Sala Clementina in Vaticano gremita di registi, attori e artisti per celebrare l’arte cinematografica e il suo ruolo sociale
Un’arte giovane e centenaria
Questa mattina, Papa Leone XIV ha ricevuto in Sala Clementina numerosi rappresentanti del cinema internazionale, tra cui Monica Bellucci, Cate Blanchett, Abel Ferrara, Matteo Garrone e Liliana Cavani.

“Il cinema è un’arte giovane, sognatrice e un po’ irrequieta, anche se ormai centenaria. Proprio in questi giorni compie centotrent’anni, a far conto da quella prima proiezione pubblica, realizzata dai fratelli Lumière il 28 dicembre 1895 a Parigi”, ha detto il Pontefice ai presenti. “Inizialmente, il cinema appariva come un gioco di luci e di ombre, per divertire e impressionare. Ma ben presto quegli effetti visivi hanno saputo manifestare realtà ben più profonde, fino a diventare espressione della volontà di contemplare e di comprendere la vita”.
Papa Leone XIV ha dato udienza stamattina al mondo del Cinema, presso la Sala Clementina, in Vaticano. Tra i tanti ospiti, Cate Blanchett, Sergio Castellitto, Monica Bellucci, Viggo Mortensen, Emir Kusturica, Chris Pine e Spike Lee. pic.twitter.com/2zGR7AhOzB
— EWTN Italia 🇮🇹 (@EwtnItalia) November 15, 2025
Il cinema come narrazione dell’anima
Papa Leone XIV ha sottolineato come il cinema sappia trasformare l’intrattenimento in uno spazio di riflessione spirituale:
“È bello riconoscere che, quando la lanterna magica del cinema si accende nel buio, s’infiamma in simultanea lo sguardo dell’anima, perché il cinema sa associare quello che sembra essere soltanto intrattenimento con la narrazione dell’avventura spirituale dell’essere umano”.

In un videomessaggio precedente all’incontro, il Pontefice aveva rivelato i suoi film preferiti: La vita è meravigliosa (1946), Tutti insieme appassionatamente (1965), Gente Comune (1980) e La vita è bella (1997).
“Uno dei contributi più preziosi del cinema è aiutare lo spettatore a tornare in sé stesso, a guardare con occhi nuovi la complessità della propria esperienza, a riscoprire, in questo esercizio, una porzione di quella speranza senza la quale la nostra esistenza non è piena”, ha spiegato Papa Leone XIV.
Cinema e società: tra cultura e responsabilità
Il Pontefice ha richiamato l’attenzione sul ruolo sociale e culturale del cinema:
“L’arte del cinema e l’esperienza cinematografica sono in pericolo. Invito le istituzioni a non rassegnarsi e a cooperare per affermare il valore sociale e culturale di questa attività”, ha detto, ricevendo un applauso dai presenti.

Ha inoltre sottolineato la responsabilità degli autori:
“Recuperare l’autenticità dell’immagine per salvaguardare e promuovere la dignità umana è nel potere del buon cinema e di chi ne è autore e protagonista. Non abbiate paura del confronto con le ferite del mondo… Il grande cinema non sfrutta il dolore: lo accompagna, lo indaga”.
Un’arte corale e comunitaria
Papa Leone XIV ha concluso il suo discorso ricordando che fare cinema è un lavoro comunitario:
“La realizzazione di un film è un atto comunitario, un’opera corale in cui nessuno basta a sé stesso… Che il vostro cinema resti sempre un luogo d’incontro, una casa per chi cerca senso, un linguaggio di pace”.

L’incontro, promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, in collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione e i Musei Vaticani, si colloca nella continuità delle iniziative culturali del Vaticano, tra cui gli incontri con artisti e il recente Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura.
Articolo precedentemente pubblicato da acistampa – agenzia di notizie del gruppo EWTN News. È stato riadattato per il pubblico di ewtn.it.






