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Sarah Mullally, prima donna arcivescovo di Canterbury, guiderà la Chiesa anglicana

La nuova arcivescova di Canterbury, designata dal Regno Unito, Sarah Mullally, parla nella Cattedrale di Canterbury, nel sud-est dell’Inghilterra, dopo l’annuncio della sua nomina, venerdì 3 ottobre 2025. | Credito: BEN STANSALL/AFP via Getty Images.
La nuova arcivescova di Canterbury, designata dal Regno Unito, Sarah Mullally, parla nella Cattedrale di Canterbury, nel sud-est dell’Inghilterra, dopo l’annuncio della sua nomina, venerdì 3 ottobre 2025. | Credito: BEN STANSALL/AFP via Getty Images.

Per la prima volta nei quasi 500 anni di storia della Chiesa d’Inghilterra, una donna assumerà il ruolo di guida spirituale. Sarah Mullally diventerà ufficialmente arcivescovo di Canterbury nel marzo 2026, in un momento delicato per la Comunione anglicana.

Un momento storico per la Chiesa d’Inghilterra

La vescova anglicana di Londra, Sarah Mullally, è stata nominata dal re Carlo III come 106ª arcivescovo di Canterbury, diventando così la prima donna a ricoprire il più alto incarico episcopale della Chiesa d’Inghilterra. La cerimonia ufficiale di “conferma dell’elezione” avverrà a gennaio 2026 nella Cattedrale di San Paolo a Londra, mentre l’installazione solenne è prevista per marzo.

Con questa nomina, Mullally diventa anche la leader spirituale di circa 85 milioni di anglicani in tutto il mondo, in una fase segnata da tensioni dottrinali e profonde divisioni all’interno della Comunione anglicana.

Un profilo di servizio: da infermiera a guida spirituale

Classe 1962, ex capo infermiere del Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS), Sarah Mullally è stata ordinata sacerdote nel 2006 ed è diventata la prima donna vescovo di Londra nel 2018. Attualmente è il terzo membro più anziano del clero della Chiesa d’Inghilterra.

Nel comunicato pubblicato sul sito ufficiale dell’arcidiocesi di Canterbury il 2 ottobre 2025, la neo-nominata ha dichiarato di voler “rispondere alla chiamata di Cristo” con uno “spirito di servizio a Dio” che la accompagna fin dalla giovinezza.
Spero di condividere questo cammino di fede con milioni di persone che servono Dio e le loro comunità nelle parrocchie di tutto il Paese e in tutta la Comunione anglicana”, ha affermato

Le reazioni dal mondo cattolico

Il cardinale Vincent Nichols, presidente della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles, ha espresso il proprio apprezzamento per la nomina, sottolineando su X (ex Twitter) che Mullally porterà nel nuovo incarico “molti doni personali ed esperienza”.

Anche il cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero vaticano per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha inviato un messaggio di congratulazioni, trasmettendo i “migliori auguri della Chiesa Cattolica”. Pur riconoscendo le “tensioni occasionali” nel dialogo ecumenico, ha evidenziato la crescente vicinanza tra cattolici e anglicani, specialmente nei momenti di dolore e comunione, come il funerale di Papa Francesco, a cui hanno partecipato numerosi vescovi anglicani.

“È mio fervido auspicio che tale vicinanza possa continuare negli anni a venire, mentre continuiamo a camminare insieme sulla stessa strada”, ha scritto il cardinale Koch.

Una guida in un tempo di profonde divisioni dottrinali

La nomina di Mullally arriva in un momento di forti contrasti interni alla Comunione anglicana, soprattutto su temi legati al matrimonio e alla sessualità.

Nel novembre 2024, il suo predecessore Justin Welby si è dimesso dopo aver ricevuto critiche per la gestione di casi storici di abuso e per il sostegno alla benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso. Durante il Sinodo generale di luglio 2024, è stata approvata la possibilità di celebrare benedizioni per coppie omosessuali nelle parrocchie, misura appoggiata anche da Mullally.

A luglio, la Chiesa d’Inghilterra ha inoltre deciso di ritirare un documento dottrinale del 1991, “Issues in Human Sexuality”, ritenuto ormai “pregiudizievole e offensivo”. La scelta ha suscitato la reazione del movimento GAFCON, che riunisce anglicani conservatori, soprattutto in Africa e Asia. Il gruppo ha affermato che “Canterbury ha rinunciato alla sua autorità di guida” della Comunione.

Una nomina tra sfide e speranze ecumeniche

Nonostante il contesto controverso, la nomina di Sarah Mullally rappresenta una pietra miliare nella storia della Chiesa d’Inghilterra. Il suo mandato sarà osservato con attenzione anche da parte del mondo cattolico, impegnato da decenni in un dialogo ecumenico sincero e rispettoso con la Comunione anglicana.

Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.

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