Tra le strade sterrate e i sentieri ripidi della sierra di Lambayeque, in Perù, una camionetta Mahindra continua a scrivere storie nella Diocesi di Chiclayo. Ma non si tratta di un veicolo qualunque: è la stessa camionetta che appartenne a Papa Leone XIV quando era vescovo di quella diocesi.
Oggi, questa pickup percorre ancora gli stessi itinerari che lui attraversava per raggiungere gli angoli più remoti della diocesi.
Padre Aarón Meca Puse, sacerdote chiclayano della parrocchia San José Obrero (La Victoria) e uno dei responsabili del veicolo, ricorda con affetto l’arrivo di questo mezzo di trasporto:
“Il 12 dicembre 2015 ci si rese conto che era necessario procurarsi una camionetta per potersi spostare, perché la nostra diocesi è vasta e con zone molto difficili. Allora il Papa — all’epoca monsignor Prevost — vide la necessità di acquistare una Mahindra. È una 4×4, un fuoristrada, proprio come lui ci chiedeva di essere: sacerdoti tutto terreno,” ha raccontato il p. Meca ad ACI Prensa.
Una diocesi di contrasti e strade difficili
La Diocesi di Chiclayo comprende non solo la città costiera omonima, ma anche vaste zone rurali e montuose di difficile accesso, come Cañaris, Incahuasi, Uyurpampa e Santa Cruz, quest’ultima appartenente a Cajamarca ma servita pastoralmente da Chiclayo.
“Raggiungere queste comunità è complicato. A volte la strada è a una sola corsia: a sinistra la montagna, a destra il precipizio. Durante la stagione delle piogge il fango rende il percorso scivoloso e le ruote slittano. Ma il Papa — allora monsignor Robert Prevost — non aveva paura di arrivare fin là,” ricorda il sacerdote.
La Mahindra, rinomata per la sua resistenza nei terreni accidentati, fu scelta proprio per la sua robustezza. Costruita in India, la marca è conosciuta per i suoi veicoli adatti alle zone rurali di America Latina e Africa.
Il Papa che insegnava a guidare
Oltre alla sua passione per la guida, l’allora vescovo di Chiclayo vedeva nell’automobile un modo per formare e accompagnare i suoi sacerdoti.
“A monsignor Robert piaceva guidare, ma se qualcuno lo accompagnava diceva: ‘Guida tu’. Ti insegnava come fare, ti dava fiducia. Era generoso: se la camionetta serviva per la pastorale, la prestava senza esitare,” racconta padre Meca.

Anche i suoi segretari, don Jasson Sempertigue (oggi in Spagna) e don Edgar Rimaycuna (ora a Roma), impararono a guidare con lui.
“Possono dire: ‘È stato il Papa a insegnarmi a guidare’,” aggiunge sorridendo.
Oltre a essere un abile conducente, monsignor Prevost aveva anche conoscenze di meccanica, che gli permettevano di riparare personalmente il veicolo in caso di guasti.
Una camionetta al servizio dell’evangelizzazione
Oggi, il veicolo che un tempo guidò Papa Leone XIV continua la sua missione evangelizzatrice nella parrocchia San José Obrero di Chiclayo, dove i sacerdoti lo utilizzano per raggiungere le cappelle rurali e visitare i malati.
“Non è solo la camionetta dei sacerdoti, ma della comunità. Serve per portare la comunione agli ammalati, celebrare la Messa nelle cappelle e spostarci per le attività pastorali. La usiamo per servire, non per tenerla ferma,” spiega padre Meca.
Una lezione di vita: essere “tutto terreno”
Tra i molti ricordi, p. Aarón ne conserva uno speciale. Nel 2023, poco prima che monsignor Robert partisse per Roma per essere creato cardinale da Papa Francesco, dovevano raggiungere Incahuasi per la prima Messa di un nuovo sacerdote. Ma le forti piogge avevano fatto straripare il fiume La Leche, rendendo il passaggio quasi impossibile.
“Il nuovo sacerdote era triste, pensava che non saremmo riusciti ad arrivare. Ma monsignor Robert si fece avanti per primo: entrò con la camionetta nell’acqua alta e riuscì ad attraversare. Il volto del giovane cambiò: ‘Il mio vescovo è capace di arrivare dall’altra parte’. Conosceva il cammino, e grazie alla sua decisione riuscimmo a raggiungere la comunità,” ricorda.
Per p. Aarón, quell’episodio riassume perfettamente la lezione che Papa Leone XIV ha lasciato alla sua diocesi:
“Ci ha insegnato che essere sacerdote significa essere tutto terreno, come quella camionetta: rialzarsi, cadere e continuare. Non esiste strada troppo difficile quando si cammina con Cristo e con il desiderio di servire il suo popolo.”






