Lo “zar delle frontiere” Tom Homan critica il messaggio dei vescovi: “Incoraggia viaggi pericolosi verso gli Stati Uniti”
Il messaggio dei vescovi sull’immigrazione
Durante l’Assemblea Plenaria Autunnale del 2025 a Baltimore, oltre il 95% dei vescovi statunitensi ha approvato un messaggio speciale sull’immigrazione, in cui si afferma:
“Ci opponiamo alle deportazioni di massa e indiscriminate… Ci rattrista profondamente il tono assunto dal dibattito contemporaneo e la crescente denigrazione degli immigrati”.
Il documento cita le Scritture, come Luca 10,30‑37 sul Buon Samaritano e Matteo 25, dove “vediamo Colui che è nei più piccoli”, sottolineando che il volto di Cristo può essere visto nel migrante. I vescovi aggiungono:
“La preoccupazione della Chiesa per il prossimo e la nostra preoccupazione qui per gli immigrati sono una risposta al mandato del Signore di amare come Lui ci ha amati (Giovanni 13,34)”.
Il messaggio riconosce anche la necessità di confini sicuri, affermando che le nazioni devono controllare i propri confini e stabilire un sistema di immigrazione giusto e ordinato per il bene comune.
La dura risposta di Tom Homan
Tom Homan, ex direttore dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e soprannominato “zar delle frontiere”, ha criticato energicamente il messaggio dei vescovi. Intervistato da EWTN News il 14 novembre, Homan ha dichiarato:
“La Chiesa Cattolica sbaglia. Mi dispiace. Sono cattolico da tutta la vita. Lo dico non solo come zar delle frontiere, ma come cattolico. Credo che, a mio avviso, dovrebbero dedicare tempo a sistemare la Chiesa Cattolica”.
Homan sostiene che il messaggio possa essere interpretato come un invito a violare le leggi statunitensi, esponendo migranti a viaggi pericolosi:
“Se questo è il messaggio che inviamo al mondo intero, la gente continuerà a mettersi in pericolo per venire nella migliore nazione della terra”.
Secondo Homan, durante l’amministrazione Biden oltre 4.000 stranieri sono morti tentando di entrare negli Stati Uniti, mentre 40 milioni di americani sono morti a causa del fentanyl.
Confini sicuri e rispetto della legge
Homan ha sottolineato l’importanza di confini sicuri per salvare vite, citando il ruolo dell’ICE:
“L’ICE ha inviato un messaggio al mondo intero: ‘Non consegnare i risparmi di tutta la tua vita per venire in questo paese, perché non sarai rilasciato. Non attraverserai illegalmente la frontiera. Sarai processato’”.
La sottosegretaria per la Sicurezza Nazionale, Tricia McLaughlin, ha ribadito che l’agenzia punta ai “peggiori tra i peggiori stranieri illegali criminali”, inclusi assassini, stupratori, pedofili, membri di gang e terroristi.
La posizione della Chiesa e del Papa
Nonostante le critiche dell’amministrazione, la Chiesa cattolica continua a evidenziare l’aspetto umano della questione. Alcune diocesi hanno adottato misure per proteggere i fedeli vulnerabili:
- A San Bernardino, California, il vescovo Alberto Rojas ha concesso una dispensa dall’obbligo di partecipare alla Messa domenicale a chi rischia la deportazione.
- La Diocesi di Nashville ha preso iniziative simili, invitando i fedeli a tutelare la propria sicurezza.
Anche Papa Leone XIV è intervenuto sul tema il 4 novembre:
“Molte persone che hanno vissuto per anni e anni senza mai creare problemi sono state profondamente colpite da ciò che sta accadendo in questo momento… Gesù lo dice chiaramente… alla fine del mondo ci sarà chiesto… come hai accolto lo straniero? Lo hai accolto o no? E credo che sia necessaria una profonda riflessione su ciò che sta accadendo”.
Il Papa ha inoltre invitato le autorità a permettere agli agenti pastorali di occuparsi dei bisogni dei detenuti, sottolineando l’importanza della compassione e dell’accoglienza verso gli stranieri.
Articolo precedentemente pubblicato da CNA – agenzia di notizie in lingua inglese di EWTN News. È stato tradotto e riadattato dalla redazione di ewtn.it.





