Il Dicastero per la Dottrina della Fede ribadisce il valore del matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca tra un uomo e una donna
Perché una nota sulla monogamia
Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato oggi la nota “UNA CARO. Elogio della monogamia”, un documento che affronta il valore del matrimonio come unione esclusiva tra un uomo e una donna, mettendo al centro il concetto di unità e appartenenza reciproca.
“La constatazione che diverse forme pubbliche di unione non monogama – a volte chiamate ‘poliamore’ – stanno crescendo in Occidente, oltre a quelle più riservate o segrete che sono state comuni nel corso della storia”, spiega il documento, giustifica la necessità di ribadire la centralità della monogamia.
L’unità come fondamento del matrimonio
Il cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero, chiarisce nella introduzione che il testo è una raccolta di riflessioni e testi storici e filosofici: “Se si vuole cogliere soltanto una breve sintesi riflessiva per motivare la scelta di un’unione esclusiva tra una sola donna e un solo uomo, sarà sufficiente leggere l’ultimo capitolo e la conclusione della presente Nota, centrati sull’appartenenza reciproca dei coniugi e sulla carità coniugale”.
Il documento sottolinea che l’unità non riguarda solo la procreazione, ma è essenziale per “l’arricchimento e il rafforzamento dell’unione unica ed esclusiva e del sentimento di appartenenza reciproca”. La nota definisce quindi l’unità matrimoniale come “l’unione unica ed esclusiva tra una sola donna e un solo uomo, che non può essere condivisa con altri”.
Un approccio integrale: dalla Bibbia alla filosofia
La nota include numerosi riferimenti biblici, teologici e filosofici, dai Pontefici precedenti, a partire da Leone XIII, fino ai pensatori contemporanei. La parola chiave che ricorre lungo tutto il documento è “appartenenza reciproca”, che si manifesta in tutte le espressioni dell’unità coniugale.
Una sezione approfondisce anche la carità coniugale, descritta come “amicizia coniugale, carica di conoscenza reciproca, di apprezzamento dell’altro, di complicità, di intimità, di comprensione e pazienza, di ricerca del bene dell’altro, di gesti sensibili, nella misura in cui supera la sessualità, allo stesso tempo la abbraccia e le dà il suo significato più bello, più profondo, più unitivo e più fecondo”.
Il documento invita inoltre a considerare l’apertura al mondo esterno e alla società, senza che questo comprometta l’esclusività della relazione matrimoniale.
Le conclusioni: esclusività e crescita dell’amore
Il cardinale Fernández conclude: “Ogni matrimonio autentico è un’unità composta da due singoli, che richiede una relazione così intima e totalizzante da non poter essere condivisa con altri”. L’unione, aggiunge, è tra persone con la stessa dignità e gli stessi diritti, e “esige quell’esclusività che impedisce all’altro di essere relativizzato nel suo valore unico”.
Il testo sottolinea infine che l’unità matrimoniale è una realtà dinamica, chiamata a uno sviluppo continuo: “L’amore che non cresce inizia a correre rischi” e il matrimonio non è solo una realtà da comprendere, ma un cammino che richiede crescita costante.
Un documento più pastorale che dottrinale
In effetti, la nota non introduce novità dottrinali, ma offre un utile riassunto per la pastorale matrimoniale, considerando che molti futuri sposi arrivano al sacramento con poca consapevolezza del significato pieno della monogamia e dell’unità coniugale.
Il documento può quindi servire come guida nei corsi prematrimoniali, per aiutare i giovani a comprendere profondamente la dignità e l’esclusività della vita matrimoniale cattolica.
Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia stampa in lingua italiana del gruppo EWTN News. È stato riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






