Durante la sua visita apostolica in Turchia, Papa Leone XIV ha celebrato una solenne Santa Messa alla Volkswagen Arena di Istanbul, nella vigilia della festa di Sant’Andrea e all’inizio dell’Avvento. L’evento ha riunito più di 4.000 fedeli provenienti da tutta la Turchia e da oltre settanta nazioni. Accanto al Papa, il patriarca ecumenico Bartolomeo I, in un forte segno di fraternità. La celebrazione ha rappresentato un appello concreto all’unità dei cristiani e alla pace tra i popoli.
Un inizio di Avvento segnato dalla pace e dalla comunione
Papa Leone XIV ha aperto la sua omelia citando il profeta Isaia, con l’immagine di un mondo dove regna la pace: “Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci…”. Ha ricordato come questo sogno profetico sia urgente ancora oggi, in un mondo segnato da guerre e divisioni.
La liturgia ha avuto un forte carattere internazionale: la Prima Lettura in armeno, il Salmo in aramaico, la Seconda Lettura in inglese, e il Vangelo proclamato in turco. Il Salmo è stato cantato nella forma caldea. Un momento che ha testimoniato visibilmente la cattolicità della Chiesa.
I tre ponti della comunione: dentro la Chiesa, tra cristiani, tra religioni
Il Papa ha sviluppato il cuore della sua riflessione attorno all’immagine del ponte, ispirandosi ai viadotti che attraversano il Bosforo e uniscono Europa e Asia. Ha parlato di tre “ponti” fondamentali da curare e rafforzare:
- Dentro la comunità cattolica, tra le quattro tradizioni presenti in Turchia: latina, armena, caldea e sira.
- Nei rapporti ecumenici con i fratelli delle altre confessioni cristiane.
- Nel dialogo con le religioni non cristiane, per demolire i muri della diffidenza e costruire relazioni di pace.
“Dobbiamo prenderci cura dei legami che ci uniscono – ha detto – e coltivare la nostra fede con la preghiera, i Sacramenti e la carità. Gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce”.
La gioia del bene è contagiosa: testimoni come Sant’Andrea
Alla vigilia della festa di Sant’Andrea, apostolo e patrono della Turchia, il Papa ha sottolineato l’importanza della testimonianza personale. Ha ricordato l’energia di Sant’Andrea che portò Pietro a Gesù, lo zelo di Giovanni il Battista e la forza della predicazione di Sant’Ambrogio. “La gioia del bene è contagiosa – ha detto – e la nostra testimonianza può accendere la fede in chi ci sta accanto”.
Ecco com’è essere alla prima Messa pubblica di Papa Leone in Turchia, insieme al suo “piccolo gregge”, nella Volkswagen Arena di Istanbul. In un Paese con più di 80 milioni di abitanti, i cattolici sono soltanto 30–35.000… e questa sera sono qui: cantano, pregano e accolgono il… pic.twitter.com/wVAqHgF212
— EWTN Italia 🇮🇹 (@EwtnItalia) November 29, 2025
Il richiamo a una vita buona e vigilante
Rifacendosi al Vangelo del giorno (Matteo 24), Papa Leone XIV ha esortato a vivere con l’impegno sincero di una vita buona, come hanno fatto tanti santi legati alla storia della Turchia: “I nostri passi si muovono come su un ponte che unisce la terra al cielo e che il Signore ha steso per noi”.
Il dono dell’unità: calici simbolici e fraternità concreta
Al termine della celebrazione, il Papa ha donato un calice e una patena commemorativi del 1700° anniversario del Concilio di Nicea. Anche il Vicario apostolico di Istanbul, Monsignor Massimiliano Palinuro, ha donato un calice realizzato da un sacerdote armeno, raffigurante i sei apostoli che evangelizzarono la Turchia.
Palinuro ha ringraziato il Pontefice per aver incoraggiato i cristiani della Turchia ad essere costruttori di ponti di fraternità. Ha ricordato che, in questa terra dove convivono Islam e Cristianesimo, è possibile abbattere i muri dei pregiudizi e vivere da fratelli.
Conclusione: un cammino condiviso verso l’unità
Papa Leone XIV ha concluso rinnovando il “sì” all’unità dei cristiani, citando il Concilio Vaticano II e san Giovanni XXIII. “Chi non ama, non conosce Dio” – ha ricordato, esortando tutti a diventare operatori di pace. L’unità non è solo un ideale spirituale, ma una chiamata concreta per la Chiesa di oggi.
Articolo pubblicato precedentemente su ACI Stampa e adattato dal team di EWTN Italia.





