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Il Papa accentra la gestione economica di San Pietro e Santa Maria Maggiore

L'altare maggiore della Basilica di San Pietro a Roma. | Credito: Jorge Royan (CC BY-SA 3.0).
L'altare maggiore della Basilica di San Pietro a Roma. | Credito: Jorge Royan (CC BY-SA 3.0).

Con un nuovo decreto, Papa Leone XIV introduce una riforma che sottopone le due basiliche maggiori al controllo ordinario del Consiglio per l’Economia.

Riforma economica per due basiliche simbolo di Roma

Papa Leone XIV ha emanato un nuovo decreto che ridefinisce le norme economico-amministrative che regolano la Basilica di San Pietro e la Basilica di Santa Maria Maggiore. Il provvedimento dispone che entrambe siano poste sotto la supervisione ordinaria del Consiglio per l’Economia della Santa Sede.

Il Motu proprio, datato 29 settembre 2025 e affisso nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico, non era stato precedentemente reso noto alla stampa.

Superati i vecchi decreti: più trasparenza e coordinamento

Con questo atto, Papa Leone abroga due precedenti decreti riguardanti rispettivamente la Fabbrica di San Pietro e il Capitolo della Basilica di Santa Maria Maggiore. Da ora in poi, entrambi gli enti saranno soggetti alle stesse forme di controllo previste per gli organismi menzionati nello statuto del Consiglio per l’Economia e nella Costituzione apostolica Praedicate Evangelium (2022).

La Fabbrica di San Pietro, responsabile della cura, della manutenzione e del patrimonio artistico della basilica vaticana, e il Capitolo di Santa Maria Maggiore saranno dunque integrati nel sistema di vigilanza economica già operativo per altri enti curiali.

Una transizione strutturata

Per garantire un passaggio immediato e ordinato, la Segreteria per l’Economia coordinerà l’attuazione del decreto, assistita da un gruppo consultivo incaricato di dirimere eventuali questioni pratiche. La normativa sarà successivamente pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis.

Continuità con la riforma Coniuncta Cura

Lo scorso ottobre, Papa Leone XIV aveva già introdotto significative novità con il decreto Coniuncta Cura, che ha posto fine al ruolo esclusivo dello IOR (Istituto per le Opere di Religione) nella gestione degli investimenti della Santa Sede. Da allora, anche l’APSA e altri intermediari accreditati possono gestire i fondi, con l’obiettivo di diversificare gli investimenti, migliorare i rendimenti e assicurare una maggiore sostenibilità finanziaria a lungo termine.

Articolo precedentemente pubblicato sulla Catholic News Agency e tradotto e adattato dal team di EWTN Italia.

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