Un nuovo rapporto pubblicato a Vienna lancia l’allarme su una crescente ondata di odio anticristiano in Europa. Tra incendi dolosi alle chiese e aggressioni personali, i cristiani europei vivono una pressione crescente, anche nei contesti legali e sociali.
Violenza contro i cristiani in aumento: il nuovo rapporto OIDAC
Secondo un recente rapporto dell’Osservatorio sull’Intolleranza e la Discriminazione contro i Cristiani in Europa (OIDAC Europe), con sede a Vienna, nel 2024 si sono verificati 2.211 crimini di odio anticristiani nel continente. Tra questi, spiccano 94 attacchi incendiari a chiese, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.
Il rapporto, presentato ufficialmente il 18 novembre presso l’Intergruppo del Parlamento Europeo sulla libertà religiosa, si basa su dati ufficiali della polizia, statistiche dell’OSCE/ODIHR e documentazioni raccolte direttamente da OIDAC Europe.
Germania, Francia e Spagna tra i Paesi più colpiti
Un terzo degli incendi ha avuto luogo in Germania, ma anche Francia, Regno Unito, Spagna e Austria figurano tra i Paesi con il maggior numero di episodi anticristiani. Oltre ai danni alle chiese, si segnalano 274 aggressioni personali contro cristiani, tra cui minacce e violenze fisiche.
Tra i casi più gravi, l’omicidio di un monaco spagnolo di 76 anni, avvenuto nel novembre 2024, e l’incendio di una storica chiesa a Saint-Omer, in Francia, nel settembre dello stesso anno.
Tang: “Un fenomeno concreto e sottostimato”
Anja Tang, direttrice di OIDAC Europe, ha sottolineato che queste cifre rappresentano atti concreti di vandalismo, violenze e incendi, con un impatto diretto sulle comunità locali. Secondo Tang, i dati ufficiali non riflettono l’intera portata del fenomeno, in parte per la reticenza delle vittime a denunciare.
Sondaggi condotti in Polonia e Spagna mostrano che quasi la metà dei sacerdoti ha subito aggressioni, ma la maggior parte non ha mai sporto denuncia. “Se metà del clero subisce atti ostili in Paesi a maggioranza cattolica, non si può più parlare di episodi marginali”, ha commentato Tang.
Pressioni legali e sociali sui cristiani europei
Oltre alla violenza fisica, il rapporto evidenzia un aumento della pressione legale e sociale sui cristiani in Europa tra il 2024 e il 2025.
Tra i casi citati:
- La persecuzione di cittadini che pregano in silenzio nelle cosiddette “zone di sicurezza” vicino ai centri per l’aborto nel Regno Unito.
- Il processo per ‘discorso d’odio’ contro la parlamentare finlandese Päivi Räsänen, accusata per aver citato la Bibbia.
- La vicenda della docente cristiana Kristie Higgs, che nel 2025 ha ottenuto una sentenza favorevole dalla Corte d’Appello britannica, che ha riconosciuto le sue convinzioni religiose come legalmente tutelate.
Le raccomandazioni di OIDAC Europe
Alla luce dei dati raccolti, OIDAC Europe propone:
- La nomina di un coordinatore europeo contro l’odio anticristiano, sul modello di quelli già esistenti per l’antisemitismo e l’islamofobia.
- L’adozione della nuova guida dell’OSCE, Understanding Anti-Christian Hate Crimes and Addressing the Security Needs of Christian Communities.
- Un sistema di raccolta dati più sistematico e omogeneo sui crimini contro i cristiani in tutta l’UE.
“È urgente rafforzare la libertà religiosa in Europa – conclude Tang – anche nel diritto di esprimere pubblicamente la propria fede senza timore di ritorsioni o censura.”






