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Tre cose da sapere sulle due basiliche papali dedicate ai Santi Pietro e Paolo a Roma

“Santi Pietro e Paolo”, Altare di Santa Caterina (1465), Schwabach, Germania. Artista sconosciuto. | Credito: Pubblico dominio
“Santi Pietro e Paolo”, Altare di Santa Caterina (1465), Schwabach, Germania. Artista sconosciuto. | Credito: Pubblico dominio

Il 18 novembre la Chiesa cattolica celebra la Dedicazione delle Basiliche dei Santi Pietro e Paolo, due luoghi fondamentali per la fede cristiana. Questo giorno ricorda non solo la loro storia millenaria, ma anche il significato spirituale e architettonico che ancora oggi attirano milioni di pellegrini a Roma.

1. Il significato storico della festa del 18 novembre

Nel IV secolo, il primo imperatore romano cristiano, Costantino, commissionò la costruzione di due basiliche distinte sui luoghi di sepoltura dei santi Pietro e Paolo, per permettere la venerazione pubblica dei due grandi apostoli, martiri ed evangelizzatori di Roma.

Dopo che il cristianesimo fu legalizzato nell’Impero romano con l’Editto di Milano emanato da Costantino nel 313, la costruzione della prima Basilica di San Pietro iniziò nel 319 e fu consacrata da papa Silvestro il 18 novembre 326. I documenti storici indicano che papa Silvestro consacrò anche la prima basilica costruita da Costantino in onore dell’apostolo Paolo il 19 novembre, intorno all’anno 330.

Le masse di pellegrini che giungevano per pregare sulle tombe del “Principe degli Apostoli” e dell’“Apostolo delle genti” resero necessarie continue riparazioni, restauri ed ampliamenti delle basiliche costantiniane.

Nel 1506, papa Giulio II ordinò la demolizione dell’originaria basilica di San Pietro per dare inizio alla costruzione della seconda, quella che vediamo ancora oggi. Papa Urbano VIII consacrò solennemente la nuova e grandiosa basilica di San Pietro 120 anni dopo, il 18 novembre 1626.

Nel corso dei secoli, anche la basilica dedicata a San Paolo subì diversi restauri e due importanti ricostruzioni. L’attuale Basilica di San Paolo fuori le Mura è la terza costruita sopra il luogo di sepoltura dell’apostolo. Nel 1854 — dopo il devastante incendio del 1823 e oltre trent’anni di lavori — papa Pio IX consacrò la nuova basilica e fissò al 18 novembre la sua commemorazione.

2. Il valore architettonico delle due basiliche

Con storie che si estendono per quasi duemila anni, sia la Basilica di San Pietro che quella di San Paolo fuori le Mura portano i segni di molteplici stili architettonici, dal periodo paleocristiano fino ai giorni nostri.

La celebre basilica cinquecentesca di San Pietro, visitata ogni anno da milioni di turisti e pellegrini, richiese più di un secolo per essere completata ed è fortemente influenzata dai canoni artistici del Rinascimento e del Barocco.

Progettato dallo scultore e architetto italiano Gian Lorenzo Bernini, il baldacchino in bronzo alto 29 metri, è un capolavoro barocco che si erge sopra l’altare maggiore, situato esattamente sopra la tomba di San Pietro. Per sottolineare il primato dell’apostolo tra i Dodici, il baldacchino è decorato con cherubini che reggono la tiara papale e le “chiavi del Regno dei cieli” affidate da Gesù a Pietro e ai suoi successori. Bernini fu anche autore della celebre forma a “chiave” di Piazza San Pietro.

Nel corso della sua storia, la basilica romana dedicata a San Paolo ha testimoniato la lunga tradizione artistica della Chiesa cattolica. Prima dell’incendio del 1823, essa custodiva opere e reperti storici risalenti al periodo paleocristiano, bizantino, rinascimentale e barocco.

Ricostruita per ricalcare fedelmente l’aspetto della basilica andata distrutta, l’attuale basilica di San Paolo fuori le Mura presenta elementi ispirati a vari stili architettonici, dal Medioevo fino ai progetti contemporanei del XXI secolo.

La Porta Santa di questa basilica maggiore fu progettata da Enrico Manfrini in preparazione al Grande Giubileo del 2000. All’interno, si trova ancora la porta bizantina, realizzata nel 1070, che raffigura scene della vita di Cristo e dei primi cristiani.

3. Il significato spirituale delle due basiliche

I luoghi di sepoltura dei due santi patroni di Roma continuano ad essere importanti mete di pellegrinaggio per i cristiani.

La Basilica di San Pietro e la Basilica di San Paolo fuori le Mura — due delle quattro basiliche papali presenti a Roma — attirano ogni anno milioni di visitatori, affascinati dal loro valore storico, artistico e architettonico. Tuttavia, per i pellegrini cristiani, esse possiedono una rilevanza spirituale ancora più profonda, in quanto legano la fede in Gesù e nella sua Chiesa alla testimonianza di due degli apostoli più importanti, che hanno guidato generazioni di credenti con la loro predicazione e il loro martirio.

Il 29 giugno 2024, solennità dei Santi Pietro e Paolo, papa Francesco ha invitato tutti i fedeli cattolici a imitarne l’esempio e a “spalancare le porte” della Chiesa durante il Giubileo del 2025, Anno della Speranza:

«Il giubileo sarà un tempo di grazia, durante il quale apriremo la Porta Santa perché tutti possano varcare la soglia di quel “santuario vivente” che è Gesù», ha detto il Santo Padre durante l’omelia.

La Porta Santa della Basilica di San Pietro è stata aperta la notte di Natale del 2024, dando inizio ufficiale al Giubileo; quella di San Paolo fuori le Mura è stata aperta il 5 gennaio 2025. La prima verrà chiusa il 6 gennaio 2026, mentre la seconda il 28 dicembre 2025.

Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato sulla Catholic News Agency.

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