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Un anno dopo il Sinodo sulla sinodalità

A un anno dalla pubblicazione del documento finale del Sinodo sulla sinodalità, la Chiesa prosegue il suo percorso verso una partecipazione più ampia, trasparente e corresponsabile, con l’impegno di Papa Francesco prima e di Papa Leone XIV oggi.

Dal documento finale all’azione concreta nelle Chiese locali

Dopo un cammino triennale, il Sinodo sulla sinodalità ha raggiunto un momento decisivo nel 2024 con la pubblicazione del documento finale. Quel testo non ha chiuso un processo, ma lo ha aperto a nuovi sviluppi: le Chiese locali, infatti, sono state chiamate a mettere in pratica le raccomandazioni emerse attraverso processi di discernimento e decisione condivisa.

Nel marzo 2025, Papa Francesco ha approvato un processo di follow-up, volto ad attuare i punti chiave del documento a livello diocesano, nazionale e internazionale, istituendo gruppi sinodali per:

«Animare il territorio e formarlo alla capacità di ascolto».

Padre Giacomo Costa: «Non normative da applicare, ma un lavoro da fare»

Padre Giacomo Costa, segretario speciale del Sinodo dei Vescovi, ha spiegato il senso profondo di questo lavoro ecclesiale:

«Papa Francesco ci ha invitati a prenderer sul serio le indicazioni che sono emerse dall’assemblea sinodale, affidandole a tutte le chiese locali. Quindi non si tratta di applicare le normative già scritte, ma di fare proprio un lavoro nelle chiese locali per vedere come queste indicazioni possano aiutare a crescere la Chiesa e a crescere come Chiesa sinodale.»

Tra i temi chiave del documento figurano la promozione della trasparenza e della responsabilità da parte dei pastori, la valorizzazione della partecipazione dei fedeli, e l’idea di un’autorità vissuta come servizio, non come potere.

«La sinodalità è allo stesso tempo un modo di crescere proprio nel partecipare tutti come battezzati nella missione e anche di capire il modo di esercitare l’autorità, non sopprimerla o eliminarla, ma invece di viverla proprio al servizio della unità di tutta la Chiesa per la missione.

Chi lo sperimenta vive un potenziamento dell’autorità: viene riconosciuta non solo perché occupa un posto, ma perché veramente sa guidare questa varietà in un cammino condiviso per la missione.»

Il dibattito sul ruolo delle donne e il rifiuto del clericalismo

Uno dei temi che ha suscitato maggiore dibattito è stato quello del diaconato femminile. Pur riconoscendo l’importanza della presenza delle donne nella vita ecclesiale, Papa Francesco ha escluso l’ordinazione femminile, chiarendo che:

Il ruolo delle donne nella Chiesa deve essere di primo piano, ma questo non significa “clericalizzare” le donne.

Papa Leone XIV e la continuità del cammino sinodale

Dopo la morte di Papa Francesco, il lavoro dei gruppi di studio ha subito alcuni ritardi. I loro rapporti sull’attuazione del documento finale sono ora attesi entro la fine del 2025.

Nel frattempo, Papa Leone XIV, eletto l’8 maggio 2025, ha confermato la volontà di proseguire nel cammino della sinodalità. Nel suo primo messaggio dalla loggia centrale ha dichiarato:

«A tutti voi, fratelli e sorelle di Roma, d’Italia, di tutto il mondo: vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, che cerca sempre la carità, che cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono.»

Nel mese di settembre, nella sua prima intervista da Pontefice, Papa Leone ha definito la sinodalità come:

«Un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere» attraverso il dialogo — e ha aggiunto — «un antidoto alla polarizzazione».

Il Giubileo dei gruppi sinodali: segno di partecipazione ecclesiale

Dal 24 al 26 ottobre 2025, il Vaticano ha ospitato il Giubileo dei gruppi sinodali e degli organismi partecipativi, accogliendo iscritti da tutti e cinque i continenti. Al centro dell’evento: l’ascolto reciproco e il dialogo con il Papa.

Padre Giacomo Costa ha spiegato:

«Papa Leone è al centro, risponderà alle domande dei vari continenti. Ciascuno presenterà il lavoro fatto e porrà una domanda al Santo Padre, che rientrerà in questo dialogo, che è così fondamentale: lo stile di dialogo tra chi ha la responsabilità e tutto il resto della Chiesa. Il Papa poi celebrerà l’eucarestia, con cui terminerà affidando proprio al Signore questo cammino.»

Uno sguardo al futuro: assemblee continentali nel 2028

Il cammino sinodale non si ferma. Il primo e il secondo semestre del 2028 saranno dedicati alle assemblee continentali di valutazione, culminando nella pubblicazione dell’Instrumentum Laboris per la prossima grande assemblea sinodale, prevista per ottobre 2028.

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