Il primo viaggio internazionale del Pontefice toccherà due Paesi legati al cristianesimo primitivo, con comunità cristiane in situazioni opposte
Due Paesi, due realtà cristiane
Il primo viaggio internazionale di Papa Leone XIV lo porterà in Turchia e Libano, due terre di profonda valenza biblica e storica, ma accomunate da un passato complesso e da sfide presenti molto diverse.
In Turchia, la popolazione cristiana è oggi minima, poche centinaia di migliaia di persone su 87 milioni di abitanti. L’Anatolia, un tempo abitata per circa il 20% da cristiani, oggi ne è quasi completamente priva. Centinaia di migliaia di cristiani furono massacrati durante la Prima Guerra Mondiale, in eventi che il mondo condanna come genocidi armeno, siriaco e pontico, ancora negati dallo Stato turco.
“Il Papa incontrerà i leader delle minuscole comunità cristiane greche, armene e siriache di Istanbul, incluso visitare la Chiesa siriaca ortodossa di Mor Efrem, l’unica nuova chiesa costruita in Turchia negli ultimi 100 anni”, sottolinea la cronaca dei preparativi del viaggio.
Al contrario, il Libano ospita ancora una comunità cristiana consistente, principalmente maronita. Sebbene profondamente colpito da crisi economica e sociale, il Paese mantiene istituzioni e tradizioni cristiane vitali: i cristiani occupano metà dei seggi parlamentari e posizioni chiave come la presidenza della Repubblica e il comando delle Forze Armate.
“In Libano esistono ancora tutte le componenti di una presenza cristiana vivente e vibrante, soprattutto cattolica maronita. È l’ultimo cuore cristiano rimasto nell’Asia occidentale”, scrivono gli analisti.
Turchia: memoria storica e sfide contemporanee
La Turchia moderna è una potenza in crescita e membro chiave della NATO, ma resta segnata da tensioni religiose e politiche. Il presidente Recep Tayyip Erdoğan è visto come un leader visionario e allo stesso tempo autoritario, capace di reprimere il dissenso politico e limitare l’attività missionaria cristiana.
“Sebbene il governo turco sarà un ospite cordiale per il Santo Padre, sentimenti anticristiani, antisemiti e antioccidentali sono comuni nella Turchia di Erdoğan e spesso incoraggiati da chi è al potere”, si legge nel dossier diplomatico.
Papa Leone XIV visiterà Istanbul, la celebre Moschea Blu e incontrerà le comunità cristiane locali. Non visiterà però Ayasofya, la storica Basilica di Santa Sofia, oggi moschea, per rispetto verso gli ortodossi. A Iznik (Nicea) commemorerà il 1700° anniversario del primo concilio ecumenico, anche se la basilica originaria è ora moschea.
Libano: radici profonde sotto minaccia
Se la Turchia rappresenta una fiamma cristiana quasi estinta, il Libano è come un albero ancora radicato, sebbene scosso da tempeste economiche e sociali. La migrazione dei giovani, l’inflazione e l’instabilità politica minacciano la continuità della comunità cristiana, ma il tessuto religioso rimane vitale.
“Mentre l’eredità cristiana della Turchia appartiene soprattutto al passato, in Libano i cristiani conservano ancora città e villaggi interamente cristiani, in particolare nelle montagne a nord di Beirut”, spiegano gli esperti.
Il messaggio del Papa
In entrambi i Paesi, Papa Leone XIV sarà impegnato nel dialogo interreligioso e nel sostegno alle comunità cristiane. In Turchia, cercherà di ravvivare le braci di una fiamma morente; in Libano, l’obiettivo è proteggere e sostenere un albero profondamente radicato, preservandone la vita e la vitalità.
Il viaggio si inserisce in una visione più ampia: ricordare la storia del cristianesimo primitivo, sostenere chi oggi vive in minoranza e promuovere dialogo e coesistenza pacifica tra religioni in regioni segnate da conflitti, passato e presente.
Articolo pubblicato precedentemente dal Catholic National Register – facente parte del gruppo in lingua inglese di EWTN News. È stato tradotto e riadattato dal team di ewtn.it.





