L’assemblea CEI si è conclusa ieri con la recita dei Vespri e un appello ai governanti per il disarmo e la riconciliazione
Un appello alla pace
Si è chiusa ieri l’assemblea della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ad Assisi con la recita dei Vespri nella basilica inferiore di San Francesco. L’assemblea, iniziata lunedì scorso, verrà ufficialmente chiusa oggi con la visita di Papa Leone XIV nella città umbra.
“Noi, Pastori della Chiesa italiana, riuniti nella città di san Francesco, uomo di pace, auspichiamo che all’umanità siano risparmiati ulteriori lutti e tragedie e sia evitata la spaventosa ipotesi di una catastrofe dalle conseguenze incalcolabili”, ha dichiarato il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI e arcivescovo di Bologna, presiedendo la preghiera.
Il porporato ha richiamato il riferimento al tribunale di Cristo, sottolineando la responsabilità dei governanti:
“Quanto maggiori saranno state le responsabilità sulle spalle – lo diciamo con tremore, pensando alle nostre – tanto maggiore sarà il rischio nel giorno del giudizio”.
Zuppi ha inoltre ricordato l’impegno storico di San Paolo VI per la pace, citando il suo discorso all’ONU del 4 ottobre 1965:
“Non gli uni contro gli altri, non più, non mai! Il fine della nobile Istituzione è quello di agire contro la guerra e per la pace”.
Il cardinale ha sottolineato come per costruire la pace sia necessaria una conversione profonda di mentalità, ispirata al concetto francescano di penitenza e attenzione al bene comune:
“Convertirsi realmente – ha detto – significa mettere al bando le armi, a cominciare dalle testate atomiche, e impiegare ogni sforzo a servizio della pace”.
La meditazione dei Vespri
Durante i Vespri, Zuppi ha offerto una meditazione sul ruolo della Chiesa nella promozione della pace. Citando il grido del salmista:
“Ascolta, Signore, la mia voce… Abbi pietà di me! Rispondimi”,
il cardinale ha spiegato:
“È il grido che facciamo nostro in questa veglia per la pace, una preghiera di angoscia che sale da tutte le persone sprofondate nell’inferno della guerra”.
Ha ricordato che la Chiesa, “madre e mai neutrale”, sceglie sempre la pace e non la vittoria:
“Per trovare la pace bisogna combattere la logica della forza con le armi dell’amore, le uniche capaci di sconfiggere il demone ei demoni che si impadroniscono del mondo”.
Zuppi ha poi richiamato il messaggio francescano, ricordando San Francesco come “un uomo di pace che la cercava per tutti”.
Conferenza stampa e cammino sinodale
Ieri pomeriggio, il presidente della CEI ha tenuto una conferenza stampa alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, sottolineando il percorso sinodale della Chiesa italiana:
“Continuare a camminare insieme, ricercando tempi e modi per dare concretezza agli orientamenti e alle proposte emerse in questi anni”, ha affermato.
Zuppi ha ricordato che il cammino sinodale ha coinvolto oltre 500.000 persone, non solo all’interno delle comunità ecclesiali, ma anche in tavoli di lavoro con professori, giornalisti e sindaci.
“L’impegno è quello di vivere lo spirito e lo stile sinodale, promuovendo strumenti per essere una Chiesa collegiale e sinodale”, ha spiegato.
Il porporato ha definito l’assemblea odierna “un dibattito ricco, con tante diversità, ma anche con determinazione e speranza”. Tra le priorità emerse vi sono la chiarezza metodologica, la costruzione della comunità e l’attenzione al territorio, anche in aree isolate e segnate dall’individualismo.
Zuppi ha inoltre affrontato temi delicati come il suicidio assistito, dichiarando:
“Ci preoccupa soprattutto l’autonomia differenziata sul suicidio assistito”.
Infine, il cardinale ha commentato la visita di Papa Leone XIV ad Assisi, prevista per oggi:
“È espressione del legame e dell’affetto della Chiesa italiana verso il Papa. E viceversa”.
Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia di notizie in lingua italiana del gruppo di EWTN News. È stato riadattato per il pubblico di ewtn.it.






