Sette giorni di incontri, riflessioni e celebrazioni hanno riunito studenti, accademici e religiosi a Roma per il Giubileo del Mondo dell’Educazione, un evento che ha mostrato il volto universale della missione educativa della Chiesa e si è concluso con la proclamazione di San John Henry Newman Dottore della Chiesa.
Una settimana per riscoprire la vocazione educativa
Dal 27 ottobre al 2 novembre, Roma ha ospitato uno degli eventi più lunghi e significativi dell’Anno Santo: il Giubileo del Mondo dell’Educazione. Dedicato a scuole e università, incluse quelle ecclesiastiche, l’iniziativa ha voluto sottolineare l’urgenza di farne “una costellazione di speranza” per orientare e illuminare il cammino delle nuove generazioni.
Nel corso della settimana si sono susseguiti convegni, incontri, momenti spirituali e celebrazioni liturgiche promossi dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione, con la partecipazione attiva di giovani provenienti da tutto il mondo.
Le sfide globali dell’educazione oggi
L’arcivescovo Carlo Maria Polvani, segretario del Dicastero, ha sottolineato che “l’educazione, non solo quella cattolica, si trova oggi ad affrontare enormi sfide. Una delle difficoltà, almeno nel mondo più industrializzato, è il calo del numero di studenti dovuto all’impatto demografico. Un altro problema è la fragilità di molte persone che frequentano la scuola, una fragilità che non avevamo mai visto a questi livelli. Un’ulteriore sfida è l’impatto dell’intelligenza artificiale. Ci auguriamo che la Chiesa cattolica, sotto la guida di papa Leone, possa dare risposte concrete a queste sfide”.
Durante il congresso “Costellazioni educative – Un patto con il futuro”, oltre 5.000 partecipanti si sono confrontati su questi temi, riconoscendo la necessità di una risposta educativa integrale e cattolica.
L’educazione come spazio condiviso
Giulia Cullurà, archivista presso il Dicastero, ha spiegato che “l’idea è essenzialmente quella di avere 5 spazi condivisi che corrispondono a 5 modi diversi di esserci. Questi 5 spazi animano e creano quelle che sono le costellazioni educative all’interno del villaggio educativo globale”.
Papa Leone XIV è stato una presenza costante e ispiratrice durante l’intera settimana. Ha presieduto la Messa inaugurale, che ha segnato anche l’apertura del nuovo anno accademico per le università cattoliche, e ha firmato una Lettera Apostolica per il sessantesimo anniversario della Gravissimum Educationis.
“Siete stelle che formano costellazioni”
Il momento più atteso è stato l’incontro con gli studenti il 30 ottobre, durante il quale il Papa ha proposto una potente immagine educativa: “l’educazione è come un telescopio: ci permette di guardare oltre e scoprire ciò che altrimenti non vedremmo”. Poi ha aggiunto: “ma, come dicevo, una stella da sola resta un punto isolato. Quando si unisce alle altre, invece, forma una costellazione, come la Croce del Sud. Così siete voi: ognuno è una stella, e insieme siete chiamati a orientare il futuro. L’educazione unisce le persone in comunità vive e organizza le idee in costellazioni di senso”.
Intelligenza artificiale e diritto all’educazione
Molti interventi si sono soffermati sull’urgenza di garantire il diritto all’educazione in tutto il mondo. Padre Roberth Alexander Hernández Gómez, capo ufficio del Dicastero, ha dichiarato: “soprattutto, abbiamo discusso delle questioni riguardanti il diritto all’educazione… perché, purtroppo, ci sono ancora alcuni Paesi in cui questo diritto non esiste o è molto limitato. Poi abbiamo avuto una seconda sessione, dedicata ai grandi cambiamenti che il mondo sta vivendo oggi… tra questi, la intelligenza artificiale, sempre più presente. Si è quindi riflettuto sulla risposta dell’educazione cattolica a questo nuovo fenomeno e ai nuovi paradigmi che stanno emergendo nel nostro tempo”.
La liturgia come segno di universalità
Padre Piotr Bajor ha ricordato che anche la liturgia è stata pensata per riflettere la dimensione globale della Chiesa: “anche la liturgia della Messa, che è altrettanto significativa, e le preghiere dei fedeli sono state redatte in varie lingue, come il coreano, il cinese e l’arabo. Ciò mette in risalto le periferie del mondo, dove ci sono anche molte università cattoliche in Asia e in Africa. Abbiamo sviluppato questo spazio in modo molto approfondito. Come sottolinea il nostro Prefetto, il Cardinale Mendonça: questo Giubileo esiste per mostrare al mondo – e a noi stessi – la ricchezza del sistema della Chiesa, la sua struttura educativa e l’educazione cattolica”.
Newman, maestro della pedagogia cattolica
Il Giubileo si è concluso con una solenne Messa in Piazza San Pietro, durante la quale papa Leone XVI ha proclamato San John Henry Newman Dottore della Chiesa, definendolo “un maestro della teoria e pratica dell’educazione”, che ci invita a offrire la “Luce Benevola” della fede nella Provvidenza.





