A Istanbul, Papa Leone XIV e il Patriarca ecumenico Bartolomeo I hanno firmato una Dichiarazione congiunta destinata a lasciare un segno profondo nel cammino ecumenico. In occasione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea, i due leader cristiani hanno riaffermato il loro impegno verso la piena comunione tra le Chiese, la celebrazione comune della Pasqua e un forte appello alla pace. Un incontro ricco di gesti simbolici, memoria storica e speranza condivisa.
Un incontro tra fratelli: la firma della Dichiarazione congiunta
Dopo la solenne Doxologia nella chiesa patriarcale di San Giorgio, Papa Leone XIV e Bartolomeo I si sono incontrati nel Palazzo Patriarcale al Fanar, sede del Patriarcato Ecumenico, per firmare una Dichiarazione congiunta. Accanto a loro, cardinali, metropoliti e rappresentanti delle rispettive Chiese. Seduti fianco a fianco alla scrivania della Sala del Trono, hanno posto la firma su un testo che richiama alla fraternità evangelica e alla responsabilità ecumenica.
Il documento si apre con le parole del Salmo 106: «Rendete grazie al Signore, perché è buono, perché il suo amore è per sempre», e continua con un richiamo al cammino compiuto finora: “Seguendo l’esempio dei nostri venerabili predecessori… continuiamo a camminare con ferma determinazione sulla via del dialogo, nell’amore e nella verità, verso l’auspicato ripristino della piena comunione”.
Il Credo di Nicea al centro della fede condivisa
La Dichiarazione afferma con chiarezza che ciò che unisce le due Chiese è la fede espressa nel Credo di Nicea, che proclama Gesù Cristo “vero Dio da vero Dio, consustanziale al Padre”. Al centro, la Risurrezione: “Questa è la fede che salva”, ribadiscono i firmatari.
Viene ricordato che il Primo Concilio Ecumenico stabilì anche i criteri per la data della Pasqua, e che nel 2025 – per provvidenziale coincidenza – tutti i cristiani l’hanno celebrata lo stesso giorno. È in questo contesto che il Papa e il Patriarca riaffermano la volontà di trovare una data comune e stabile per la Pasqua, “la Festa delle Feste”.
Un cammino di fraternità, iniziato da lontano
Il gesto compiuto da Leone XIV e Bartolomeo I si inserisce in una lunga scia di incontri fraterni iniziata 60 anni fa, nel 1965, con la storica Dichiarazione di Papa Paolo VI e del Patriarca Atenagora. Da allora, i gesti di riconciliazione e collaborazione si sono moltiplicati, culminando in momenti come quello odierno.
La Dichiarazione sottolinea il pieno sostegno alla Commissione mista internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, e invita a non scoraggiarsi davanti agli ostacoli, ma a valorizzare ciò che già unisce.
La forza dei segni: lo scambio dei doni
Dopo la firma, Papa Leone XIV ha donato a Bartolomeo I un’icona del Cristo Pantocratore, riproduzione del celebre mosaico dell’Oratorio di San Zenone nella basilica romana di Santa Prassede, realizzato dallo Studio del Mosaico Vaticano. Bartolomeo ha contraccambiato con una stola liturgica dorata e una croce pettorale d’oro. Gesti carichi di significato, che richiamano la reciproca stima e la volontà di camminare insieme.
Pace, giustizia, cura del creato: un appello comune
Un’intera sezione della Dichiarazione è dedicata alla pace nel mondo. “In molte regioni, conflitti e violenza continuano a distruggere la vita di tante persone”, si legge. I due leader si appellano con forza a tutti i responsabili civili e politici affinché “facciano tutto il possibile per garantire che la tragedia della guerra cessi immediatamente”.
Al centro anche il rifiuto di ogni uso della religione per giustificare la violenza. Viene riaffermata la validità del dialogo interreligioso come strumento essenziale per la convivenza tra i popoli. E viene rilanciato l’appello a lavorare insieme per “un mondo più giusto e solidale”, nella consapevolezza che la cura del creato è parte integrante della missione dei cristiani.
Uno sguardo al futuro: verso il Giubileo del 2033
Guardando oltre il presente, la Dichiarazione si inserisce nel cammino spirituale verso il Giubileo della Redenzione del 2033, che segnerà i duemila anni della morte e Risurrezione di Cristo. “Un ritorno a Gerusalemme, al Cenacolo, luogo dell’Ultima Cena e della Pentecoste”, auspicano Leone XIV e Bartolomeo, nel desiderio che questo tempo diventi una nuova occasione di riconciliazione e testimonianza comune.
Pubblicato precedentemente su ACI Prensa e adattato dal team di EWTN Italia.






