Quarant’anni dopo il suo martirio, la figura di padre Jerzy Popiełuszko continua a ispirare credenti e giovani in tutto il mondo. La sua famiglia, riunita a Roma, rinnova il ricordo del sacerdote polacco che sfidò il regime comunista con la forza della fede e della verità.
Un martirio che scosse la Polonia
Nel 1984, il sacerdote polacco padre Jerzy Popiełuszko fu assassinato dai servizi di sicurezza comunisti. Rapito, picchiato a morte e gettato in un bacino d’acqua, divenne il simbolo della resistenza spirituale contro l’oppressione del regime.
Conosciuto per la sua ferma opposizione al comunismo, celebrava le “messe per la patria”, durante le quali predicava la dignità umana, la libertà e la forza della verità. Beatificato nel 2010 da papa Benedetto XVI, è oggi venerato come martire della fede e testimone del Vangelo nella storia contemporanea.
“Torna indietro”: il ricordo di un fratello
Il fratello del Beato, Józef Popiełuszko, ricorda con emozione il giorno in cui apprese della scomparsa di Jerzy: “Beh, in quel periodo mi trovavo in Germania, a casa della vicina di mia sorella, facendo qualche lavoro per tirare avanti. Ero andato lì per lavorare, e mentre mi trovavo là, la moglie chiamò per chiedermi se sapessi qualcosa di padre Jerzy… ma io non sapevo nulla, perché stavo ancora lavorando al servizio forestale. Poi mi richiamò, dicendo: ‘Torna indietro’. Presi l’auto e partii subito. Arrivai a Varsavia… c’ero stato tante volte, sapevo esattamente da dove venivo. C’erano così tanti fiori, così tante candele…”.
Durante il processo contro gli assassini di suo fratello, Józef e la sua famiglia furono minacciati da uno dei responsabili del delitto, costringendoli a mandare i figli negli Stati Uniti per metterli al sicuro.
“Non ci sarebbero stati più Piotrowski, ma nemmeno più Popiełuszko”
Marek Popiełuszko, nipote del Beato, ricorda quelle parole come un momento decisivo per la sua famiglia: “E dopo il processo, al quale mio padre partecipò ogni singolo giorno, sentì da Piotrowski (forse non con queste stesse parole, ma in questo senso) un messaggio che diceva che non ci sarebbero stati più Piotrowski, ma nemmeno più Popiełuszko. Mio padre interpretò quelle parole come una minaccia e, insieme a mia madre, decise che doveva proteggere noi figli.”
Dieci anni fa, Marek e suo padre Józef hanno fondato la Fondazione Beato Jerzy Popiełuszko, con l’obiettivo di custodire e diffondere l’eredità spirituale del sacerdote, in particolare tra i giovani.
“Autenticità e coraggio”: l’eredità di padre Jerzy
Eliza Pardyka, 19 anni, presidente del Consiglio giovanile della Fondazione, spiega perché la figura di padre Jerzy continua a parlare al cuore dei giovani: “Sai, ciò che davvero mi ispira in padre Jerzy è la sua autenticità e il suo coraggio. Perché la sua autenticità? Perché era sempre lo stesso, semplicemente se stesso, qualunque fosse la situazione in cui si trovava. Rimaneva sempre fedele a sé stesso, alla sua coscienza e alla sua fede.”
Oggi la Fondazione sta realizzando un museo a Okopy, la città natale del Beato, per onorarne la memoria e trasmetterne il messaggio di libertà e di fede alle nuove generazioni.
Una pietra per la libertà e la fede
In occasione dell’udienza generale in Vaticano, i membri della Fondazione Popiełuszko hanno chiesto a papa Leone XIV di benedire una pietra destinata al futuro museo, simbolo della vita offerta del sacerdote e della sua missione di verità.
“È stata un’esperienza straordinaria… ne sono ancora profondamente colpito. È stato meraviglioso, e spero che la prossima volta potremo partecipare alla canonizzazione, magari presto. Forse il Santo Padre prenderà in esame la questione più da vicino, come gli ho chiesto, e potremo tornare qui ancora una volta”, ha detto con emozione Marek Popiełuszko.






