Secondo l’Osservatorio OIDAC, nel 2024 oltre 2.200 crimini anticristiani e quasi 100 incendi dolosi contro chiese; per Alessandro Calcagno serve una maggiore protezione e sensibilizzazione.
Un fenomeno in crescita
La violenza contro i cristiani in Europa ha registrato un aumento allarmante negli ultimi anni, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sull’Intolleranza e la Discriminazione contro i Cristiani in Europa (OIDAC Europe). Nel 2024 sono stati documentati 2.211 crimini d’odio anticristiani, con 94 attacchi incendiari contro chiese, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.
Oltre agli attacchi fisici, il documento segnala anche pressioni legali e sociali sempre più frequenti sui cristiani.
Secolarizzazione aggressiva e protezione delle minoranze
Intervistato da ACI Prensa, Alessandro Calcagno, vicesegretario generale della COMECE e consulente in materia di diritto e libertà religiosa presso l’UE, individua alcune cause principali:
“La secolarizzazione aggressiva mira a espellere la religione dallo spazio pubblico”, spiega. “A ciò si aggiungono tensioni sociali e processi di radicalizzazione presenti in Europa”.
Un altro fattore è la tendenza a concentrarsi sulla protezione delle minoranze, trascurando le maggioranze cristiane:
“Spesso sono finite per diventare un ‘obiettivo legittimo’, creando un contesto ideale per l’insorgere di episodi di questo tipo”, aggiunge Calcagno.
Sebbene le crisi legate agli abusi sessuali nella Chiesa cattolica abbiano alimentato un clima di ostilità, secondo Calcagno “non giustificano assolutamente nessuno degli episodi di violenza”.
Attacchi poco segnalati e pronunce controverse
Il vicesegretario della COMECE denuncia anche la scarsa copertura mediatica degli episodi anticristiani:
“La narrazione in molti Paesi è proteggere le minoranze, mentre le maggioranze sono considerate ‘forti di per sé’. In questo contesto, gli attacchi contro i cristiani non fanno notizia o non rispondono alle esigenze di certe agende dominanti”.
Calcagno sottolinea inoltre come alcune istituzioni, come la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, abbiano emesso pronunciamenti discutibili su espressioni offensive verso il sacro, mentre mostrano maggiore attenzione verso altre comunità.
Aggressioni ai sacerdoti
Il rapporto OIDAC rivela che quasi la metà dei sacerdoti in Paesi come Polonia e Spagna ha subito aggressioni, sebbene la maggior parte non denunci tali episodi.
“È uno dei principali problemi, legato alla percezione di una protezione assente o insufficiente da parte delle autorità pubbliche nei confronti dei cristiani”, spiega Calcagno.
Per affrontare il fenomeno, il vicesegretario della COMECE invita a migliorare i canali di denuncia, promuovere iniziative di sensibilizzazione e assicurare una solida raccolta dati.
Misure urgenti e strategie di protezione
Calcagno sottolinea l’urgenza di riconoscere la diffusione di intolleranza, discriminazione e violenza verso i cristiani:
“È necessario iniziare a prendere seriamente il fenomeno a livello delle autorità nazionali e dell’UE”.
Tra le proposte concrete:
- Nominare un Coordinatore per l’odio contro i cristiani nell’UE, misura considerata “chiave”.
- Facilitare l’accesso ai fondi europei destinati a proteggere le comunità cristiane.
- Promuovere iniziative per combattere l’analfabetismo religioso e integrare il fenomeno dell’intolleranza nei piani nazionali e sovranazionali su crimini e discorsi di odio.
- Adottare strategie specifiche per la protezione dei luoghi di culto, incluse violenze, profanazioni e vandalismo.
“Le recenti linee guida dell’OSCE, Understanding Anti-Christian Hate Crimes and Addressing the Security Needs of Christian Communities, potranno aprire la strada a iniziative simili a livello UE. La loro applicazione efficace e urgente potrà contribuire in modo decisivo a contrastare il fenomeno”, conclude Calcagno.
Articolo precedentemente pubblicato da aciprensa – agenzia stampa in lingua spagnola del gruppo EWTN News. È stato tradotto e riadattato per la pubblicazione dal team di ewtn.it.






