Nell’oramai tradizionale incontro con i giornalisti al termine del suo soggiorno a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha toccato alcuni dei principali temi internazionali, tra cui la situazione nella Striscia di Gaza, la tensione militare globale e questioni etiche rilevanti per la Chiesa negli Stati Uniti.
Un piano “realista” per Gaza: il commento del Papa
Papa Leone XIV, di ritorno da Castel Gandolfo, ha risposto ad alcune domande dei giornalisti, soffermandosi in particolare sul nuovo piano proposto dal presidente Trump per la Striscia di Gaza. Secondo quanto riportato dalle agenzie, il Papa avrebbe affermato che nel piano “ci sono elementi molto interessanti”, definendolo una “proposta realista”.
Il Pontefice ha ribadito l’importanza di un cessate il fuoco e della liberazione degli ostaggi, auspicando che “Hamas accetti nel tempo stabilito”.
Emergenza umanitaria e rischio violenza: il Papa sulla Flotilla per Gaza
Papa Leone XIV ha poi commentato la situazione della Flotilla che si sta dirigendo verso Gaza con aiuti umanitari, sottolineando la difficoltà della situazione. “Si nota il desiderio di rispondere ad una vera emergenza umanitaria”, ha osservato, esprimendo la speranza che “non ci sia violenza e siano rispettate le persone”.
Tensione internazionale: “Preoccupano certe dichiarazioni”
Il Pontefice ha espresso forte preoccupazione per l’incontro convocato dal segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, con i vertici militari, pronti anche all’impiego di armi nucleari.
“Questa forma di parlare è preoccupante”, ha detto, spiegando come simili atteggiamenti contribuiscano ad aumentare la tensione globale. Riguardo alla decisione di Trump di rinominare il Dipartimento della Difesa in “Dipartimento della Guerra”, Leone XIV ha commentato: “Speriamo che sia solo un modo di parlare”, sottolineando la necessità di lavorare per la pace e non per la pressione attraverso la forza.
Processo Becciu: “Il procedimento deve andare avanti”
Rispondendo a una domanda sul cosiddetto “processo Becciu”, il Papa ha ribadito con sobrietà: “Il processo deve andare avanti”, chiarendo di non voler interferire nell’iter giudiziario in corso.
Il caso Durbin-Cupich e il richiamo alla coerenza etica
Un altro tema affrontato è stato il conferimento di un premio al senatore democratico Dick Durbin, noto per le sue posizioni favorevoli all’aborto, da parte del cardinale Blaise Cupich, arcivescovo di Chicago. Il Pontefice ha risposto con prudenza:
“Non sono molto informato sul caso particolare. Penso che sia molto importante guardare al lavoro complessivo che un senatore ha svolto durante, se non sbaglio, 40 anni di servizio nel Senato degli Stati Uniti”.
Tuttavia, ha colto l’occasione per richiamare a una visione coerente dell’etica cattolica:
“Dire ‘sono contro l’aborto’ ma ‘a favore della pena di morte’ non è davvero pro-vita, come non lo è essere d’accordo con il trattamento disumano degli immigrati negli Stati Uniti”.
L’invito del Papa: cercare la verità con rispetto e unità
“Sono questioni molto complesse”, ha ammesso il Pontefice, concludendo il suo intervento con un appello al dialogo e alla responsabilità condivisa:
“Non so se qualcuno possieda tutta la verità su di esse, ma chiederei, prima di tutto, che ci sia un maggiore rispetto reciproco e che si cerchi insieme […] di dire: ‘Dobbiamo davvero guardare da vicino a tutte queste questioni etiche e trovare la via da seguire come Chiesa’. L’insegnamento della Chiesa su ciascuna di queste questioni è molto chiaro”.
Adattato dal team di EWTN Italia. L’originale è stato pubblicato su ACI Stampa.




