In occasione del centenario della morte di Antonio Gaudí, l’architetto della Sagrada Familia, il presidente della Generalitat di Catalogna ha invitato Papa Leone XIV a visitare Barcellona nel 2026. Un gesto carico di significato spirituale e culturale, che potrebbe segnare un momento storico per la città e per la Chiesa.
Un invito speciale per celebrare Gaudí
Il presidente della Generalitat di Catalogna, Salvador Illa, ha ufficialmente invitato Papa Leone XIV a recarsi a Barcellona nel giugno 2026, in occasione del centenario della morte di Antonio Gaudí. Il momento coincide con il previsto completamento della torre di San Giuseppe, la più alta della Sagrada Familia, capolavoro del celebre architetto spagnolo recentemente dichiarato venerabile.
L’invito rappresenta non solo un riconoscimento dell’opera di Gaudí, ma anche un segno dell’importanza spirituale e culturale della Sagrada Familia, simbolo di fede e arte al centro della capitale catalana.
Un desiderio condiviso anche dall’arcivescovo di Barcellona
Non si tratta della prima richiesta formale rivolta al Santo Padre. Già nel settembre scorso, il cardinale Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, aveva manifestato il desiderio di accogliere il Pontefice nella città in occasione di questo importante anniversario.
Un incontro all’insegna del dialogo e dei valori cristiani
Dopo l’udienza privata avvenuta nei giorni scorsi in Vaticano, Salvador Illa ha condiviso con i media il significato profondo dell’incontro con Papa Leone XIV, definendolo “una conversazione molto emozionante”.
Il presidente ha evidenziato la necessità, in un tempo segnato da “polarizzazione e tensioni crescenti a livello internazionale”, di recuperare e mettere in pratica i valori del umanesimo cristiano.
Un dono simbolico per il Santo Padre
Come gesto istituzionale, Salvador Illa ha donato al Pontefice una riproduzione della Torre della Madre di Dio della Sagrada Familia, accompagnata da due libri legati alla cultura catalana e alla figura di Gaudí.
Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Prensa.






