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9 citazioni dei santi sugli angeli custodi

Durante il mese di ottobre la Chiesa celebra la memoria dei santi angeli custodi. Il Catechismo afferma che «dall’inizio alla fine, la vita umana è circondata dalla loro premurosa custodia e intercessione» (n. 336). I santi — con le loro riflessioni, esperienze e scritti — hanno nutrito la devozione verso queste creature spirituali. Presentiamo qui nove frasi (o tradizioni) legate agli angeli custodi, con indicazione di quanto siano documentate.

1. San John Henry Newman

Il cardinale John Henry Newman (1801-1890), teologo, filosofo, poeta e convertito dall’anglicanesimo, ha lasciato un’eredità spirituale e intellettuale immensa. Papa Leone XIV lo proclamerà Dottore della Chiesa il 1° novembre.

In uno dei suoi sermoni scriveva:

«A dispetto di tutto il mondo che vediamo, c’è un altro mondo che si estende tutt’intorno a noi, benché non lo vediamo, e che è più sbalorditivo di quel che vediamo. In quel mondo invisibile, ci sono innumerevoli persone che vanno e vengono, vegliano, agiscono o attendono, e che noi non vediamo.
Tra codeste persone ci sono gli angeli. Essi sono grandi, gloriosi, puri e meravigliosi al punto che, se ci fosse permesso di vederli così come sono, ne saremmo atterriti come lo fu il profeta Daniele, per quanto fosse santo e giusto; e malgrado ciò essi sono compagni di strada al nostro servizio, compagni che lavorano per noi, che vegliano sui più umili fra noi, se sono di Cristo, e li difendono».

Accanto ai sermoni, Newman ha dedicato anche poesie al tema angelico, tra cui la celebre preghiera in versi Il mio più vecchio amico, rivolta al proprio angelo custode.

2. San Giovanni XXIII

Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) nutriva una profonda devozione per gli spiriti celesti. Già da seminarista annotava nel diario:

«Un Angelo del cielo nientemeno, mi sta sempre accanto ed insieme è rapito in una continua estasi amorosa con il suo Dio. Che delizia al solo pensarci! Io dunque sono sempre sotto gli occhi di un Angelo che mi guarda, che prega per me, che veglia accanto al mio letto mentre dormo…».

Da papa, raccontava con semplicità e umorismo la sua confidenza con l’angelo custode: quando un prelato gli suggerì di omettere l’invocazione all’Angelo dopo l’Angelus perché non si trattava di un dogma, Giovanni XXIII replicò:

«Bravo questo teologo. Per fare un piacere a lui io dovrei fare un dispetto al mio Angelo custode».

In una lettera alla nipote suora confidava il suo metodo prima degli incontri ufficiali:

«Quando debbo visitare qualche personaggio importante per trattare gli affari della Santa Sede, lo impegno a mettersi d’accordo con l’Angelo custode di questa persona… È una piccola devozione che mi insegnò più di una volta il Santo Padre Pio XI».

Nel corso del suo pontificato parlò decine di volte degli angeli custodi, attribuendo persino l’ispirazione del Concilio Vaticano II ad una grazia ricevuta nella preghiera «tramite il suo Angelo custode».

Nel 1960, durante una celebrazione a Santa Maria degli Angeli, ribadiva:

«È una verità certa che tutti ed ognuno siamo confidati alla sollecitudine di un Angelo… Durante il nostro pellegrinaggio terreno, quanto rischi non dobbiamo affrontare! Ebbene, il nostro Angelo custode è sempre presente. Non lo dimentichiamo mai, invochiamolo sempre».

3. Santa Faustina Kowalska (1905-1938)

L’“apostola della Divina Misericordia” racconta nel suo Diario diversi episodi di dialogo con il proprio angelo custode. Durante un’ora santa in cui fu attaccata dal demonio, scrive:

«Non temere, sposa del mio Signore amatissimo. Questi spiriti non ti faranno del male senza il Suo permesso» (Diario, 419).

Per Faustina, l’angelo non prendeva decisioni al posto suo, ma era una presenza fedele che la incoraggiava, la confortava e la proteggeva nelle prove quotidiane.

4. San Tommaso d’Aquino (1225-1274)

Il “dottore angelico”, nella Summa Theologiæ, insegna che a ogni uomo è affidato un tutore celeste:

«Appena l’uomo nasce, gli viene assegnato un angelo custode».

Secondo Tommaso, questo angelo accompagna l’uomo nel suo pellegrinaggio terreno per difenderlo dai pericoli che vengono “sia dall’interno sia dall’esterno”, fino a introdurlo nella vita eterna.

5. San Luigi Gonzaga (1568-1591)

Nelle sue Meditazioni sui santi angeli, il giovane gesuita, patrono della gioventù, descrive con delicatezza il compito del custode al termine della vita:

«Quando l’anima lascia il corpo, l’angelo custode la conforta perché possa presentarsi con fiducia al cospetto di Dio. Se è destinata al Purgatorio, l’angelo la visita spesso, offrendole le sue preghiere e confortandola col pensiero della futura liberazione».

Per San Luigi, la missione dell’angelo non termina con la morte terrena, ma prosegue fino alla piena comunione con Dio.

6. San Pio da Pietrelcina

Padre Pio, noto per la sua vita mistica intensa, raccontava di numerosi incontri e locuzioni interiori con gli angeli. In una lettera a “Annita” scriveva:

«Il tuo buon angelo custode vegli sempre su di te, sia egli il tuo condottiero che ti guidi per l’aspro sentiero della vita; ti custodisca sempre nella grazia di Gesù, ti sostenga con le sue mani affinché tu non urti contro qualche sasso… Non dimenticare questo invisibile compagno, sempre presente… Apriti e confida a lui i tuoi dolori; pregalo, tienli sempre buona compagnia».

Egli invitava a mantenere viva la consapevolezza della presenza angelica, come compagno devoto, custode silenzioso.

7. San Francesco di Sales

Francesco di Sales affermava:

«È attraverso il ministero degli Angeli … che noi riceviamo sovente le ispirazioni di Dio».

Secondo lui, l’angelo custode è un canale prezioso attraverso cui Dio suggerisce al cuore le sue mozioni, soprattutto in circostanze ordinarie.

8. Sant’Ambrogio

Sant’Ambrogio:

«Sicuramente, Dio ci ha confidati alla custodia dei suoi Angeli».

Questa semplice espressione indica la sensibilità che Ambrogio aveva per la cura angelica, vista come un bene affidato ad ogni creatura umana.

9. San Girolamo

San Girolamo è ricordato per aver detto:

«È tale la dignità delle anime che ognuna di esse riceve, fin dall’istante della sua creazione, un Angelo commesso alla sua custodia».

Con questa frase, Girolamo sottolinea l’elevato valore che ogni anima ha davanti a Dio, e che per ciò meritava un custode dal primo istante.

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