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AI e fede: un’alleanza possibile

Presso la Pontificia Università Gregoriana, si è svolto un importante incontro dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nella vita e nella missione della Chiesa. Esperti, aziende e leader cattolici si sono confrontati su come rendere questa tecnologia uno strumento etico e al servizio della dignità umana.

Un forum per costruire il futuro insieme

Dal 6 al 7 novembre, la Pontificia Università Gregoriana ha ospitato il Builders AI Forum, riunendo esperti di intelligenza artificiale, rappresentanti di aziende come Microsoft e HP, investitori e leader cattolici. Obiettivo: riflettere sullo sviluppo di un’IA che serva l’uomo, la società e la missione della Chiesa.

L’evento ha esplorato applicazioni pratiche nei settori dell’educazione, della sanità, dei media e dell’evangelizzazione. Il giornalista Andreas Thonhauser, di EWTN Vatican, ha sottolineato la presenza significativa del mondo tech, domandandosi: “Perché aziende come Microsoft o HP sono interessate a collaborare con la Chiesa?”

Etica, missione e tecnologia: un dialogo necessario

Matthew Sanders, CEO di Longbeard, ha offerto una risposta articolata:
“Credo che le aziende vedano un’opportunità nel servire un mercato importante. Ci sono molti cattolici nel mondo, e loro ritengono che le proprie piattaforme tecnologiche possano essere utili nel sostenere questa missione. Ma, al di là di questo, credo che molte aziende — soprattutto i laboratori di intelligenza artificiale — siano consapevoli che, man mano che queste IA diventano sempre più intelligenti e potenti, hanno bisogno di una comprensione filosofica. Devono avere una sorta di codice morale che le guidi.”

Durante i workshop tematici, i partecipanti hanno discusso dei confini etici dell’IA, cercando di sviluppare strumenti che rispettino la dignità umana e rispondano alle esigenze reali delle persone.

Raccontare la fede con nuovi strumenti

Tra i partecipanti, anche Sean Graber, presidente di EWTN Digital, ha condiviso la propria esperienza nell’uso dell’intelligenza artificiale nel campo della comunicazione cattolica.

“Ha un ruolo enorme. L’intelligenza artificiale sta letteralmente sconvolgendo il mondo e ci sta permettendo di fare molte cose che prima non eravamo in grado di fare,” ha affermato.
“Stiamo sperimentando l’IA nella creazione di contenuti, nel brainstorming su come evangelizzare e raccontare storie… ma anche in modi più pratici: come sviluppiamo i software, costruiamo le app, le promuoviamo e raccontiamo i nostri stessi prodotti per portarli nel mondo.”

La voce del Papa e l’invito all’audacia

Papa Francesco ha voluto far sentire la propria vicinanza ai partecipanti con un messaggio che invita alla vigilanza e alla responsabilità:

«Grazie a tutti coloro che lavorano per garantire che le tecnologie emergenti rimangano orientate alla dignità della persona umana e al bene comune.»

Anche Fr. Stephen Wang, rettore del Venerabile Collegio Inglese, ha incoraggiato la partecipazione attiva dei cattolici in questo campo:
“I cattolici devono essere presenti, devono essere coinvolti e correre dei rischi per essere creativi. Altrimenti, rimarremo indietro e dovremo rincorrere gli altri.”

Un discernimento continuo

Il giornalista Andreas Thonhauser ha chiesto se la Chiesa debba organizzare più incontri come questo per comprendere meglio le nuove tecnologie. La risposta di Fr. Michael Kong, sacerdote australiano e influencer, è chiara:
“Cerchiamo di usare tutte queste cose, a nostra disposizione, per le giuste ragioni e anche per i giusti scopi.”

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