Una storia che mostra come la preghiera e la misericordia possano cambiare anche cuori chiusi: la conversione di Alphonse Ratisbonne è un miracolo che ancora risuona tra i devoti della Madonna della Medaglia Miracolosa.
Molti conoscono l’espressione: «Chi è ferito ferisce a sua volta», a indicare che chi ha sofferto spesso trasmette ad altri il proprio dolore. Ma è vero anche il contrario: le persone sante possono generare santità attorno a sé, la misericordia può sciogliere i cuori ostili e le preghiere possono portare alla conversione anche coloro che sembrano più lontani.
Un esempio straordinario è la vicenda di Alphonse Ratisbonne, un francese dichiaratamente anticattolico, la cui vita cambiò radicalmente grazie alla preghiera di tre uomini: suo fratello, un amico e un completo sconosciuto che arrivò a offrire la propria vita per lui.
Alphonse e suo fratello Théodore nacquero in una facoltosa famiglia ebrea di Alsazia, nel 1802 e 1814. Il successo economico sembrava la loro unica destinazione, finché Théodore, a ventidue anni, non incontrò Louise Humann, una fervente cattolica. Studiò il Nuovo Testamento, ricevette il battesimo nel 1826 e quattro anni dopo fu ordinato sacerdote. Per Alphonse, la conversione del fratello fu un tradimento inaccettabile. Decise di rompere ogni rapporto con lui e divenne apertamente ostile alla Chiesa.
Mentre Théodore rispondeva con la preghiera e non con il rancore, il giovane Alphonse, durante un viaggio in Europa, incontrò a Roma un vecchio compagno di scuola, che lo presentò al fratello, il barone Théodore de Bussières, anche lui convertito al cattolicesimo. Alphonse non perse occasione per deridere la fede del barone, che, invece di respingerlo, decise di sfidarlo: gli mise al collo una Medaglia Miracolosa e lo invitò a recitare due volte al giorno la preghiera del Memorare. Se fossero superstizioni, non gli avrebbero fatto alcun male; ma se fossero vere, avrebbero potuto cambiargli la vita.
Quella sera Alphonse recitò la preghiera, che gli rimase impressa nella mente per tutta la notte. Nel frattempo, il barone incontrò il conte de La Ferronnays, al quale chiese di pregare per la conversione di Alphonse. Il conte si recò alla basilica di Santa Maria Maggiore, offrì la propria vita a Dio per lui, recitò venti Memorarie e, tornato a casa, morì improvvisamente quella stessa notte.
Il giorno dopo, mentre il barone si recava alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte per organizzare il funerale del conte, invitò Alphonse a entrare. Mentre il barone era in sacrestia, Alphonse si aggirò per la chiesa. Quando l’amico tornò, lo trovò in ginocchio, in lacrime, davanti all’altare di San Michele: «L’ho vista!», disse.
Aveva visto la Vergine Maria esattamente come è raffigurata sulla Medaglia Miracolosa, avvolta di luce. In quel momento ricevette una grazia interiore che gli fece riconoscere la verità della fede cattolica, la propria condizione di peccatore e la misericordia materna di Maria. Pochi giorni dopo fu battezzato, confermato e prese il nome di Marie-Alphonse.
L’episodio, riconosciuto dalla Chiesa come miracolo dopo un’inchiesta di quattro mesi, portò alla riconciliazione con il fratello Théodore. Più tardi Alphonse divenne sacerdote e, insieme al fratello, fondò la Congregazione di Nostra Signora di Sion, con lo scopo di testimoniare il Vangelo in Terra Santa.
Questa vicenda mostra che, quando si risponde al male con la preghiera e non con la vendetta, si apre lo spazio per l’azione della grazia. Come ricorda il Vangelo: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (Mt 5,44).
Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale si trova qui.






