole cristiane, nel lavoro delle parrocchie, delle congregazioni e dei movimenti, così come nell’impegno dei sacerdoti, dei religiosi e dei laici nel campo della carità e della promozione del Vangelo.
“Siamo chiamati a coltivare questi virgulti, a non scoraggiarci, a non cedere alla logica della violenza e all’idolatria del denaro, a non rassegnarci dinanzi al male che dilaga”, ha esortato il Pontefice.
Un Libano di pace e giustizia
“Il Dio della pace mette nelle vostre mani. Libano, rialzati! Sii casa di giustizia e di fraternità! Sii profezia di pace per tutto il Levante!”, ha aggiunto Leone XIV, concludendo la sua omelia: “Elevo la mia gratitudine al Signore per aver condiviso con voi questi giorni, mentre porto nel cuore le vostre sofferenze e le vostre speranze. Prego per voi, perché questa terra del Levante sia sempre illuminata dalla fede in Gesù Cristo, sole di giustizia, e grazie a Lui custodisca la speranza che non tramonta”.

I ringraziamenti dei Patriarchi
Il Cardinale Béchara Boutros Raï ha espresso la sua gratitudine per la presenza del Papa, che “illumina i nostri spiriti e ravviva la nostra determinazione ad operare per la pace, la fratellanza e il dialogo tra tutti i figli e le figlie della nostra amata terra”.
Il Patriarca Ignatius Youssef III Younan, introducendo la celebrazione, ha sottolineato che la visita del Pontefice “in questo momento critico porta con sé un eloquente messaggio di speranza, che esprime la vicinanza della Sede Apostolica al popolo libanese e a tutti i popoli della regione. Siamo fiduciosi, Santità, che continuerete i vostri assidui sforzi, uniti alla preghiera, affinché Dio ci conceda la pace e i nostri figli rimangano saldi sulla loro terra e nella loro missione, fari di convivenza”.
Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia stampa in lingua italiana del gruppo EWTN News. È stato riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






