Durante l’udienza generale di questa settimana, Papa Leone XIV ha rivolto un pressante appello alla comunità cattolica e internazionale: guidare con responsabilità lo sviluppo dell’intelligenza artificiale affinché sia sempre al servizio dell’uomo. Il pontefice ha ribadito che la tecnologia, quando non è orientata al bene comune, rischia di trasformarsi in uno strumento che sacrifica la dignità umana a favore del profitto.
Una Chiesa radicata nel Vangelo, non nel successo mondano
Davanti a una folla record di pellegrini, Papa Leone XIV ha richiamato i fedeli a non misurare la vitalità della Chiesa in base alla popolarità o al potere.
«La nostra forza — ha detto — non viene dai numeri o dalle strategie, ma dalla fedeltà a Cristo.»
Ha sottolineato che il rischio di cedere a criteri mondani può indebolire la testimonianza e la missione evangelica.
Parolin: «Proteggere i minori nell’era digitale è una responsabilità globale»
Il tema dell’intelligenza artificiale è stato ripreso anche dal cardinale Pietro Parolin durante una conferenza internazionale a Roma dedicata alla tutela dei minori nel mondo digitale. Il segretario di Stato vaticano ha evidenziato come le piattaforme basate su algoritmi intelligenti possano esporre i bambini a contenuti pericolosi, manipolazioni e violazioni della privacy.
Ha invitato governi, istituzioni e società civile a un impegno comune per garantire che lo sviluppo tecnologico non metta a rischio i più vulnerabili.
Il Papa denuncia le dipendenze moderne: «Distruggono la libertà»
Nel corso della settimana, Papa Leone XIV ha anche affrontato il problema delle dipendenze contemporanee, dalla pornografia all’uso compulsivo di internet.
Le ha definite «distruttrici silenziose della libertà e delle relazioni umane», esortando pastori e comunità cristiane a offrire ascolto, accompagnamento e percorsi di guarigione per chi ne è vittima.
I film preferiti del Papa: quando l’arte diventa speranza
Infine, il Santo Padre ha condiviso alcuni dei suoi film preferiti, tra cui Tutti insieme appassionatamente e La vita è bella.
Ha lodato questi classici per la loro capacità di trasmettere messaggi di speranza, amore e bontà, ricordando che l’arte può essere una fonte preziosa di consolazione e ispirazione nella vita quotidiana.






